La liturgia (, da λαός/laós, "popolo" ed ἔργον/érgon, "lavoro"Peter Chantraine, Dictionnaire étymologique de la langue grecque, Klincksieck, Paris, 1999, ISBN 2-252-03277-4.), indicava nell'antica Grecia, un servizio pubblico istituito dalla polis e finanziato, in forma solitamente volontaria, dai membri più eminenti della comunità (cittadini o meteci) in base al principio secondo cui la ricchezza personale è posseduta solamente per tramite della cittàMichael Austin, Pierre Vidal-Naquet, Économies et sociétés en Grèce ancienne, Armand Colin, 2007, p. 347..
Va, inoltre, detto che, sebbene il sistema liturgico fosse presente in numerose poleis, esso risale, tuttavia, ai primordi della Democrazia ateniese. e ne seguì le vicende fino al suo declino, quando, in età ellenistica, fu eclissato dal fenomeno dell'Evergetismo, tipico dei sistemi di governo assolutistici.
Funzionamento Principi La liturgia fu una delle modalità preferite di finanziamento delle città greche dal momento che permetteva di associare facilmente ogni spesa pubblica con una fonte immediata di reddito, evitando peraltro l'imposizione di tributi diretti che erano considerati gravissime privazioni della libertà personale e pertanto venivano attuati solo in condizioni straordinarie (si veda in merito l'imposizione della eisphora da parte di Atene nel corso della Rivolta di Mitilene).
Tale flessibilità rendeva la liturgia, inoltre, particolarmente adatta a finanziare spese improvvise, tanto da venire adottata anche in regimi di natura oligarchica, come ad esempio a Rodi; in ogni caso ogni città greca adottava una prassi specifica del tutto autonoma dalle altre o la mutava a seconda delle specifiche circostanze e pertanto non sussiste nessuna rigorosa uniformità..
Classificazione Le liturgie sono state classificate in due categorie.: quelle militari, di natura straordinaria; e quelle civili, associate alle festività religiose o agonistiche (relative, in sintesi, ad ogni evento o competizione sportiva e culturale).
Le liturgie civili più importanti e diffuse erano certamente la gymnasiarchia (γυμνασιαρχία), ovvero la gestione e il mantenimento della palestra cittadina e la coregia (χορηγία), ovvero il finanziamento dei membri del coro presso il teatro per le competizioni drammatiche; in ogni caso, tuttavia, poiché ogni città era in grado di creare nuove liturgie in funzione di immediate necessità ovvero di sopprimerle in forma temporanea o permanente, vi erano numerose liturgie minori.
Alcune liturgie minori, diverse per contenuto ma facenti parte di festività religiose, erano: la hestiasis (ἑστίασις), ovvero il finanziamento del banchetto pubblico della tribù cui apparteneva il liturgista...; la architheoria (ἀρχιθεωρία), ovvero l'invio, a spese del liturgista, di una delegazione ai Giochi Panellenici.; larrhephoria (ἀρρηφορία), ovvero il coprire il costo delle arrhephorai, quattro ragazze dell'alta società ateniese incaricate di portare il peplo alla statua di Atena Partenos e di dedicarle torte ed abiti bianchi ornati d'oro.
Le liturgie militari erano invece richieste solo in casi di necessità; di queste, la più importante ed esemplificativa era la trierarchia, ovvero il mantenimento di una trireme e del suo equipaggio per un anno, nel corso del quale l'obbligato, detto trierarca, poteva assumere il comando della nave sotto la direzione dello strategos (naturalmente, il trierarca poteva affidare il compito ad uno specialista mantenendo su di sé solo gli oneri economici).
Nel corso della Guerra del Peloponneso, fu istituita ad Atene la proeisphora in cui un soggetto, selezionato all'interno di una specifica classe o symmoria, avrebbe sopportato leisphora ovvero un vero e proprio tributo diretto sul reddito volto a compensare i costi della guerra..; va notato che tale imposta era esistente anche a Sparta... Incerta è, infine, l'esistenza della hippotrophia (ἱπποτροφία), liturgia consistente nell'acquisto e nel mantenimento dei cavalli che, secondo alcuni, sarebbe stata istituita dopo le Guerre Persiane, ma le fonti non sono concordiL. J. Worley, Hippeis: The Cavalry of Ancient Greece, Westview, 1994 pp.63-74..
