È stato un capitano d'industria ed uno dei padri storici dell'armamento navale commerciale italiano che prese le mosse dal porto di Genova.
Biografia Raffaele Rubattino nasce a Genova il 10 ottobre 1810. La famiglia appartiene alla borghesia mercantile; la madre era una Gavino; inoltre la famiglia era imparentata con Bianca Rebizzo. Raffaele mostra una iniziale inclinazione per la filosofia. Presto una serie di sventure familiari modifica la sua vita. Muoiono in poco tempo genitori e sorella; Raffaele si dedica al mondo degli affari, ma mantiene le giovanili amicizie con persone impegnate nelle vicende del Risorgimento.
Era legato da una stretta amicizia soprattutto con Jacopo Ruffini. Esteriormente però non manifestò un'appariscente attività politica, benché abbia aspirazioni progressiste, sino alla morte avvenuta nel 1881.
È sepolto a Genova nel cimitero monumentale di Staglieno.
Attività Le prime attività imprenditoriali Si dedica inizialmente al settore assicurativo e nel 1837 fonda la Compagnia Lombarda di Assicurazione Marittima. Questa impresa è frutto della prima intuizione del giovane imprenditore, infatti Rubattino capisce che i capitali genovesi sono insufficienti per realizzare delle grandi imprese e bisogna cercare capitali all'estero, nel vicino Lombardo-Veneto. Perciò, come testimonia anche il nome della società, i capitali milanesi erano maggioritari nella nuova compagnia assicuratriceGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 13.
Nel 1840 la compagnia assicuratrice si trasformò in compagnia di navigazioneRoberto Giulianelli, Rubattino, Raffaele sul Dizionario Biografico Treccani e qui si rivelò la seconda e più importante intuizione di Rubattino: puntare sulla navigazione a vapore (la "pironavigazione", come recita l'iscrizione sul suo monumento) in un'epoca in cui in Italia si navigava ancora a velaGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 14.
Ancora nel campo dei trasporti nel 1841 Rubattino istituisce un pubblico servizio di tram a cavalli per congiungere Sampierdarena a Ponte Pila, intuendo la necessità di più veloci collegamenti tra Genova e il nascente polo industriale di Sampierdarena. Nel 1842 fonda un'impresa per la vettura corriera tra Genova e Milano; a questa si associano i parenti G.B. Gavino e Lazzaro Rebizzo: è il primo servizio giornaliero fra le due città.
L'attività armatoriale Sull'esempio di quanto avevano fatto a Trieste i fondatori del Lloyd Austriaco, passa dalle attività nel campo dell'assicurazione marittima alla costituzione di una società di navigazione a vapore che prende il nome da lui. Nel 1838 fondò questa prima società di navigazione, il cui nome era inizialmente De Luchi, Rubattino & C. e che nel 1844 divenne Compagnia Rubattino. Nei primi anni, per fare esperienza, la De Luchi, Rubattino & C. si limita a fare da accomandataria al piroscafo Colombo sulla linea Genova-LivornoGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 20.
Nel 1839 la Società in accomandita per la navigazione a vapore sul Mediterraneo inizia il collegamento tra Marsiglia e Napoli, passando dal capoluogo ligure, Livorno e Civitavecchia. Rispetto al viaggio in diligenza sullo stesso percorso i tempi erano dimezzati e il prezzo era meno di un terzo; rispetto al viaggio in veliero, non si era soggetti alla casualità dei venti che potevano ritardare il viaggioGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 16. Anche in questa società la maggioranza del capitale era sottoscritta da milanesi.
Il primo piroscafo della società viene patriotticamente chiamato Dante, il secondo Virgilio. Tre anni dopo l'inizio dell'attività, nel 1841, poteva disporre di quattro navi a vapore (pironaviglio), tra cui gli innovativi Polluce e Castore, che ponevano la società fra le prime operanti sul mar Mediterraneo. Supera nel 1841 la sventura della perdita del piroscafo Polluce, affondato a causa della collisione (probabilmente un arrembaggio per rubarne il ricco caricoWanda Lattes, Leggende, gioielli e truffe. L'ultimo mistero del tesoro del Polluce, «Corriere della Sera» 27 maggio 2007, 25.) con un vapore di una compagnia napoletana. Poiché l'ex-assicuratore Rubattino non aveva assicurato le navi, il danno economico è pesante e la perdita di fiducia degli azionisti inevitabileGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 22.
Nonostante il dimezzamento del capitale sociale, la De Luchi & Rubattino si riprese e anzi la flotta venne incrementata, e nel 1847 arrivò ad avere sei unità, con l'acquisto del Lombardo e del San GiorgioGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 24. Per evitare eccessivi costi fissi, la compagnia di navigazione cominciò inoltre a prendere a noleggio dei piroscafi nei mesi di maggior traffico, utilizzando la sola flotta di proprietà nei mesi di minor lavoroGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 26.
Rubattino fu un pioniere anche nell'attenzione al trattamento dei passeggeri: infatti ordinò agli ufficiali e ai marinai, nelle ore di riposo, di tenere compagnia ai passeggeri, in modo che il viaggio non fosse noioso. Comprese che la neonata navigazione passeggeri doveva avere le caratteristiche di una "locanda" e perciò arruolò un maestro di casa, che si occupasse della cura dei passeggeri e della "trattoria" (ristorazione a bordo)Giorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 27-8.
