Si è fatto conoscere soprattutto come autore di fumetti, avendo scritto e illustrato graphic novel e serie mensili a fumetti per molti editori. La sua storia editoriale conta oltre 50 volumi di raccolte a fumetti di materiale originale che spazia diversi generi. Si va da opere ucroniche quali DMZ e Briggs Land a serie che trattano di disastri ecologici quali The Massive. I suoi lavori su opere Young Adult (Demo, The New York Four, Mara) sono considerati tra le migliori del genere per la Yalsa e la Biblioteca Pubblica di New York. La sua passione per la storia lo ha poi portata a realizzare serie legate all'Era vichinga quali Northlanders, considerata un benchmark dell'historical fiction per l'industria fumettistica, e The Black Road. Inerente alla storia statunitense ha concepito Rebels ambientato durante la Rivoluzione Americana. Ha inoltre scritto diverse storie a fumetti per alcuni dei franchise più celebri della cultura pop quali: Star Wars, Terminator, Robocop, Aliens, Conan the Barbarian, Il Pianeta delle Scimmie.

Prima di dedicarsi a tempo pieno ai fumetti ha anche lavorato per la Rockstar Games come designer. In particolare sui videogame delle serie Grand Theft Auto, Midnight Club, Max Payne, Smuggler's Run, and Manhunt. Nel campo dei comic è noto soprattutto come scrittore ma è stato anche disegnatore, tra l'altro ha realizzato le copertine della sua serie DMZ e di Global Frequency di Warren Ellis.

Le illustrazioni di Wood sono apparse anche in brevi filmati della Nike.

Carriera Periodo da Illustratore e debutto nel fumetto (1997-2002) Nel 1991 Brian Wood si trasferisce dal Vermont, suo luogo natale, a New York City e si laurea in Illustration alla Parsons School of Design nel 1997. Come parte della sua tesi per la Parson School scrive e disegna la storia che sarà il plot principale della miniserie Channel Zero. Questa viene pubblicata in 5 albi dalla Image Comics nel 1998. L'opera contiene tematiche care all'autore quali il problema della libertà di espressione in una società ossessionata dal controllo, la privacy digitale, la manipolazione dell'informazione da parte dei media e lo stato di polizia giustificato dalla necessità di sicurezza. Il tutto prende spunto dalle politiche di Rudy Giuliani, all'epoca sindaco di New York.

Nonostante la pubblicazione di Channel Zero con la Image, leader tra gli editori indipendenti, nel quinquennio successivo Brian non si dedica al fumetto come attività principale. Tra il 1997 e il 2002 lavora come web-designer per diverse dot-com e start-up. Inoltre è impegnato con la Rockstar Games fino al 2003. Durante questo periodo non abbandona il suo obbiettivo di diventare un fumettista a tempo pieno. Realizza diverse copertine per serie della 'AIT/Planet Lar e grazie all'amicizia con Warren Ellis si mette in evidenza alla Marvel Comics realizzando come co-autore i nn.63-70 di Generation X insieme con Ellis, e gli vengono affidati i testi degli ultimi 5 albi della serie. La collaborazione con Ellis continua realizzando diverse copertine per Global Frequency, pubblicato dai Wildstorm Studios di Jim Lee.

Inizio della professione da fumettista a tempo pieno (2003-2006)

Tra il 2001 e il 2003 Wood intensifica la sua attività da fumettista, allargando la collaborazione con diverse case editrici. Nel 2002 realizza la graphic novel Pounded per la Oni Press in collaborazione con Steve Rolston. Inoltre espande l'universo narrativo abbozzato nella sua opera prima Channel Zero. A questa sono infatti collegate le graphic novel Couscous Express e Jennie One (opera prequel). Collegata a Channel Zero viene anche pubblicata la miniserie The Couriers. Questi lavori lo mettono in luce anche presso la DC Comics che lo assolda per realizzare una miniserie per l'etichetta Vertigo, si tratta di Fight for Tomorrow. Questa collaborazione serve da punto di partenza per arrivare ad una collaborazione duratura tra l'autore e la DC che si concretizzerà a partire dal 2007. I primi timidi successi in campo fumettistico convincono Wood a dimettersi dal suo lavoro regolare presso Rockstar e dedicarsi a tempo pieno alla sua attività di fumettista. Ciò avviene con la pubblicazionedel primo numero della serie Demo nel 2003, durata 12 numeri. La scelta si rivela vincente in quanto la serie ottiene il plauso della critica e gli fa ottenere due nomination agli Eisner Award. La serie risulta particolarmente originale in quanto ogni numero racconta una storia conclusiva, anche se verte sullo stesso genere. La stessa struttura è utilizzata nel 2005 per la serie Local pubblicata da Oni Press. Anche in questo caso vi sono albi autoconclusivi e l'opera si sviluppa in 12 albi, la differenza è che in questo caso le storie ruotano intorno al personaggio di Megan McKeenan nell'arco di un annoBrian Wood (testi) - Ryan Kelly (disegni), Local nn.1-12, Oni Press, novembre 2005 - maggio 2008. Ogni numero si svolge in una città diversa mentre la protagonista cerca di trovare una nuova casa sia fisicamente che spiritualmente. Il 2006 lo vede tornare a collaborare per la Image con The Tourist e realizza la sua prima miniserie per la IDW Publishing, ovvero Supermarket. In quest'ultima emerge una forte critica al consumismo dilagante della cultura occidentale e non soloBrian Wood (testi) - Kristian Donaldson (disegni), Supermarket nn.1-4, IDW Publishing, marzo-giugno 2006. Anche in questo caso ricorre all'uso della ucronia (come in DMZ) per amplificare le anomalie della società moderna.

