Castellino del Biferno (Chésctiéllë dë Linë in dialetto castellinese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Campobasso in Molise. L'abitato, che sovrasta la vallata del fiume Biferno, sorge su un costone di arenaria ed è situato a 450 metri sul livello del mare. Il comune comprende anche la frazione di Castellino Nuovo dove vivono circa 70 residenti. Quest'ultima si trova a 774 metri di altitudine sul livello del mare.

Geografia fisica Geografia fisica

Il territorio di Castellino del Biferno si estende su un'area collinare di 15 km². Il centro storico (in dialetto "Chécchiéforë" che significa "via che porta fuori dal paese, che ti caccia dal borgo") si trova su un breve pianoro che termina su un dirupo, la “Ripe di Cùccele”. Il comune si sviluppa in 4 vie principali: via Roma, situata nella parte bassa del paese, via Guglielmo Marconi, che raccorda la parte bassa con la parte alta del paese, via delle Grazie, che si sviluppa sopra l'omonimo colle, situato nella parte alta del paese, ed infine via Chiesa, la più antica, dalla quale si è sviluppato il resto dell'abitato. In questa via si trova la chiesa madre di San Pietro in Vincoli. Nella parte alta del paese troviamo una cappella risalente al 1300 dedicata alla Madonna delle Grazie. Il comune di Castellino del Biferno comprende la frazione di Castellino Nuovo costruita nel Ventennio fascista, con lo scopo di preservare la popolazione dai numerosi eventi sismici e franosi.

Da sempre il territorio di Castellino del Biferno è interessato dal dissesto idrogeologico. Il comune infatti è soprannominato “il paese che si muove” a causa dei tanti smottamenti dislocati in tutto il territorio comunale: le caratteristiche intrinseche del territorio nonché le particolari conformazioni morfologiche e geologiche del sottosuolo, causano infatti, una lenta ma continua erosione del suolo che molto spesso causa franamenti anche grandi.

Clima Il clima del paese è prevalentemente un clima continentale ed è quindi caratterizzato da inverni freddi con precipitazioni nevose, ed estati calde, umide ma poco afose. La stagione più piovosa è quella autunnale.

Storia

Castellino del Biferno nacque intorno all'anno mille, su un costone di arenaria sovrastante la vallata del fiume Biferno. La posizione strategica fu preferita alla precedente piana fluviale sottostante in quanto più facilmente difensibile. Il sistema difensivo architettato dai castellinesi era costituito da due livelli distinti: il primo “a distanza”, attuato con archi, frecce e fionde, e il secondo “ravvicinato” che veniva applicato quando il primo livello veniva superato dagli invasori. Questo livello di difesa prevedeva la preparazione di olio e vino bollente, che veniva lanciato sugli invasori dalle finestre delle abitazioni, nelle “rughë” (viuzze strette caratteristiche) del paese.

La prima notizia storica documentata di Castellino risale al 1011. Un atto di donazione della chiesa di Santa Iusta alla abbazia di Montecassino cita per la prima volta il paese.

Durante l'età normanna il paese apparteneva al ducato di Montagano, il cui duca era Ugo di Castropignano. Nel periodo svevo apparteneva alla Contea del Molise e successivamente, durante la dominazione angioina, il paese era governato da Enrico de Cusenza. Nel periodo seguente il territorio fu ceduto numerose volte a numerosi feudatari: nel 1295 al giurista Andrea da Isernia; nel periodo aragonese ai D'Evoli; nel 1495 ai Di Capua, nella persona del duca di Termoli Andrea di Capua; tra la fine del XV e la seconda metà del XVI secolo alla famiglia Somma; in seguito ai Caracciolo. Gli ultimi feudatari, che mantennero il paese fino all'eversione della feudalità, furono i Di Sangro.

