Santa Lucia di Serino è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Santa Lucia di Serino si estende nella porzione superiore della Valle del Sabato, adagiato lungo le pendici settentrionali del massiccio del monte Terminio, appartenente al complesso dei Monti Picentini. Il paesaggio è caratterizzato da una ricca vegetazione boschiva, dominata da castagneti e noccioleti, e da una complessa rete idrografica superficiale e sotterranea che alimenta storicamente importanti acquedotti. Confina con i comuni di San Michele di Serino, Santo Stefano del Sole e Serino.
Storia
Il borgo di Santa Lucia di Serino condivide gran parte delle sue vicende storiche con lo Stato feudale di Serino, di cui ha fatto parte fino all'eversione della feudalità all'inizio del XIX secolo.
Il territorio è stato storicamente segnato dalle grandi epidemie che colpirono il Regno di Napoli. In particolare, la devastante epidemia di peste del 1656 lasciò un'impronta indelebile nella comunità, determinando la forte diffusione del culto di san Rocco e l'edificazione di un sacello a lui dedicato fuori dal nucleo urbano come presidio sanitario e spirituale, affiancato dalla devozione alla Madonna di Costantinopoli, anch'essa invocata contro i contagi.
Il XIX secolo si aprì con una grave catastrofe naturale: il 7 novembre 1842 un violento fortunale ("immanis aquarum vortex") colpì il territorio montano, provocando una colata di fango e detriti che distrusse l'antica cappella di San Rocco. La ricostruzione dell'edificio nelle forme attuali fu completata nel 1856 grazie alla devozione e al lavoro gratuito degli abitanti della contrada.
A cavallo tra il XIX e il XX secolo, il comune fu interessato dal fenomeno della grande emigrazione meridionale verso le Americhe. Il legame tra gli emigrati e la terra natia rimase tuttavia saldo, come testimoniato dai finanziamenti inviati dai lavoratori all'estero nel 1903 per il completamento e il decoro del prospetto della stessa chiesa di San Rocco.
Il paese è storicamente legato alla figura di san Giuseppe Moscati (1880-1927): a Santa Lucia di Serino nacque infatti il padre del medico santo, il magistrato Francesco Moscati, e qui la famiglia possedeva la propria dimora. Lo stesso scienziato mantenne per tutta la vita un profondo legame con il borgo irpino, eleggendolo a luogo prediletto per i suoi soggiorni estivi e per l'assistenza medica gratuita ai contadini della zona, oltre a intrattenere un fitto rapporto spirituale con il locale monastero delle Clarisse.
Simboli Lo stemma è uno scudo ovale di cielo, alla sirena in maestà, bicaudata, con le due code volte all'insù, la parte umana di carnagione, la parte pisciforme di verde, essa sirena capelluta di nero, coronata con la corona all'antica d'oro di tre punte visibili, con le mani impugnanti uno specchio ovale d'oro e un ramoscello di verde, posata sul mare di azzurro, mareggiato di argento. Lo scudo è circondato dalla scritta in caratteri romani di nero UNIV(ersitas) SANCTAE LUCIAE SERINI EX ANTIQ(ua) LUGGESA, 1736 D.O.I.S.
Il gonfalone è un drappo appuntato di azzurro.Immagine del gonfalone.
Monumenti e luoghi di interesse
Architetture religiose Chiesa madre dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: in origine intitolata a santa Lucia vergine e martire, è il principale luogo di culto del borgo. Al suo interno custodisce la statua di Giuseppe Moscati, figura a cui la comunità è storicamente e visceralmente legata. Chiesa di San Rocco: situata nell'omonima via, l'attuale struttura fu consacrata nel 1856. Come testimonia un'epigrafe latina sul portale in pietra, l'edificio sorse sui resti di un precedente sacello seicentesco (legato alle storiche epidemie di peste), andato distrutto il 7 novembre 1842 a causa di un violento fortunale ("immanis aquarum vortex"). La ricostruzione ottocentesca fu resa possibile grazie alla devozione degli abitanti, mentre i successivi decori del prospetto, risalenti al 1903, vennero finanziati grazie a un legato testamentario locale e alle rimesse degli emigrati serinesi nelle Americhe. Chiesa della Madonna di Costantinopoli: testimonianza storica del fitto interscambio culturale e commerciale tra l'entroterra irpino e la costa salernitana e napoletana. Il culto, diffusosi in Campania soprattutto come invocazione contro la peste del 1656, portò alla dedicazione di questo luogo di culto montano quale presidio di protezione spirituale per la comunità. Monastero di Santa Maria della Sanità (Clarisse): storico complesso monastico di clausura, fu un importante punto di riferimento spirituale per il territorio, con cui lo stesso San Giuseppe Moscati intrattenne un profondo e costante legame epistolare e di preghiera.
Architetture civili Palazzo Moscati (Casa natale di Francesco Moscati): dimora storica della famiglia Moscati. Qui nacque il magistrato Francesco Moscati, padre di san Giuseppe, il "medico santo" che scelse poi Santa Lucia di Serino come suo eletto luogo di riposo estivo e di carità verso i malati meno abbienti della zona.
Società Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore Il 13 dicembre si festeggia la patrona santa Lucia. I festeggiamenti della martire si ripetono e si amplificano il 17 agosto, in concomitanza con quelli del compatrono san Rocco del 16 agosto.
Lingue e dialetti Accanto alla lingua italiana, nel territorio comunale di Santa Lucia di Serino è in uso il dialetto irpino.
Amministrazione Altre informazioni amministrative Il comune fa parte della Comunità montana Terminio Cervialto.
Sport Ha sede nel comune la società di calcio U.S.D. Santa Lucia di Serino, militante nella stagione 2025/2026 in Seconda Categoria Campania.
Note
Voci correlate Irpinia Principato Ultra
Altri progetti
Collegamenti esterni