La Cacciata dei mercanti dal tempio è un affresco di Luca Giordano realizzato nel 1684 per la controfacciata della chiesa dei Girolamini di Napoli.
Storia Il grande affresco di Luca Giordano fu realizzato nel 1684, come si evince dall'iscrizione in basso a destra che reca anche la firma del maestro napoletano.
Un pagamento di 500 ducati dello stesso anno è registrato in favore del pittore, di cui 15 sono da girare ad Arcangelo GuglielmelliBernardo de Dominici nel 1745 nelle sue Vite ricorda che Luca Giordano si valse della collaborazione di Carlo Moscatiello per la pittura delle architetture. Quest'informazione viene corretta a seguito di studi più recenti grazie ai quali si è riassegnato il contributo ad Arcangelo Guglielmelli. per i disegni e le bozze del colonnato sullo sfondo.
Descrizione e stile La scena raffigura l'episodio narrato dai Vangeli di Marco e Giovanni della cacciata dei mercanti dal tempio; il tempio di Gerusalemme era invaso da mercanti e banchieri e Cristo, scacciandoli, lo ripristina come luogo di preghiera.
Dal punto di vista della composizione degli spazi, l'opera si ispira all'affresco di Giovanni Lanfranco raffigurante la Piscina probatica nella chiesa napoletana dei Santi Apostoli. In entrambe le opere la scena si svolge in un edificio aperto all'esterno sorretto da colonne; nell'affresco di Lanfranco le architetture hanno una compostezza quasi classica e sono definite in una luce chiara e diffusa, in quello del Giordano invece la nube da cui emergono gli angeli inonda la scena con una luce calda e dorata che si riflette sugli edifici dai colori pastello creando forti effetti di chiaroscuro.
La Cacciata si differenzia dalla Piscina probatica anche per il notevole senso di movimento che domina il dipinto e per il contrasto tra la concitazione della fuga dei mercanti che cercano di mettere in salvo le masserizie e la sorpresa di chi si è appena accorto di quello che sta accadendo; la fuga del pastore col suo gregge e il prestatore di denaro che si affretta a raccogliere le monete sul ballatoio di sinistra contrastano con l'atteggiamento più incuriosito che spaventato della venditrice di pani e dell'uomo col mantello che si attardano sulla scalinata. Tutti barocchi sono gli effetti illusionistici del colonnato che riprende quello della chiesa, della scena in cui un venditore inginocchiato sulla sovrapporta dell'ingresso principale cerca di salvare una cesta di uova e la generale visione d'insieme scorciata dal basso verso l'alto che coinvolge maggiormente lo spettatore.
Il messaggio evangelico del rispetto della sacralità del luogo è completato ai lati sulle porte di accesso ai campanili da due affreschi del 1736 di Ludovico Mazzanti ispirati a storie del Vecchio Testamento; quello di destra rappresenta l'episodio narrato nel secondo libro dei Maccabei in cui gli angeli scacciano Eliodoro, inviato dal re di Siria a impadronirsi del tesoro del tempio di Gerusalemme, in quello di sinistra è raffigurata la punizione di Ozia narrata nel Secondo Libro delle Cronache, re di Giuda, fulminato da Dio con la lebbra per aver usurpato le funzioni sacerdotali.
Note
Bibliografia Bernardo de Dominici Vite de' pittori, scultori, ed architetti napoletani: non mai date alla luce da autore alcuno, Volumi 1-2, Ricciardi 1745, Napoli. Bernardo de Dominici Vita del cavaliere D. Luca Giordano, Francesco Ricciardo, Napoli, 1729. Marco Liberato La cacciata dei mercanti dal tempio in AA.VV. Monumento Nazionale dei Girolamini, Elio de Rosa, 2014, Napoli. Oreste Ferrari - Giuseppe Scavizzi Luca Giordano: l'opera completa, Electa Napoli, Napoli, 2000. Maria Giovanna Sarti Luca Giordano in Dizionario biografico degli Italiani Treccani, Volume 55, 2001.
Voci correlate Opere di Luca Giordano Chiesa dei Girolamini Pittura napoletana del Seicento
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Chiesa dei Girolamini Categoria:Cicli di affreschi di Napoli Categoria:Dipinti di Luca Giordano Categoria:Dipinti sulla cacciata dei mercanti del Tempio Categoria:Pittura napoletana del Seicento