PU-Sarruma, forse originario della città di Kuššara nonostante il nome hurrita lasci aperto il campo delle ipotesi, potrebbe essere stato un sovrano ittita che regnò dal 1710 a.C. al 1680 a.C. circa, prima della nascita dell'Antico RegnoLa sua esistenza fu ipotizzata per primo da Emil Forrer, ed è oggi accettata da molti studiosi. La "lista delle offerte C"Nome ufficiale del reperto Kub XXVII 77., con l'elenco dei defunti membri della famiglia reale, lascerebbe pochi dubbi sulla sua esistenza e sulla sua condizione regale, recitando: "PU-Sarruma, figlio dì Tudhaliya, padre di Papahdilmah (e/il) padre di Labarna".

Il "Nonno del Re"

Poco si sa della vita di PU-Šarruma, e ciò che forse lo riguarda viene dal Testo di ZalpaNome ufficiale del reperto CTH 3. e dagli Annali di Ḫattušili I. In entrambi i testi tuttavia il nome di questo re non è espressamente indicato ma si fa genericamente riferimento al "Nonno del Re", visto dalla prospettiva del regnante in carica alla stesura del testo, ovverosia Hattusili I.

Alcuni studiosi, basandosi sulla "Lista delle offerte C", una tavoletta votiva nella quale si innalzavano orazioni agli dei per i membri defunti della casata reale, suppongono che PU-Sarruma fosse il nonno di Hattušili indicato in tali testiPer questa linea di pensiero, generalmente accettata dal mondo accademico, si veda la dettagliata ricostruzione di R. Beal: The predecessors of Hattusili I, pp. 20-35, che rilancia e dettaglia, alla luce di nuovi dati, un'idea già avanzata da Forrer e oggi condivisa tra gli altri da Gilan. Contra Forlanini che attribuendo valore cronologico progressivo al cosiddetto sigillo cruciforme, "salta" PU-Sarruma, Kantuzzili e Tudhaliya ed identifica direttamente in Huzziya 0 il "Nonno del Re", cioè il nonno di Hattušili I; dello stesso parere Simon Zsolt, sia per il valore cronologico attribuito al sigillo, sia perché identifica nel Labarna figlio/nipote di PU-Sarruma non Hattusili I/Labarna II ma Labarna I. Non argomenta tuttavia le pretese al trono avanzate da Papahdilmah, che nella sua ricostruzione non sarebbe più un principe ittita ma un membro estraneo alla casa reale ittita. Si veda: The ancestors of Labarna I and the cruciform seal, pp. 183-185 e 187-188.Essa infatti recita: laddove in Labarna identificano Labarna II, altro nome di Hattušili I, dopo che in una prima fase vi si era identificato quale protagonista Muršili I; argomento a sfavore della sua identificazione come re e nonno di Hattusili, per una parte degli storici, l'assenza del suo nome dal sigillo cruciforme.

Nonostante la scarsità di notizie dirette, comunque, la storia dinastica della monarchia ittita, potrebbe cominciare proprio con PU-SarrumaUn riferimento a un monarca con questo nome lo si ritrova nel testo CTH 417.1 (KBo 49.28 e KUB 7. 61) in cui viene descritto un rito propiziatorio eseguito da funzionari reali in favore di un re di nome PU-Sarruma (venivano costruite due statuette, una d'argilla con il nome del re e una di legno con il nome del nemico che poi venivano gettate nel fuoco, naturalmente una bruciava, l'altra s'induriva); si noti che non esiste un altro sovrano con lo stesso nome nella storia ittita, a cui il rito potrebbe eventualmente riferirsi..

