Al Polo Nord è un romanzo avventuroso fantascientifico del 1898 di Emilio Salgari. Descrive un viaggio immaginario in sottomarino alla conquista dell'Artide.

Il romanzo appartiene a un gruppo di opere salgariane ambientate nei poli, fra cui I pescatori di balene, Al Polo Australe in velocipede e Una sfida al Polo.

Nella prefazione è lo stesso Salgari a presentarsi come il trascrittore del racconto affidatogli da Harry Mac-Doil; il resto della storia è invece narrato in terza persona.

Storia editoriale Al Polo Nord uscì nel 1898 nel pieno del periodo di collaborazione fra Emilio Salgari e l'editore genovese Donath, fase che coincide con il trasferimento dello scrittore a Genova nella seconda metà di quello stesso anno e con il consolidarsi di un rapporto editoriale destinato a segnare in profondità la sua produzione narrativa. In quegli anni Salgari scriveva infatti sotto la pressione di vincoli contrattuali stringenti e della necessità di assicurare entrate più stabili a una famiglia sempre più numerosa, condizioni che spiegano anche il ricorso, in altri casi, a pseudonimi e collaborazioni parallele.

Una successiva edizione Donath, pubblicata nel 1899, fu illustrata con 19 disegni di Pipein Gamba (come G. Gamba). Il titolo venne poi ripubblicato in dispense nel 1902 e in una nuova edizione illustrata da 18 disegni di G. Gamba nel 1903, entrambe ancora presso Donath.

Nel Novecento il romanzo passò poi soprattutto all'editore Vallardi e, in seguito, a Viglongo, Fabbri, Edizioni Paoline e altri.

Prefazione Il testo è introdotto da una prefazione in prima persona in cui Salgari narra di aver ricevuto nella sua casa del Canavese la visita di un anziano straniero, Harry Mac-Doil, unico sopravvissuto della spedizione al Polo Nord a bordo del sottomarino Taimyr, che gli affida le proprie memorie perché le trascriva. La prefazione si chiude con la nota che Mac-Doil, malato, si trova al Cairo al momento della pubblicazione, senza più speranze di guarigione.

Trama Sull'isola siberiana di Kargul, nei pressi delle coste della Russia, due cacciatori di lontre al servizio della Compagnia russo-americana, il danese Sandoe e l'ebridano Mac-Doil, vengono drogati e trascinati a bordo di un misterioso battello sottomarino, il Taimyr, comandato dal taciturno ingegnere Nikirka. La missione del Taimyr, cui partecipa un equipaggio affiatato e fedele, è raggiungere il Polo Nord navigando esclusivamente sott'acqua. I due cacciatori, dopo un primo momento di resistenza, si rassegnano e prendono parte alla spedizione.

Il sottomarino percorre l'Oceano Artico a grande profondità, offrendo a Sandoe e Mac-Doil una serie di spettacoli straordinari: banchi di aringhe in migrazione, orsi polari che assaltano lo scafo, enormi trichechi e balene, grandi fondali sommersi. Nikirka svela di essere alla ricerca di alcune navi scomparse durante precedenti spedizioni polari e di voler lasciare una traccia sul punto più settentrionale del pianeta, mai calpestato da nessun esploratore. Nel corso del viaggio il Taimyr tocca le coste settentrionali del Canada, dove l'equipaggio si imbatte in resti attribuiti alla spedizione Franklin e raggiunge il polo magnetico, dove gli strumenti impazziscono.

Dopo settimane di navigazione tra i ghiacci, il Taimyr emerge nelle vicinanze del Polo Nord. L'equipaggio sbarca sul ghiaccio e pianta una bandiera: il punto estremo del globo è raggiunto. La soddisfazione è però di breve durata. Durante il viaggio di ritorno verso sud, una serie di catastrofi si abbatte sulla spedizione: tempeste violentissime, uragani e la pressione dei banchi di ghiaccio mettono a dura prova lo scafo. Il Taimyr viene infine schiacciato dai ghiacci e affonda con quasi tutto l'equipaggio. Nikirka perisce con la nave. Sandoe, gravemente ferito, muore tra le braccia di Mac-Doil, che sopravvive aggrappandosi ai rottami fino a quando una nave di passaggio lo soccorre.

Nella prefazione Salgari chiude il racconto annotando che Mac-Doil, consumato dalla malattia e dai ricordi, è l'unico al mondo che possa dire con certezza di aver posato i piedi sulle nevi del polo boreale.

Personaggi Harry Mac-Doil cacciatore delle Ebridi e unico superstite della spedizione del Taimyr, affida a Salgari il racconto dell'impresa polare. Gustavo Sandoë cacciatore danese originario delle Fær Øer, compagno di Mac-Doil nelle cacce alle lontre e nella spedizione verso il Polo nord. Olao Nikirka ingegnere e comandante del battello sottomarino Taimyr, guida la spedizione diretta al Polo Nord. Orloff collaboratore di Nikirka, avvicina Mac-Doil e Sandoë e li arruola per la spedizione del Taimyr.

Critica Riccardo Valla ha incluso Al Polo Nord tra i romanzi salgariani con "spunti fantascientifici alla Verne", indicando nel viaggio in sottomarino il principale elemento che colloca l'opera nel filone del romanzo scientifico di fine Ottocento, pur distinguendolo nettamente da Le meraviglie del duemila, unica opera salgariana in cui l'immaginazione avveniristica diventa il tema centrale.

Eloisa Del Giudice ha dedicato al romanzo uno studio specifico, mettendo a confronto Al Polo Nord con Ventimila leghe sotto i mari e Le avventure del capitano Hatteras per esaminare gli elementi verniani che ne hanno influenzato l'impianto narrativo.

Paolo Orvieto ha esaminato il mito del Polo nord come "altrove paraletterario", soffermandosi in particolare sulla trilogia salgariana formata da Al Polo Nord, Una sfida al Polo e Al Polo Australe in velocipede.

Edizioni

Traduzioni Spagnolo

Note

Bibliografia

Seconda parte. Terza parte; riedito in

Voci correlate Storia della fantascienza italiana Viaggio immaginario

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