Biografia I primi anni Nacque in un villaggio dell'antica Guascogna, nella regione della Bigorra, e fu dalla famiglia indirizzato alla carriera ecclesiastica presso il convento di Notre-Dame-de-Garaison, nel comune di Monléon-Magnoac, dove ricevette, fino all'età di diciassette anni, una solida formazione musicale come cantore-corista, sviluppando una notevole voce di baritenore. Dopo essersi momentaneamente trasferito ad Auch per studiare filosofia, facendo nel contempo il precettore, ed aver poi ripreso gli studi a Garaison,Fétis, op.cit. nel 1778 il giovane Lay ottenne dai canonici del convento una borsa per partecipare ad un dottorato di teologia a Tolosa Qui, ormai intenzionato ad abbandonare la carriera ecclesiastica, portò avanti anche la sua attività di cantante sia dapprima unendosi al coro della cattedrale, sia accettando poi gli inviti ad esibirsi che gli venivano dai salotti mondani locali. A Tolosa Lay si legò di un'amicizia che sarebbe durata tutta la vita con il giovane avvocato Bertrand Barère, futuro esponente rivoluzionario e membro autorevole del Comitato di salute pubblica, che lo introdusse nei circoli più avanzati della cultura cittadina. Nel giorno di Pasqua del 1779 Lay fu inteso cantare nel servizio liturgico della cattedrale dall'Intendente reale della Linguadoca, il quale, seguendo la prassi allora in uso per il reclutamento dei membri dellAcadémie Royale de Musique di Parigi, decise di intimare al giovane con ordine regio (equivalente di una lettre de cachet) di presentarsi nella capitale per un'audizione.Quéruel, p. 18 e segg.
Gli inizi della carriera Subito arruolato nella compagnia dellOpéra ed inquadrato, con il nome d'arte di Laÿs,Secondo la Quéruel (p. 21), il nome d'arte prescelto di "M. Laÿs" (da pronunciarsi senza dubbio 'la-ìs', ed in cui la dieresi sarebbe stata poi sempre più spesso espunta con il passare del tempo) era inteso ad evitare giochi di parole sul suo cognome, che in lingua d'oc suonava 'la-ì' all'italiana, e rischiava invece di essere pronunciato in modo diverso negli schemi di lettura francesi, probabilmente 'lè' come la parola "laid" (laido, brutto). tra i ranghi delle voci gravi (raggruppate all'epoca, in Francia, nella categoria delleI nomi dei registri vocali maschili nella musica barocca francese (ed ancor oggi quello corrispondente al "basso", la basse) erano di genere grammaticale femminile, mentre i registri vocali delle donne erano maschili (come lo sono ancor oggi in italiano i termini soprano e contralto). basses-tailles), egli dovette sottoporsi alla trafila che incombeva su tutti i neoarrivati e che egli superò peraltro molto rapidamente. Egli fu introdotto per la prima volta di fronte al pubblico parigino il 10 ottobre 1779, con l'esecuzione, molto applaudita, dell'arietta "Sous les lois de l'hymen" di Pierre-Montan Berton (1727–1780), appositamente inserita nellacte de ballet La Provençale di Mouret/Candeille,Quéruel, p. 7. La Provençale era unentrée aggiunta nel 1722 da Jean-Joseph Mouret alla sua opéra-ballet Les Festes de Thalie e poi rimasta popolare per tutto il Settecento; nel 1778 l'operina fu in gran parte rimusicata da Candeille per essere eseguita nel quadro degli spettacoli di fragments (spectacles coupés) allora molto in voga, oppure come intermezzo nelle opere buffe di autori italiani che lAcadémie Royale de Musique stava in quel periodo programmando, cosa prima tutt'affatto inusuale. e fece quindi il suo debutto ufficiale il 31 dello stesso mese interpretando il personaggio di Théophile in una ripresa di Théodore, seconda entrée del ballet héroïque L'Union de l'Amour et des Arts di Étienne-Joseph Floquet (1748–1785).Jullien, pp. 90-91. Dopo aver quindi fatto da rimpiazzo della prima basse-taille Henri Larrivée (1737-1802) per la parte di Oreste nellIphigénie en Tauride di Gluck,Castil-Blaze, L'Académie Royale de Musique (3e époque - 6e article), «Revue de Paris», Nuova Serie, Anno 1837, tomo