Una fiction televisiva (anche detta teleromanzo, sceneggiato televisivo, serie televisiva, miniserie televisiva) è un programma televisivo che narra eventi di fantasia (indicati con la parola inglese fiction).

Il termine "fiction", derivato e generalmente usato per indicare qualsiasi opera narrativa frutto di fantasia, è un anglicismo accolto dalla lingua italiana negli anni 1980 e diffusosi nei decenni seguenti grazie (ma non solo) al successo delle soap opera importate dagli Stati Uniti d'America. Fino ad allora produzioni simili venivano chiamate teleromanzi o sceneggiati televisivi. Per un lungo periodo, dall'inizio delle trasmissioni Rai e fino alla fine degli anni 1960, spesso venivano create e sviluppate in modo da avere anche la funzione di elevare il grado d'istruzione dei telespettatori, costituendo una sorta di incrocio tra il teatro e una specie di scuola nazionale.

Contrapposta al macro-genere della non-fiction, la fiction televisiva si suddivide in categorie con strutture narrative, durate e collocazione nei palinsesti differenti, e principalmente in film TV, serie TV, miniserie TV e serial TV.

Storia La fiction televisiva nasce non molto tempo dopo l'avvio delle prime trasmissioni TV alla fine degli anni trenta e si diffonde al termine della seconda guerra mondiale, tra la fine degli anni '40 e i primi anni '50. La prima forma di fiction era il teledramma o sceneggiato (in inglese live anthology drama, single play, teleplay o teledrama), che consisteva in una rappresentazione di derivazione teatrale trasmessa in diretta. Inizialmente si trattava prevalentemente di adattamenti di spettacoli di Broadway, testi teatrali classici o romanzi, ma presto iniziarono a prendere piede anche produzioni originali. Anche per una questione di necessità, caratterizzati da set ristretti e copioni che si affidavano alla bravura degli attori presi in prestito dal teatro, si contrapponevano alle spettacolarizzazioni dei film di Hollywood costituendo quindi una sorta di rivincita della cultura teatrale, anche se la trasmissione in diretta restava uno dei punti di maggiore attrattiva.

La diretta, non legata a esigenze tecnologiche, determinava un ritmo lento, con i tipici tempi teatrali: per permettere i cambi scena, la telecamera indugiava su inquadrature fisse in cui l'azione era assente o irrilevante. Le ambientazioni si trovavano sempre all'interno degli studi televisivi perché le telecamere necessitavano di un'illuminazione della scena molto curata: negli esterni fornivano ancora scarse prestazioni. Ciò comportava anche un'impostazione interpretativa e recitativa profondamente diversa rispetto alla fiction più moderna. Date le lunghissime sequenze prive di interruzioni, gli attori, infatti, dovevano possedere necessariamente solide esperienze e tecniche teatrali. Pertanto molti sceneggiati di quell'epoca, rivisti oggi, se da un lato appaiono per l'appunto dilatati in ritmi molto lenti, dall'altro rivelano spesso nelle performance degli attori, anche non protagonisti, un livello interpretativo molto elevato e raffinato.

Dalla seconda metà degli anni '50 la trasmissione in diretta fu pian piano abbandonata: registrare su pellicola era meno difficoltoso e offriva nuove opportunità di guadagno con le ri-distribuzioni nazionali e internazionali. Dai teledrammi si passò quindi a una serie televisiva che, pur mantenendo una struttura a episodi, si affidava ad ambientazioni e protagonisti fissi, con lo scopo di creare più episodi possibile per riempire i palinsesti, la cui produzione non era più gestita direttamente dalle emittenti ma delegata alle case di produzione cinematografiche. Uno dei maggiori successi di questo periodo è Lucy ed io. Agli inizi degli anni '60, con l'aumentare dei costi di produzione, diminuì il tipico numero di episodi prodotti all'anno per una stessa serie, passando da una trentina-quarantina ai 22-24 per stagione, standard mantenuto nei decenni successivi. A questo periodo risale anche la nascita della "stagione televisiva" così come intesa anche in senso moderno, che ricalca la durata dell'anno scolastico che va da settembre a maggio, lasciando i mesi estivi, quando il pubblico medio davanti ai teleschermi diminuisce, alle repliche o a programmi più a basso costo.

Per quanto riguarda i serial, dagli anni '50 entrarono a fare parte della programmazione televisiva diverse soap opera già trasmesse via radio, tra cui la longeva Sentieri. Si trattava di un genere tuttavia secondario, relegato alla fascia del day time, anche se a partire dagli anni '60 iniziò ad avere popolarità nel Regno Unito e alla fine degli anni '70 trovò gloria in prima serata anche negli Stati Uniti con il successo internazionale di Dallas. Dagli anni '80 le potenzialità del racconto "seriale" iniziarono ad essere sfruttate anche per le serie TV del prime time, e le storyline che si sviluppavano su più episodi o stagioni divennero sempre più frequenti.

La fiction seriale, la cui diffusione è riconducibile al feuilleton ottocentesco, prima della televisione era già ampiamente utilizzata nel mondo letterario, al cinema e alla radio. Secondo alcuni osservatori, i motivi del successo si possono ricondurre al grado di rassicurazione che offre allo spettatore: se una puntata è apprezzata, è probabile che si apprezzi anche la successiva, mentre un film spesso è una sorta di scommessa. La ripetizione diventa quindi un elemento di fidelizzazione, mentre nel caso dei serial subentra la curiosità nel seguire l'evolversi della trama; altro punto forte è la capacità di immedesimarsi in certi personaggi e ambienti o l'istaurarsi di un vero e proprio legame affettivo con il protagonista preferito.

