Le lance di salvataggio del RMS Titanic svolsero, in occasione del naufragio del noto transatlantico, avvenuto nella notte tra il 14 ed il 15 aprile del 1912, un ruolo determinante nelle operazioni di abbandono della nave da parte dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio presenti a bordo.
Il Titanic era dotato di sole 20 lance, con una capacità totale di 1.178 posti, di fatto insufficienti per tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio. A bordo, infatti, erano imbarcate 2.223 persone (molto meno della capacità massima totale della nave) eppure solo il 53% di esse avrebbe potuto mettersi in salvo sulle lance.Le lance di salvataggio , Titanic di Claudio Bossi
Tutte le lance di salvataggio furono calate in mare durante il naufragio, ma le ultime due, le zattere pieghevoli A e B, furono travolte dall'acqua pochi minuti prima dell'inabissamento: la zattera A vagò per l'oceano semiallagata (all'interno vi erano 30–35 cm d'acqua), mentre la pieghevole B si capovolse completamente. Circa 50-60 persone riuscirono a raggiungere a nuoto i relitti delle due imbarcazioni e molte di esse morirono di ipotermia durante la notte. I superstiti vennero recuperati la mattina seguente dalle lance di salvataggio numero 14, numero 12 e numero 4.Titanic Lifeboat Launching Times, Titanic-Titanic.com
Sebbene ci fossero 1.178 posti disponibili sulle lance, solo 705 persone riuscirono ad occuparli. Molte di esse, infatti, furono calate in mare mezze vuote. , i marinai avevano il timore che, se riempite troppo, le lance avrebbero potuto cedere, nonostante i collaudi a tale riguardo fossero stati eseguiti con successo. I membri dell'equipaggio che calarono in mare le lance sul lato di sinistra della nave, tra i quali vi fu il secondo ufficiale di coperta Charles Lightoller, Tale disposizione provenne dal (dibattuto, tra gli studiosi) notorio fraintendimento dell’ordine del Capitano Smith di salvare “donne e bambini”, interpretato da alcuni ufficiali come un selettivo “solo donne e bambini” piuttosto che “prima donne e bambini”. Peraltro, nella sua testimonianza dinanzi alla Commissione d’Inchiesta, Lightoller avrebbe affermato d’aver sentito direttamente in un secondo momento l’ordine relativo a donne e bambini (i soli citati)(n.13871) le caricarono 'solo' con donne e bambini e qualche marinaio per il loro governo; agli uomini fu impedito di salire anche se vi era ancora molto spazio disponibile. Al contrario il primo ufficiale William McMaster Murdoch, incaricato di ammainare le lance sul lato destro, cercò di caricarle il più possibile, facendo salire prima donne e bambini e poi, se rimaneva spazio, anche uomini, di tutte le classi. Quasi due terzi dei superstiti dovettero la loro vita a Murdoch.
In seguito all'inabissamento della nave, solo due lance, la numero 14 e la numero 4, tornarono indietro sul luogo del disastro con lo scopo di recuperare eventuali altri naufraghi ancora vivi. La lancia di salvataggio numero 4 recuperò otto membri dell'equipaggio (due dei quali, Siebert,Mr Sidney Conrad Siebert - Titanic Victim, Encylopedia Titanica e Lyons Mr William Henry Lyons - Titanic Victim, Encyclopedia Titanica morirono poco dopo, il primo a bordo dell'imbarcazione quella notte stessa, il secondo sul Carpathia la notte del 16 aprile), mentre la numero 14 raccolse dall'acqua gelida quattro persone (una delle quali, il signor William Fisher Hoyt,Mr William Fisher Hoyt - Titanic Victim, Encyclopedia Titanica morì durante la notte). La prima lancia a raggiungere il Carpathia fu la numero 2, al comando del quarto ufficiale Joseph Groves Boxhall, alle 4 del mattino, un'ora e quaranta minuti dopo l'inabissamento del Titanic. L'ultima a raggiungere la nave di soccorso fu la lancia numero 12, alle 8:15 circa.
Tipologie delle lance di salvataggio
Il Titanic aveva una dotazione di 20 imbarcazioni di salvataggio, di tre diverse tipologie:
14 lance standard in legno, costruite contemporaneamente alla nave nei cantieri Harland and Wolff, ciascuna con una lunghezza di 30 piedi (9,15 metri), una larghezza di 9 piedi e un pollice (2,77 metri) e una profondità di 4 piedi (1,22 metri). Queste barche, contrassegnate con i numeri dal 3 al 16, erano state progettate e collaudate per trasportare 65 persone ciascuna e avevano una capacità di 655,2 piedi cubi (18,55 m³). Il timone, così come la chiglia, era in olmo e aveva uno spessore di 1,75 pollici (4,4 cm), mentre il telaio di poppa era in quercia; lo scafo, invece, era in pino giallo. Ogni imbarcazione era provvista di dieci remi, un albero, una vela, un'ancora galleggiante, dell'acqua, alcune lampade, una cassa di zavorra contenente dei biscotti, una bussola ad alcool e un gran numero di coperte e di giubbotti di salvataggio.. Ogni lato della nave aveva 3 di queste lance nella parte prodiera e 4 nella parte poppiera;. 2 imbarcazioni di salvataggio in legno, anch'esse costruite nei cantieri Harland and Wolff, contrassegnate con i numeri 1 e 2. Erano simili alle lance standard, ma più piccole; avevano una lunghezza di 25 piedi e 2 pollici (7,67 metri), una larghezza di 7 piedi (2,18 metri) ed una profondità di 3 piedi (0,91 metri). Avevano una capacità di 322 piedi cubi (9,12 m³) ed erano state studiate per trasportare 40 persone ciascuna.. Entrambe avevano a disposizione le stesse attrezzature delle lance standard ad eccezione dei remi, che erano sei e non dieci; 4 zattere di salvataggio pieghevoli di tipo "Engelhardt", fabbricate dalla Engelhardt Collapsible Lifeboats Company e contrassegnate dalle lettere A, B, C e D; ciascuna aveva una capacità di 10,66 m³ e poteva trasportare 47 persone. Le zattere, in kapok e sughero, avevano dei lati di tessuto che potevano essere sollevati per formare la barca o, viceversa, abbassati per facilitare l'ancoraggio. Ogni zattera aveva una lunghezza di 27 piedi e 5 pollici (8,36 metri), una larghezza di 8 piedi (2,44 metri) e una profondità di 3 piedi (0,91 metri). Le quattro zattere avevano a disposizione solo otto remi e nessun'altra attrezzatura. Le zattere A e B erano situate sulla tolda dell'alloggio degli ufficiali, mentre le pieghevoli C e D erano sul ponte lance accanto alle lance di salvataggio 1 e 2.