trentasettesimo, p. 23 (accessibile on-line come ebook-gratis Google). nel 1780 Lays iniziò a vedersi affidare i primi ruoli nuovi della sua carriera: un seguace di Morfeo nellAtys di Niccolò Piccinni (una particina poco più che da corista), addirittura il ruolo di protagonista maschile dello sfortunato acte de ballet Laure et Petrarche di Candeille., ed infine il balivo, nel Seigneur bienfaisant di Floquet,Michaud, op.cit. la sua prima interpretazione di gran successo.Fétis, op.cit.; Pitou, p. 493 (voce: Le Segneur bienfaisant). Fétis dichiara che il ruolo fu scritto appositamente per Lays, ma in effetti il libretto del 1781 attribuisce il personaggio ad un'altra delle basses-tailles della compagnia, Durand (Le Seigneur bienfaisant, Opéra, composé des actes du Pressoir ou des Fètes de l'Automne, de l'Incendie, et du Bal, Parigi, aux dépens de l'Académie, 1781, p. 8, accessibile gratuitamente on-line come ebook-gratis Google). Dalla recensione del «Mercure de France» si apprende comunque che Lays fu effettivamente presente alla prima, ma senza che il pubblico apprezzasse affatto la lunga arietta da lui eseguita, esecuzione che viene invece molto lodata dal recensore («Mercure de France», Sabato 30 dicembre 1780, pp. 222-223, accessibile on-line come ebook-gratis Google). Nello stesso anno 1780 e fino al 1791 egli fu aggregato alle istituzioni che somministravano la musica, sia sacra che profana, a corte, i Concerti della regina e il Grand CouvertIl termine, che significa propriamente "pranzo di gala, di cerimonia" (cfr. lemma couvert, in V. Ferrante & E. Cassiani, Dizionario Moderno Italiano Francese Francese Italiano, Torino, SEI, 1973, p. 1453), si riferiva all'usanza in vigore a Versailles di fare musica durante i pranzi cerimoniali aperti al pubblico che la coppia reale teneva periodicamente nella cosiddetta antichambre du Grand Couvert. L'usanza era stata introdotta da Maria Antonietta per cercare di combattere la noia che destava in lei il cerimoniale dei pranzi pubblici (cfr. Chateau de Versailles website). del re, venendo promosso "primo cantore" nel 1781 e divenendo presto uno dei beniamini della coppia reale, e in particolare di Maria Antonietta.Quéruel, Tableau chronologique, pp. 165-171.
Gli inizi della sua carriera allOpéra, furono abbastanza agitati. NellAcadémie Royale de Musique regnava all'epoca un notevole malcontento: gli artisti mal sopportavano che i loro ingaggi fossero di tre volte inferiori a quelli degli attori della Comédie-Française e della Comédie-Italienne, e per di più solo in parte fissi e continuativi e per il resto legati alle attività svolte dal teatro. Il ribelle Lays animò ben presto un acceso confronto, di tipo quasi sindacale (nel senso moderno del termine), nei confronti della direzione, affiancato da due giovani cantanti entrati in compagnia praticamente in contemporanea con lui, la haute-contre Jean-Joseph Rousseau, che sarebbe stato affiancato a Étienne Lainez come primo tenore dellOpéra fino alla sua morte prematura avvenuta nel 1800Pitou, ...Rococo..., ad nomen, pagg. 477/478. e il basso Auguste-Athanase Chéron (1760-1829). Quando nel giugno del 1781 un incendio distrusse la seconda sala del Palais-Royal, sede del teatro, causando l'interruzione delle rappresentazioni e quindi lasciando i cantanti con il solo trattamento fisso, i tre decisero di porre rimedio a tale situazione accettando ingaggi all'estero, cosa che non era loro giuridicamente consentita dalla posizione di pensionnaires (attori stipendiati) del re che essi occupavano. Il solo Rousseau però riuscì a raggiungere furtivamente Bruxelles e ad esibirsi nel Théâtre de la Monnaie, il secondo maggior teatro in lingua francese del mondo di allora; Lays fu invece arrestato la sera del 20 agosto 1781, alla vigilia della partenza, e trattenuto per una decina di giorni in prigione.La prigione (o la minaccia della prigione) era uno strumento non insolito per avere ragione dei riottosi