I travagliati anni cinquanta All'inizio del nuovo decennio la compagnia di Rubattino era la terza più grande flotta mercantile italiana dopo quelle del Lloyd Austriaco e dellAmministrazione della Navigazione a vapore del Reame delle Due SicilieGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 32.
A imitazione di quanto accadeva fuori d'Italia, Rubattino pensò che un modo per espandere l'attività fosse quello di stipulare delle convenzioni per il servizio postale, che assicuravano un minimo garantito sulle rotte convenzionateGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 30. Conseguentemente, nel 1851 la compagnia iniziò a collegare regolarmente Genova e la Sardegna, servizio esteso due anni dopo a Tunisi. Il servizio era convenzionato con lo stato sabaudo per il servizio postale.
Nel 1852 Rubattino, in società con Carlo Bombrini e altri, fondò la Compagnia Transatlantica in Genova per esercire con sovvenzioni statali le rotte di New York e Buenos Aires, che fino a quel momento erano percorse da compagnie straniere già sovvenzionate dallo stato sardoGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 45-6.
Tuttavia nel 1856 la Transatlantica distribuì dividendi eccessivi e varò un aumento di capitale troppo ambizioso. Intanto il servizio di linea non era ancora iniziato perché le navi erano state noleggiate al governo francese per la Guerra di Crimea. Nel 1857 il Senato respinse l'ennesima richiesta di proroga dell'inizio del servizio di linea e l'anno successivo la Transatlantica fu posta in liquidazioneGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 49-52.
Nel 1859 Rubattino fu costretto a vendere le sue proprietà immobiliari per ripianare i debiti verso la compagnia di navigazioneGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 23. Rimanevano i pesanti debiti verso le banche e sembrava che dovesse mettere in liquidazione anche la Società RubattinoGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 64. Le banche ottennero di estrometterlo dalla società e Rubattino divenne rappresentate per il Regno di Sardegna di alcune assicurazioni francesiGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 66-7.
L'Unità d'Italia Il ristabilimento delle sorti di Rubattino fu dovuto ad un evento imprevedibile: Garibaldi e i Mille s'impadronirono dei piroscafi Piemonte e Lombardo per salpare verso la Sicilia. Rubattino, ancora escluso dall'azienda, riteneva che dietro l'operazione ci fosse il procuratore nominato dalle banche per gestire la compagnia, Giovanni Battista FauchéGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 73.
Proprio la vicenda dei piroscafi usati da Garibaldi ed affondati nel corso degli eventi bellici, convinse le banche a revocare la procura a Fauché e a restituire la guida dell'impresa a Rubattino perché negoziasse il risarcimento del naviglio da parte del governo. Grazie all'intercessione di Garibaldi, Bixio e Agostino Bertani riuscì a ottenere un buon indennizzo che permise di pagare un terzo dei debiti della societàGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 75-6.
Dopo l'unità d'Italia si ripropose la questione delle linee postali sovvenzionate, ovviamente su scala molto maggiore. Quella di Rubattino fu una delle tre compagnie che ottennero tali appalti pubblici, insieme all'altra compagnia genovese Accossato e Peirano ed alla palermitana Società dei vapori postali di Florio. Grazie alle sovvenzioni statali queste compagnie quadruplicarono il tonnellaggio del naviglio a vapore italiano in quattro anniGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 81-94.
Con lo sviluppo delle ferrovie in tutta la penisola le linee di cabotaggio lungo le coste divennero inutili ed infatti nel 1872 il governo decise di non prorogare i servizi postali sovvenzionati lungo tali rotte. La reazione delle compagnie di navigazione a questo cambiamento fu diversa. La Peirano si ostinò a proseguire nel servizio finché nel 1877 fu messa in liquidazioneGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pag. 111. Invece Rubattino cercò altri sbocchi e fu uno dei primi armatori italiani ad intuire l'importanza di rotte commerciali verso il Medioriente.
Le rotte del Medioriente Negli anni sessanta dell'Ottocento le linee di comunicazione a vapore, ferrovie e piroscafi, avevano raggiunto la maturità e stavano rimuovendo gli ostacoli naturali sul loro cammino attraverso opere ingegneristiche per l'epoca "titaniche". L'Italia si trovava al centro dell'area coinvolta da questi lavori, infatti nelle Alpi erano in corso i lavori di perforazione delle gallerie ferroviarie del Frejus e del San Gottardo, che sarebbero stati aperti rispettivamente nel 1871 e nel 1882. D'altra parte nel 1869 fu ufficialmente inaugurato il Canale di Suez che congiungendo direttamente il Mediterraneo ed il Mar Rosso, permetteva di abbreviare notevolmente la rotta dell'India (strategica per l'Impero britannico) e dell'Estremo Oriente.
Rubattino capì che lo scenario era cambiato e che se voleva sopravvivere come armatore, doveva inserirsi in un contesto ormai internazionale. Così nel luglio 1868 inaugurò la linea Genova-Livorno-Alessandria-Porto Said. L'armatore genovese iniziò il servizio prima che il governo decidesse a chi assegnare le sovvenzioni statali su tale linea. In questo modo mise il governo di fronte al fatto compiuto e riuscì, anche grazie all'amicizia di Garibaldi, Balduino e Bombrini, ad ottenere la convenzione postale a scapito degli altri concorrenti. Questa operazione permise a Rubattino di alleggerire il pesante indebitamento che si trascinava dal fallimento della TransatlanticaGiorgio Doria, Debiti e navi. La compagnia di Rubattino 1839-1881, Genova, Marietti, 1990, pagg. 119-21.