Ittiti e Nesiti Secondo un'ipotesi, sviluppata da Beal dopo un'intuizione di Forlanini e avvalorata da una buona parte di studiosiTra questi Otten, Beal e Blasweiler (cfr. ). (Contrario, per ragioni linguistiche legate all'etimologia di PU-Sarruma, proprio Forlanini che reputa l'inserimento di questo nome nella parte della lista "C" relativa agli albori della storia ittita un errore degli scribi del 13^ sec.; secondo costui il "nonno del re" indicato nel Testo di Zalpa sarebbe non PU-Sarruma bensì Huzziya 0, il fondatore della dinastia. Si veda The branches of the hittite royal family of the early kingdom period. Pp. 116-118.) basata anche su quanto riportato dalla sopracitata lista delle offerte "C"(Nome ufficiale del reperto Kub 36.121 + Kub 36.122 + Kub 11.7), che appunto recita testualmente , Pu-Šarruma potrebbe essere stato non un ittita ma un nesita, figlio naturale di un nobile della stirpe regale di Kanesh, tale Tudhaliya di KussaraIl capo dei coppieri del re Zuzu di Kanesh (cfr. ). È possibile che Tudhaliya fosse zio del sovrano, in tal caso fratello o cugino del defunto Gran Re Anitta di Kanesh, a cui sarebbe stata data in sposa una principessa ittita, figlia di uno dei primi sovrani, forse Kantuzzili 0L'unico riferimento a questa figura ci arriva dalla Lista delle offerte "C", nome ufficiale del reperto KUB XXXVI 121, decifrata da Beal., che compare nella Lista "C" alla riga precedente a PU-Sarruma, o forse Huzziya 0, che apre la lista stessa.

Una conferma ipotetica delle origini nesite di PU-Sarruma (e quindi di suo padre Tudhaliya) ci giungerebbe da alcuni testi immediatamente posteriori. Dal "Testamento" di Hattušili I (il presunto nipote di PU-Sarruma) sappiamo che questi (che si definiva "l'uomo del seme di Kussara") morì proprio nel palazzo di KuššaraR. Beal: The predecessors of Hattusili I, pp. 26-28., patria ancestrale e sede regale nesita, città evidentemente in quel periodo in mano ittita, a sottolineare una avvenuta commistione tra i due regni, che spiegherebbe meglio perché un nobile nesita, PU-Šarruma, sedesse sul trono di Hatti.

Dal "Testo di Zalpa ", inoltre, apprendiamo che il cosiddetto "Nonno del Re" (alias secondo tale teoria PU-Sarruma, nonno di Hattusili I) nominò nuovi governatori nelle città di Zalpa e di Hurma.

Tre circostanze vanno sottolineate: tali città (Kuššara, Hurma e Zalpa), che troviamo passate in mano ittita solo alcuni decenni dopo la loro conquista da parte del re nesita Anitta; la caduta della capitale nesita Kanesh, avvenuta proprio in quegli anni (1.710 a.C. circa) con destino ignoto per la sua casa reale; l'etimologia del nome PU-Sarruma, forse hurrita/nesitaR. Beal: The predecessors of Hattusili I, pp. 17-20. Questi tre fattori farebbero ritenere che, caduto il regno nesita, i suoi territori fossero passati in mano degli Ittiti in quanto forse governati da un ramo collaterale della famiglia reale di Kanesh.

Il punto di contatto tra le famiglie reali dei due stati potrebbe essere stato tale Tudhaliya; e quindi il Tudhaliya citato nella lista delle offerte "C" degli ittiti sarebbe lo stesso citato nei testi nesiti come Capo Coppiere del re Zuzu di KaneshM. Forlanini: The kings of Kanesh, pp. 129-130. e prima ancora del re PithanaSi veda il reperto classificato kt89/k379., il che fa ritenere che fosse suo coetaneo o più probabilmente coetaneo di suo figlio Anitta.

Se l'identificazione fosse corretta, probabilmente Tudhaliya non sarebbe mai stato re degli Ittiti, ma solo padre biologico di PU-Šarruma, il quale sarebbe entrato per matrimonio o adozione nella linea reale ittita.

Tuttavia non si può escludere che Tudhaliya potesse essere stato già nominato "Re di Hatti" dal re di KaneshTesi di Surenhagen rilanciata come opzione alternativa da Beal; si veda: The predecessors of Hattusili I, pag.19-21 e in particolare la nota 37, e le pag.34-35. e che poi, dopo la distruzione della città-madre, avesse avviato una propria dinastia "Ittita"M. Forlanini: The kings of Kanesh, p. 130., essendo magariCome ipotizza in via speculativa Beal. il figlio di quell'Huzziya 0 riportato all'inizio della Lista, con la possibilità che il suo nome fosse magari indicato tra i riceventi offerte nelle cinque linee illeggibili tra il primo sovrano e il nome Kantuzzili.