Ogni imbarcazione, ad eccezione delle quattro zattere pieghevoli, possedeva tredici targhe segnaletiche, necessarie alla loro identificazione. Le informazioni riportate sulle suddette targhe, tutte in ottone o in legno, riportavano il nome della nave ("S.S. Titanic", sebbene la reale sigla della nave fosse "RMS", ossia Royal Mail Ship, in quanto la nave trasportava anche la posta), il nome del porto d'immatricolazione (ovvero Liverpool), l'emblema della White Star Line, il numero della lancia (da 1 a 16) e le relative caratteristiche (lunghezza, larghezza, profondità e capacità).
Le gru montate a bordo della nave, utilizzate la notte del naufragio per ammainare in mare le lance di salvataggio, erano state costruite dalla Welin Davit and Engineering Company di Londra, fondata nel 1901 dallo svedese Axel Welin. Tutte le lance erano state installate sul Titanic nel gennaio del 1912.
Lance di salvataggio insufficienti
La carenza di lance sul Titanic non era dovuta a problemi di spazio, in quanto il piroscafo era stato progettato per ospitare fino a 64 imbarcazioni,. e neppure a motivi economici, in quanto 32 barche aggiuntive sarebbero costate solo 16.000 $, insignificanti se paragonati ai 7,5 milioni di dollari spesi in totale dalla società per la costruzione del transatlantico.. La motivazione è da ricercarsi nelle norme di sicurezza obsolete e nel disordine estetico che avrebbe provocato la massiccia presenza di imbarcazioni sul ponte lance.
Le norme di sicurezza dell'epoca Nel 1886 il Ministero del commercio britannico (Board of Trade) promulgò le prime norme di sicurezza per le navi mercantili dell'epoca, che sarebbero state poi rinnovate nel 1894. Tale legge, che fu scritta basandosi sulla stazza dell'allora nave più grande del mondo, ovvero il Lucania, obbligava a installare un minimo di 16 lance sulle navi che superassero le 10.000 tonnellate, con una capacità totale di 9.625 piedi cubi (272,5 m³), equivalente a 962 persone. Nonostante con il passare del tempo venissero costruite navi sempre più grandi, la legge non fu mai modificata aumentando il numero minimo di barche per tenere conto dell'aumento del tonnellaggio e dei passeggeri, e nessuno espresse preoccupazioni in merito. La disponibilità di così pochi posti sulle lance in una nave di ben 46.328 tonnellate ed in grado di imbarcare quasi 3.400 persone, quindi, nel 1912 non contravveniva a nessuna regola.
Il Titanic non era l'unica nave con questo problema. Si stima infatti che, all'epoca del naufragio, almeno 33 delle 39 navi britanniche da più di 10.000 tonnellate disponessero di un numero insufficiente di lance. Il caso peggiore era quello del RMS Carmania, nave di proprietà della Cunard Line, nave in cui, in un viaggio a pieno carico, solo il 29% delle persone a bordo avrebbe potuto mettersi in salvo sulle lance in caso di naufragio.
Il progetto di Carlisle Uno dei progettisti della White Star Line, Alexander Carlisle, fece installare sul Titanic sedici nuove gru di tipo "Welin" (nome della già citata società che le realizzava), che potevano sostenere complessivamente 32 lance e ammainarne 64.Testimony of Alexander Carlisle, Titanic Inquiry Project Le lance aggiuntive però non furono mai installate e la White Star Line aggiunse soltanto 4 canotti pieghevoli "Engelhardt", i quali avevano una capacità totale di 1.506 piedi cubi (42,6 m³). La somma del volume delle 16 lance con quello dei 4 canotti pieghevoli era di 11.328 piedi cubi (320,8 m³), una cifra che rientrava pienamente nei criteri dettati dal regolamento del Board of Trade, secondo il quale il volume doveva essere almeno di 9.625 piedi cubi (272,5 m³).
Pare che le decisioni finali siano state di Lord William Pirrie, presidente della Harland and Wolff, e di Joseph Bruce Ismay, amministratore delegato della White Star Line, secondo i quali il ponte lance con 64 imbarcazioni avrebbe avuto un aspetto troppo disordinato e la vista sul mare dal salone e dal ponte di passeggiata di prima classe sarebbe stata compromessa. Alla fine, Carlisle accettò la decisione di Pirrie e Ismay e affidò la concezione delle 16 lance di legno a Thomas Andrews, nipote di Pirrie e capo progettista del Titanic.
Messa a mare delle lance di salvataggio