Nel 355-354 a.C., Demostene stimò il numero di liturgie del calendario ateniese di essere sessanta all'anno, ma la cifra è ritenuta sottostimata. Infatti, le Dionisie richiedevano dai 23 ai 32 coregoi e oltre 10 hestiatores, le Panatenee 19 liturgisti all'anno contro i 30 o 40 necessari per le Grandi Panatenee che si tenevano ogni quattro anni, le Lenee avevano 5 choregoi mentre le Targelie 10. Infine, alcuni liturgisti erano necessari come complemento per i theoroi (θεωροί) che la città inviava ai Giochi panellenici e all'oracolo di Delfi, pertanto il numero totale oscillava probabilmente tra 97 e 118 liturgisti..
Selezione dei Liturgisti Il liturgista (λειτουργός), responsabile di una liturgia, veniva selezionato dai magistrati tra quei cittadini che avevano presentato volontaria richiesta, o che sembravano in grado di garantire gli oneri connessi..
In Atene, al tempo di Aristotele, il compito di designare i choregoi spettava per ogni festività all'arconte eponimo.; facevano eccezione i coreghi delle Lenee, che erano indicati dall'arconte re.. I trierarchi venivano scelti dallo stratego responsabile delle symmoriai e gli hestiatores dalle rispettive tribù.. Va notato, inoltre, che i meteci, sebbene fossero spesso chiamati a contribuire, di rado partecipavano attivamente alle liturgie, con la sola eccezione della trierarchia.D. Whitehead, The Ideology of the Athenian metic, Cambridge, 1977, p. 80-82..
La scelta di un liturgista, naturalmente, era determinata dal censo, stimato informalmente dalla città e dai liturgisti medesimi. Infatti, le fonti non riportano l'esistenza di un registro dei possibili liturgisti o che vi fossero soglie patrimoniali espresse poiché, si riteneva, ciò avrebbe fatto perdere il requisito di volontarietà, e avrebbe potuto causare problemi alla città qualora gli obbligati si fossero impoveriti..
In ogni caso, sebbene non vi fossero obblighi vincolanti di natura legale, esistevano tuttavia soglie di ricchezza informali oltre le quali il cittadino non si sarebbe potuto sottrarre o avrebbe potuto subire una citazione in tribunale: è noto, ad esempio, che nell'Atene del IV secolo a.C., un patrimonio di 10 talentiPatrice Brown, Eisphora, syntaxis, stratiotika : recherches sur les finances militaires d'Athènes au ive siècle av. J.-C., Belles Lettres/Annales littéraires de l'université de Besançon, Besançon, 1983, p. 18 rendeva necessariamente un cittadino membro del "censo liturgico". In ogni caso, era possibile che cittadini aventi un patrimonio di tre talenti potessero prendervi parte ed è possibile che alcune liturgie potessero essere ricoperte anche da cittadini meno abbienti: infatti i principi di μεγαλοπρέπεια (generosità) e della φιλοτιμία (desiderio di gloria), che guidavano l'ideale liturgico, permettevano a chiunque di parteciparvi in conformità ai propri mezzi..
Per tali motivi, il patrimonio di ciascun liturgista e la percentuale della sua ricchezza impiegata, variano notevolmente. rendendo così difficile valutare le dimensioni del cosiddetto "censo liturgico".
Secondo alcuni studi, nell'Atene Classica le persone in grado di sostenere i costi della liturgia non erano più di 900 e tra questi solo 300 potevano assumersi gli oneri più rilevanti e pertanto prestigiosi.; altri studi propendono per numeri più elevati, comunque compresi tra i 1000/1200 e 2.000 individui..
Va, poi, notato che il numero dei soggetti coinvolti attivamente è necessariamente maggiore del numero totale di liturgie per via della possibilità di attuare deroghe ed esenzioni e che il "censo liturgico" non può essere considerato come un vero e proprio gruppo chiuso ed impermeabile poiché risentiva delle variazioni di ricchezza (derivanti sia dalle condizioni dell'economia sia da successioni ereditarie) e pertanto ha visto l'immissione di nuovi ricchi, così come l'impoverimento di famiglie antiche.