Altri studiosiR. Ghazaryan: Issues of the history of the early hittite kingdom; pag. 21-24. ritengono improbabile che Tudhaliya potesse regnare su Hatti, vista appunto la presenza del probabilmente coevo Huzziya 0 nelle liste delle offerte e l'assenza dalle stesse di Tudhaliya, citato solo come padre di PU-Šarruma. L'ipotesi alternativa è pertanto che Tudhaliya, o direttamente suo figlio Pu-Šarruma, potessero essere governatori per conto del re di Kanesh, ma non di Hatti, bensì di un'altra città vassalla nesita: la maggiore candidata parrebbe Sanahuitta, luogo dove poi proprio Pu-Šarruma investirà come erede Labarna, e che poi sposando la figlia del sovrano di Hattuša, Pu-Šarruma ne sia divenuto l'erede.

Al di là delle sfumature, la lettura degli eventi è piuttosto semplice: conquistate Zalpa e Hatti (1730 ca.), il re Anitta di Kanesh ne azzero' le rispettive casate, installando suo fratello Peruwa sul trono della prima e probabilmente Huzziya 0, la relazione col quale non ci è nota, su quello della seconda, cosi da creare una vera e propria rete imperiale. Pu-Šarruma si inserisce in qualche fase dinastica immediatamente successiva, divenendo re di Hatti (1710 ca.) proprio nel periodo in cui la città egemone, Kanesh, cade inopinatamente. Nel vuoto di potere che ne segue, è proprio Pu-Šarruma a prendere il posto del sovrano di Kanesh, ponendosi alla testa di una rete di alleanze tra città-stato che porterà in breve alla nascita ed al consolidamento del grande regno Ittita.

Alcuni storici ritengono fosse costume nel regno ittita antico che il re, in mancanza di un erede maschio, adottasse il proprio successore dandogli in sposa la figlia principale per garantire la consanguineità.; i pareri sono discordiC'è chi parla addirittura di "matriarcato" come Riemschneider; si veda anche più recentemente J. Blasweier: The Tawananna and The royal succession, pag 4-5. Contra Beckman e altri, soprattutto Beal: "non esiste nulla su matriarcato o matrilinearita' in tutta la storia ittita ad eccezione del riferimento di Hattusili I alla zia Tawananna. La successione passa per linea femminile al marito solo quando i discendenti maschi siano carenti". Si veda R. Beal: The predecessors of Hattusili I, p. 14 e relative note 4 e 5. sulle modalità di trasmissione del potere, pur riconoscendo unanimemente nel mondo accademico una certa autonomia di scelta al sovrano, peraltro spesso non accettata pacificamente dal clan regaleSi veda T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp. 88-89..

PU-Šarruma re Comunque fosse, PU-Sarruma si sarebbe insediato sul trono di Hatti. Non è chiaro dove il sovrano potesse avere la propria corte: l'idea tradizionale che la sede regale non fosse a Hattuš si fonda sul presupposto che la città, dopo la distruzione di Anitta (1730 ca.), sia stata ricostruita dal nipote di PU-Sarruma; desunzione derivante dal nome proprio del nuovo re, Hattusili, che significa appunto uomo di Hattuša.

Oggi tuttavia il pensiero accademico si è orientato al contrario, che cioè Hattušili fosse il nome proprio di questo re già alla nascitaR. Beal: The predecessors of Hattusili I; pag. 24-25; concordi anche Surenhagen, Košak e Kempinski., a cui egli avrebbe poi aggiunto l'altro proprio nome, Labarna, mutuato dal suo predecessore (e padre adottivo) come appellativo regale. E che la sua sede regale fosse appunto gia a Hattuša.

Tra l'altro le prove archeologiche dimostrano continuità nel sito di HattusaCome sottolineato dall'allora direttore degli scavi Peter Neve, ed immediata ricostruzione dopo la conquista di Anitta, e si fa riferimento ad Hattuša già nel "Testo di Zalpa", quale sede del trattato tra Zalpa ed il "Nonno del Re"R. Beal: The predecessors of Hattusili I: pag.25-26 e note 67-68., il che fa supporre che questa già potesse essere, all'epoca di PU-Sarruma, la capitale.

Alcuni propongono come alternativa Sanahuitta, la città dove abbiamo notizia egli avrebbe pubblicamente designato il proprio eredeDi questo avviso J. Blasweiler: Purushanda and the old kingdom of Hattusa, pag.9. Oppure un centro più a nord: Nerik o Hakpis. Tuttavia Peter Neve, direttore degli scavi del sito, ritiene che già ai tempi di PU-Sarruma la capitale fosse Hattuš. Del medesimo parere anche M. Forlanini: The branches of the Hittites royal family of the early kingdom period; pag.117 ed in particolare la nota 17..