artisti dellAcadémie. Nel 1771, ad esempio, il primo tenore Joseph Legros, ritenendo sommamente insulso e di cattivo gusto il personaggio a lui destinato nella pastorale La Cinquantaine di Laborde, all'inizio rifiutò categoricamente di interpretarlo, ma, a detta di un indignato Pidansat de Mairobert, dovette alla fine piegarsi di fronte alla concreta minaccia da parte del musicista di regalargli una cinquantina di giorni al fresco a For-l'Évêque (Louis Petit de Bachaumont et al., Mémoires secrets..., Londra, Adamson, 1784, tomo quinto, .p. 296, accessibile on-line come llibre elecrònic gratuït). Al suo successore Étienne Lainez (1753–1822), andò anche peggio: detestava profondamente il personaggio di Tarare nell'opera omonima di Salieri andata in scena l'8 giugno 1787, e, solo con il mandato di arresto in tasca, il direttore musicale dellOpéra, Louis Joseph Francœur (1738-1804), riuscì a indurlo a prendere parte alla sesta rappresentazione; cosa che comunque non lo salvò dall'imprigionamento il 25 novembre, dopo che si era ulteriormente rifiutato in ripetute occasioni di vestire i panni dell'odiato Tarare (Lajarte, p. 358). Fu rilasciato provvisoriamente il 30 perché indispensabile per la copertura del ruolo da haute-contre di Cynire, che era stato appositamente rimaneggiato per lui in vista della ripresa di Echo et Narcisse di GluckSecondo la Quéruel Lays riprendeva nel 1781 il ruolo che era stato creato due anni prima di Henri Larrivée (1737-1802), primo basso-baritono della compagnia. Al contrario, Larrivée non aveva preso parte alla prima dell'opera in cui non vi sono parti di rilievo per basso-baritono, e il ruolo di Cynire era stato interpretato dalla prima haute-contre Joseph Legros. Probabilmente Lays doveva semplicemente sostituire in via d'emergenza il suo compare Rousseau che era fuggito all'estero. Una partitura manoscritta conservata presso la Biblioteca nazionale di Francia, riporta alcune modifiche apportate alla parte di Cynire che sono espressamente indicate "pour Lays", le quali conservano comunque la scrittura in chiave di contralto (do sulla terza riga) normalmente usata per la voce di haute-contre. nel teatrino che sostituiva in qualche modo quello andato a fuoco. Il clamoroso successo di pubblico che egli ottenne, con il bis dell'aria principale e ripetuti richiami in scena, rese poi praticamente impossibile rimetterlo in carcere, anche se l'obbligarono a firmare un impegno solenne a non lasciare Parigi senza autorizzazione espressa dei superiori.Quéruel, cap. 2, Le rebelle - 1779-1788, pp. 25-49 (passim).
Nel 1782 il direttore dellOpéra Antoine Dauvergne (1713–1797) fu costretto a dimettersi dal suo incarico, e la gestione del teatro fu assunta cooperativamente dagli artisti, con esiti però così disastrosi che il vecchio direttore dovette essere richiamato in servizio il primo aprile del 1785, senza che comunque i suoi rapporti con il terzetto di contestatori migliorassero granché. Nel suo rendiconto sullo svolgimento dell'assemblea generale degli artisti nel 1786, Dauvergne definiva Lays come l'anima nera del gruppo, Rousseau come "un gran bravo ragazzo" se solo avesse frequentato un po' meno Lays, e Chéron anch'egli come un gran bravo ragazzo (per quanto con il cervello di un dodicenne), ma impaurito dalle bastonate promessegli da Lays e da Rousseau in caso di tradimento del sodalizio. Alla fine i tre dovettero piegarsi alla pressione della direzione del teatro, non prima però di essere stati promossi "Premiers Sujets" (prime parti), anziché semplici rincalzi quali erano stati fino ad allora, e comunque dopo che i salari medi degli artisti erano praticamente raddoppiati rispetto ai valori che avevano alla fine del decennio precedente.Youri Carbonnier, Le personnel musical de l'Opéra de Paris sous le règne de Louis XVI, «Histoire, économie et société», 2003, 22-2, 177-206, p. 192 (accessibile gratuitamente on-line in Persée).
L'età della Rivoluzione