In conclusione, la selezione dei liturgisti nasceva da una ideologia competitiva del lusso tipicamente aristocratica, sviluppata nella età arcaica e mantenuta a proprio vantaggio dalla città democratica: i liturgisti, infatti, lungi dall'essere separati da una struttura amministrativa, sono le forze attive di un sistema basato sulla volontarietà del ruolo e sulla stratificazione della società ateniese, ed operano a vantaggio della città ricercando una gloria personale o famigliare: è, infatti, noto che la maggior parte degli ateniesi inclusi tra i trierarchi era discendente di trierarchi, così come le spese dei liturgisti assai spesso venivano trasmesse in eredità, fatto sottolineato dall'oratore Iseo..
In estrema sintesi, i più ricchi partecipavano alle liturgie, in particolare a quelle più onerose come la choregia, poiché desiderosi di acquisire una fama equivalente alle proprie fortune o per la pressione del gruppo dei pari. ed in ogni caso, chiunque fosse tentato dall'evitare tale dovere morale, veniva scoraggiato dall'antidosi, un procedimento giurisdizionale che permetteva al cittadino nominato come liturgista di evitare di ottemperare indicando un altro soggetto.
Oneri finanziari
Il costo di una liturgia varia notevolmente secondo la sua natura e il prestigio.. Leutaxia (εὐταξία), menzionata una sola volta nelle fonti e di cui non è nota la natura costava 50 dracme; un coro di ditirambo alle Panatenee 300.. Assai più onerose erano la coregia alle Dionisie con un costo che poteva arrivare alle 3.000 dracme mentre la consacrazione di un tripode anche 5.000. La coregia alle Panatenee, invece, rappresentava lo stipendio annuale di un artigiano specializzato del V secolo a.C., pari a tre volte il reddito minimo necessario per servire come oplita..
La trierarchia poteva comportare rischi anche maggiori poiché dipendeva dalla durata della campagna militare o dalla condizione della nave affidata al trierarca: difatti gli oneri erano stimati tra le 2.000 e le 6.000 dracme ma Lisia sostiene che un suo assistito, nel corso di sette anni di trerarchia, spese oltre 6 talenti.
Va notato che i pesanti costi connessi alle liturgie militari indussero gli Ateniesi ad attuare diverse riforme: nel 377 a.C., fu istituita la proseishora che obbligava i due ateniesi più ricchi della propria simmoria ad anticipare l'intero contributo per poi rivalersi sugli altri cagionando spesso malversazioni e soprusiMogens Herman Hansen, La démocratie athénienne à l'époque de Démosthène, Les Belles Lettres, 1993, p. 143...
In seguito, fu istituita la sinterarchia che poneva il costo del mantenimento di una trireme a carico di due soggetti,. e poi ancora, nel 357 a.C., furono istituite 20 simmorie composte da 60 contribuenti in modo da ripartire gli oneri della trierachia su un gruppo il più possibile vasto. In ogni caso, il sistema della simmoria fu abrogato alla vigilia della battaglia di Cheronea su proposta di Demostene in quanto favoriva i cittadini più ricchi e penalizzava i contribuenti più piccoliClaude Mossé, Le monde grec et l'orient, tome II : le IVe siècle et l'époque hellénistique, PUF, 1975, p. 143..
Di conseguenza, prendendo in considerazione un liturgista dotato di un patrimonio di dieci talenti (ad esempio lo stesso Demostene nel 360/359) e presumendo che il fondo agricolo desse un rendimento dell'8% diviene evidente che costoro dedicavano gran parte delle entrate annue alla trierarchia ed erano costretti a richiedere prestiti..
Evasione
Esenzioni
Data la natura non vincolante delle liturgie, esistevano numerose esenzioni a vantaggio degli orfani. e delle donne senza tutore legale (epiklerai).Aristotele, Retorica, 1399 a. nonché per gli invalidi. ed i cittadini che servivano la patria come cleruchi..