Le varie famiglie feudali, i cui membri avevano il titolo di "Duca di Castellino" o di "Conte" furono:

Enrico De Cusenza (1269-1295); Andrea I e Andrea II d'Isernia (1295-1330); Filippo Luparia (1330-1440); Antonio D'Evoli ed Andra, che ne fu privato (1440-1465); Gambatesa (1488-1495) con Angelo (Conte di Campobasso) e Cola; Andrea di Capua, Duca di Termoli, e Ferrante (1495-1500); Antonio, Scipione I, Nicolò e Scipione II di Somma (1500-1575); Beatrice Caracciolo (1575-?); Francesco e Alfonso Piscicelli (?-1580); Scipione di Somma (1580-1628); Francesco Pinas (1628-1629); Scipione di Sangro, Duca di Casacalenda (1629-1640); Gianbattista, Andrea I, Andrea II, D'Alessandro e Luigia Francesca consorte di G. Zunica (1640-1745); Orazio Zunica (1745-1770); Scipione di Sangro (1770-1806).

Anche il nome di questo piccolo paese, come la sua dominazione, subì vari mutamenti nella storia. Originariamente, nel 1011, era chiamato "Castrum Eudolini" e successivamente "Castellum de Lino". Nel XV e XVI secolo il suo nome era "Castrum Lini" e successivamente, nel 1640, "Castellina". Nel 1670 era invece denominato "Castello di Lino", nel XVIII secolo "Castello del Lino" e successivamente "Castellino". Le varie denominazioni "de Lino", "Lini", "di Lino" e "del Lino" hanno un'origine poco chiara. Secondo alcune fonti questo nome era dovuto ad un feudatario chiamato Lino, proprietario del paese, quindi il nome del paese sarebbe Castello di Lino. Altre fonti invece ritengono che il nome del paese non sia dovuto ad un feudatario, bensì ad una sua caratteristica, quella di produrre il lino.

Il paese è sempre appartenuto al Contado di Molise, nel 1799 però fu annesso al Dipartimento del Sangro e successivamente, nel 1807, al Distretto di Campobasso. Infine la riforma del 1811 vide il paese assegnato a Montagano.

Il 18 marzo 1861 fu costituito il comune di "Castellino". Con l'annessione al Regno d'Italia nacque l'esigenza di distinguerlo dagli altri paesi omonimi e per questo motivo, nel 1863 con Regio Decreto del 22 gennaio, fu aggiunto al nome la denominazione "del Biferno", diventando così "Castellino del Biferno". Nel 1838 fu istituita nel paese la prima scuola pubblica.

La lunga storia del territorio del paese finì nel 1930, data in cui questo assunse le caratteristiche territoriali odierne. In questa data, il governo mussoliniano assegnò al paese 17 ettari di territorio pianeggiante, espropriati dal comune vicino di Petrella Tifernina, su cui nacque l'isola amministrativa di Castellino Nuovo. In origine era destinato ad accogliere la popolazione castellinese, che avrebbe dovuto preferire questo territorio al paese antico poiché quest'ultimo era continuamente devastato da franamenti, essendo situato su un territorio ad altissimo rischio idrogeologico.

Nel 2011 quindi i castellinesi hanno potuto festeggiare mille anni di storia.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica n. 2012 del 5 luglio 1978. Lo stemma è d'azzurro, alle lettere maiuscole C I L d'oro, in fascia,

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Terremoto del 2002

Castellino del Biferno è stato fortemente colpito dal terremoto del 2002, verificatosi tra il 31 ottobre e il 2 novembre, con epicentro situato in provincia di Campobasso tra i comuni di San Giuliano di Puglia, Colletorto, Bonefro, Castellino del Biferno e Provvidenti. La prima scossa più violenta si è verificata la mattina del 31 ottobre, con magnitudo 6.0 della magnitudo momento, a cui sono seguite numerose scosse di assestamento, tra cui una molto forte il 1º novembre. Il paese subì numerosi danni, gran parte del centro storico fu raso al suolo, il municipio fu danneggiato, la chiesa di San Pietro in Vincoli fu fortemente danneggiata e crollò in parte a causa della scossa molto violenta del 1º novembre. Furono seriamente danneggiate anche la chiesa della B.V. delle Grazie e la cappella della Madonna Addolorata. Queste ultime sono state recentemente restaurate, mentre la chiesa di San Pietro in vincoli è stata ricostruita e riaperta al pubblico nel marzo 2013.

A Castellino Nuovo è stata particolarmente colpita la chiesa del Sacro Cuore, ancora inagibile.