Periodo DC Comics (2006 -2012)

Nel 2006 Brian Wood firma un contratto in esclusiva con la DC Comics. Per l'etichetta Vertigo pubblica alcune delle sue serie più longeve e acclamate da critica e pubblico. Si tratta di DMZ che conta 72 albi e Northlanders, durata 50 albi. Crea inoltre la graphic novel The New Four e la miniserie sequel The New York Five. Per la Vertigo riprende la serie Demo di cui realizza una miniserie sequel. Si presta inoltre a lavorare su miniserie basate su celebri franchise quali Supernatural, tv show di successo del canale The CW. Tra il 2010 e il 2011 scrive i testi per una miniserie di 8 albi sul supergruppo di teenager Gen 13Brian Wood (testi) - Rebekah Isaacs (disegni), DV8: Gods and Monsters nn.1-8, DC Comics, New York, giugno 2010 - gennaio 2011. Si tratta di una creazione della WildStorm di Jim Lee, imprint acquisito dalla DC Comics nel 1998. L'opera si intitola DV8: Gods and Monsters e vede ai disegni Rebekah Isaacs. Wood si dimostra quindi interessato a tornare a cimentarsi con opere di genere supereroistico incentrate su un superteam, questo non accade dal suo lavoro su Ganeretion X. Finito il suo contratto con la DC, torna infatti alla Marvel per realizzare alcune storie degli X-Men. Non si vuole però più legare a nessun editore in particolare, ora ha la forza e la fama per scegliere con chi collaborare per pubblicare le sue opere.

Collaborazione con Dark Horse Comics e altri editori indipendenti (2012-2019)

A partire dal 2012 Brian Wood diviene un collaboratore di primo piano per la Dark Horse Comics che proprio in quell'anno comincia una nuova fase di espansione, protrattasi per il secondo decennio degli anni duemila. La principale rivale sul mercato è la IDW Publishing che gli contende il quarto posto come maggior editore di fumetti degli Stati Uniti e il primato nella pubblicazione di fumetti su licenza. Nel biennio 2012-2013 la casa editrice di Mike Richardson si riprende la leadership in questo settore puntando, tra gli altri, su Conan il Cimmero creato negli anni trenta dal prolifico Robert E. Howard. La nuova serie Conan the Barbarian viene affidata con grande successo a Brian Wood che ne scrive le storie per 25 albi consecutivi. In seguito al riscontro ottenuto, all'autore viene affidata la serie regolare sul popolarissimo franchise sci-fi Star Wars. La nuova serie sulla space opera di George Lucas risulta essere una dei titoli più venduti nella storia della Dark Horse Comics, successo che rafforza ulteriormente la posizione di Wood come top-writer (o scrittore di punta) per la casa editrice di Milwaukie. Tra il 2014 e il 2016 la Dark Horse, complice la perdita dei diritti su Star Wars (passati al gruppo Disney/Marvel), rilancia con una saga evento i franchise legati agli alieni sci-fi della 20th Century Fox. Vuole dare unità narrativa alle storie e alla mitologia delle creature cinematografiche dei franchise Aliens, Predator, Alien vs Predator e PrometheusFrancesco Tedeschi, in "Aliens Universe", in Aliens n.1, SaldaPress, Reggio Emilia, aprile 2017, pp.47-48. Tra il 2015 e il 2016 esce quindi la saga in 17 parti Fire and Stone a cui segue Life and Death. Si crea quindi un corpus narrativo che vede coinvolti nella stessa continuity gli Xenomorfi, gli Yautja, gli Ingegneri e i terrestri. Da qui vengono lanciate diverse nuove miniserie che coinvolgono i protagonisti di quello che viene denominato Alien Universe. Brian Wood è di nuovo al centro del progetto con la miniserie che dà il via alla nuova fase di questo universo narrativo a livello fumettistico. Nel 2016 esce una limited-series intitolata Aliens: Defiance che si svolge tra gli eventi del film Alien del 1979 e Aliens di James Cameron del 1986. Qui introduce personaggi quali il marine coloniale Zula Hendricks e Amanda Ripley, figlia della celebre eroina Ellen interpretata da Sigourney Weaver nei prima quattro lungometraggi sull'alieno introdotto da Ridley Scott"Figlie e ordini particolari", in Alien n.1, SaldaPress, Reggio Emilia, aprile 2017, terza di copertina. Il successo riscosso da Defiance, i suoi personaggi e il periodo degli avvenimenti li narrati, portano Brian Wood a divenire nei tre anni successivi lo scrittore più prolifico dell'Alien Universe. Ha quindi modo di portare aventi in altre miniserie le vicende personali di Zula Hendricks e di Amanda Ripley, divenute eroine fondamentali nell'incontro/scontro con gli xenomorfi e gli interessi della mega corporation Weyland-Yutani. Amanda e Zula si ritrovano infatti riunite a combattere gli xenomorfi nella miniserie Aliens: Resistance, nella quale salvano il colono terrestre Alec Brand, destinato a divenire un marine d'elite del "Corpo Coloniale"Previews n.366, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, marzo 2019, pp.106-107. I tre personaggi (Amanda, Zula e Alec) sono poi i protagonisti di Aliens: Rescue (del 2019), opera che viene presentata con la tag-line "Il fato di Amanda Ripley", capitolo che chiude una trilogia di Wood iniziata nel 2016 con Aliens: Defiance.