Tipologie Serial televisivo Il serial televisivo è una fiction suddivisa in numerose puntate caratterizzate da una narrazione che rimane aperta (senza conclusione) fino alla fine della fiction stessa; nello stile di ripresa primeggiano primi piani e dialoghi ad effetto.

Sono sotto-categorie del serial le telenovele, contraddistinte da un arco narrativo chiuso sviluppato in un numero di puntate solitamente predeterminato, e le soap opera, in cui l'arco narrativo è sempre aperto e il numero di puntate è potenzialmente infinito (ad esempio Beautiful). Altre differenze sono individuabili nelle modalità di programmazione o nelle ambientazioni (le soap opera sono spesso ambientate nel mondo dell'alta borghesia, mentre le telenovele prediligono scenari più popolari o "coloniali").

Serie televisiva La serie televisiva (o serie TV) è un'opera composta da episodi, ovvero segmenti narrativi con trame per lo più chiuse, personaggi solitamente fissi e set ricorrenti.

Se le prime serie TV degli anni '50 e '60 avevano una struttura narrativa esclusivamente episodica, cioè con trame diverse per ogni puntata, nel tempo, in particolare dagli anni '80, si è assistito a una transizione verso opere che sempre più spesso presentavano anche una trama "orizzontale", la quale coinvolgeva i protagonisti nell'arco di più episodi, includendo quindi elementi tipici dei serial. Alcuni commentatori pertanto parlano di "serie episodiche classiche" o di "serie classiche" per distinguere la forma originaria (con episodi autonomi) da quella più recente (con una più o meno marcata trama orizzontale). Milly Buonanno chiama le opere di quest'ultimo tipo "serie serializzate" per sottolineare la commistione di generi. Quando una serie presenta episodi (o, per estensione, stagioni) che in comune non hanno neanche personaggi e ambientazioni, si parla invece di serie antologiche.

I tratti essenziali dei personaggi sono stabiliti nel primo episodio e rimangono sostanzialmente inalterati per tutta la durata della serie. Nelle serie serializzate, come nei serial, i caratteri invece cambiano nel tempo. Non mancano serie in cui la trama verticale è assente o quasi; si distinguono comunque dai serial anche per le modalità di programmazione e le tematiche affrontate.

In Italia alcune fonti parlano anche di "serie all'italiana" per evidenziare le opere prodotte durante la transizione dagli sceneggiati alle serie televisive più moderne di stampo statunitense; avevano generalmente un protagonista unico e le storie si esaurivano in 6-8 puntate di circa 90 minuti.

Riguardo ai generi, una macro-suddivisione distingue le commedie, in particolare le sitcom, caratterizzate da episodi che durano circa 25 minuti e contesti narrativi generalmente comuni (un luogo di lavoro, di studio o un ambiente domestico), oltre che dalla comicità e velocità dei dialoghi, dalle serie a sfondo drammatico, con episodi di circa 50 minuti, ricadenti in generi di derivazione cinematografica (polizieschi, thriller, western e quant'altro).

Miniserie televisiva Una miniserie TV è una fiction televisiva che racconta una storia in un numero limitato di episodi.

La distinzione tra miniserie TV e serie TV non dipende esclusivamente dal dato spurio del numero di episodi, ma dipende anche dalle caratteristiche della trama.

Le miniserie TV hanno una struttura narrativa autoconclusiva, e, contrariamente alla serie televisive, non sono rinnovabili per una seconda stagione. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile realizzare dei sequel, come ad esempio Karol - Un uomo diventato papa e Karol - Un papa rimasto uomo.

Film per la televisione Il film per la televisione (anche detto film TV o telefilm) è un film pensato per la sola distribuzione televisiva e con una trama prevalentemente auto-conclusiva.

I film TV possono anche avere, in alcuni casi, una distribuzione cinematografica temporalmente successiva a quella televisiva, come ad esempio Il piccolo Lord.

Ulteriori tipi e classificazioni Le webserie, o mini-fiction, sono pensate esclusivamente per la diffusione via internet e composte di solito da episodi brevi (fino a 10-15 minuti).

Riguardo allo sviluppo dell'arco narrativo delle fiction alcuni studiosi come Milly Buonanno hanno proposto anche una distinzione tra opere non seriali, cioè non suddivisi in segmenti (i film TV), opere a serialità debole, con un numero di puntate limitato (è il caso delle miniserie e talvolta di serie, tra cui quelle antologiche), e opere a serialità forte, con un'elevata frammentazione narrativa (è il caso dei serial e spesso delle serie TV).

Riguardo all'impiego dell'animazione, si distingue invece tra fiction animate (cartoni occidentali e anime) e opere live action. Altre classificazioni sono basate sull'origine geografica: oltre alle telenovele e alle soap opera, associate rispettivamente all'America Latina e agli Stati Uniti anche se poi esportate in altri paesi, tra le produzioni orientali si annoverano ad esempio il dorama giapponese, il drama cinese, il drama coreano, il drama taiwanese, ecc.

Quality series A partire dal nuovo millennio, la fiction televisiva è stata investita da una rivoluzione che ne ha cambiato completamente le dinamiche di produzione, fruizione e apprezzamento. Già nel 1996 Robert J. Thompson aveva anticipato con il suo Television’s second Golden Age i risultati straordinari della mutazione (all’epoca solo avviata) prevedendo la nascita di un nuovo genere di linguaggio artistico seriale: le quality series. Per comprendere perché le quality series sono da ritenere un tipo a sé stante di narrazione seriale televisiva, si devono considerare due principali fenomeni: il contesto industriale e le innovative dinamiche di fruizione che ne hanno permesso la nascita — il nuovo medium definito Complex Tv; la rivalutazione culturale e artistica della televisione e la conseguente nuova produzione — il fenomeno della Quality Tv.