Il crollo di numerose abitazioni non permise a molti cittadini di rientrare nelle loro case e, per aiutare i numerosi sfollati, furono montate tende e case provvisorie in legno. A Castellino Nuovo fu installato un campo di accoglienza, una struttura in legno per la gestione dell'emergenza, una mensa provvisoria e furono posizionate diverse roulotte e tende che fungevano da rifugio temporaneo. Per aiutare i volontari del comune giunsero pompieri, protezione civile, Croce Rossa italiana, scout ed Esercito Italiano.

A partire dal 2003 fu costruito a Castellino Nuovo il Villaggio Arcobaleno, ultimato fra il 2004-2005. Questo villaggio viene utilizzato per dare una sistemazione migliore agli sfollati del paese.

Nel paese vecchio, per far fronte alla mancanza di un luogo di culto agibile, fu temporaneamente adibito a chiesa un locale comunale sito vicino alla scuola del paese. Successivamente fu costruita una struttura polifunzionale adibita a chiesa nei pressi del campo sportivo, usata fino al 2013. Nella frazione di Castellino Nuovo fu costruita una struttura in legno, che viene usata come chiesa a causa dell'inagibilità della locale chiesa del Sacro Cuore e della casa parrocchiale adiacente.

Anche la scuola del paese fu dichiarata inagibile e venne abbattuta. Le lezioni vennero temporaneamente spostate in un locale prefabbricato collocato a Castellino Nuovo, successivamente utilizzato come scuola di ceramica. In seguito venne costruita la nuova scuola del paese, intitolata a Carol Wojtyla, dove si svolgono le attività didattiche e dove sono stati spostati gli uffici comunali a causa dei lavori di ricostruzione della sede originaria sita in piazza Municipio, anch'essa danneggiata dal sisma.

Ricostruzione post-sisma del 2002

Il comune di Castellino del Biferno, a partire dal 2002, è stato interessato da numerosi interventi di messa in sicurezza degli edifici. Ma solo a partire dal 2003 sono stati eseguiti i primi interventi di ricostruzione e consolidamento di edifici pubblici e privati che, da allora, si sono susseguiti negli anni. Nel tempo, diverse costruzioni sono state rese agibili grazie a tali lavori. Anche gli edifici di culto del paese vecchio sono stati interessati dai lavori di ricostruzione: il primo in ordine di tempo è stata la Cappella della Beata Vergine delle Grazie, riaperta al culto per prima, la seconda è stata la Cappella dell'Addolorata, riaperta al culto poco dopo e l'ultimo è stata la chiesa madre di San Pietro in Vincoli, riaperta al culto nel 2013. Sono in attesa di ricostruzione e ristrutturazione la chiesa del Sacro Cuore di Castellino Nuovo, la sede del Municipio del paese e tutto il centro storico. Sono diversi gli interventi di ricostruzione e consolidamento dislocati su tutto il territorio comunale, ma la maggior parte degli interventi sono concentrati nella parte vecchia del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa madre di San Pietro in Vincoli La chiesa più importante del paese nonché la chiesa madre è quella dedicata a San Pietro in Vincoli, che è situata nella parte vecchia del paese. Si tratta di una chiesa a tre navate ampliata nel 1797.

Nel marzo 2013 è stata riaperta al culto grazie agli interventi di restauro post sisma del 2002. All'interno della chiesa è possibile ammirare 13 statue, alcune delle quali realizzate da Di Zinno, il coro in legno di noce risalente al 1700 e il fonte battesimale scolpito in pietra.

Cappella della Beata Vergine delle Grazie La chiesa è situata sull'omonimo colle che domina il centro abitato. Le sue origini risalgono al XIV secolo e venne restaurata nel 1714. Nel 1837 si provvide al suo ampliamento. In essa si trovano diverse statue fra cui quella della Vergine delle Grazie e una lastra in pietra recante l'impronta incisa di un mezzo ferro di cavallo (si ritiene appartenga ad un cavaliere).

Cappella dell'Addolorata

La chiesa si trova nella piazza del paese, piazza Municipio. Sopra la chiesa è collocata la torre civica dove, nel 1911, è stato installato un orologio.