La chiesa di San Vitale è la parrocchiale di Castelnovo, frazione di Isola Vicentina in provincia e diocesi di Vicenza; fa parte del vicariato di Castelnovo-Malo.

La struttura odierna (terminata nel 1911.) fu costruita adiacente alla vecchia chiesa (presente da prima del 1262.) e i due templi coesistettero per un breve periodo fino al 1921, data della demolizione definitiva della vecchia struttura..

Storia

I progetti della nuova chiesa Già nel 1842 don Bartolomeo Fonato avvertiva il disagio di ristrettezza della struttura religiosa per la fiorente popolazione del paese. Dopo lo spostamento del cimitero adiacente alla chiesaCiò è dovuto ad una legge del 1810 che ordinava di spostare i luoghi di sepoltura dai luoghi abitati cfr. , il parroco pensò ad un progetto di ampliamento della struttura che nel 1844 si trovava già a buon punto.. Per motivi non ben documentati il progetto non poté proseguire e tutti soldi raccolti vennero devoluti per la sistemazione della canonica.

Fu quindi solo nel 1894 che «i Padri di famiglia lamentando l'angustia della chiesa parrocchiale deliberarono di erigere un nuovo tempio»Queste parole furono scritte nella pergamena inserita nella prima pietra. cfr. .. Il parroco don Giuseppe Formenton mise quindi in moto la macchina organizzativa e, dopo aver ottenuto la cessione dell'orto vicino al sagrato della vecchia chiesa., si adoperò per contattare Gerardo Marchioro, progettista nato e cresciuto a Castelnovo e impegnato in molti cantieri in provincia..

Marchioro realizzò due progetti per rispondere alle esigenze architettoniche vicentine del periodo che, da uno stile neoclassico ad inizio XIX secolo si stavano spostando verso un indirizzo neogotico a fine secolo: un primo progetto comprendeva una facciata d'ordine ionico e corintio, l'altro aveva un indirizzo più neogotico. Vennero entrambi proposti alla Commissione Vescovile per l'Epigrafia ed Arte Cristiana la quale, con qualche modifica, li approvò entrambi lasciando alla comunità la decisione.. In una relazione presentata al comune del paese si legge che «fu scelta l'architettura gotica semplice, essendo la più idonea al luogo».. Il progetto prescelto quindi venne approvato dal Regio Ufficio del Genio Civile di Vicenza il 24 ottobre 1903.

I lavori

La Commissione istituita per sovrintendere ai lavori cercò sempre di non indebitarsi, ma non fu facile non mancare mai a questa promessa e in almeno due occasioni ci fu la necessità di ricorrere ad un prestito (nel 1897 e nel 1903, con la richiesta di un finanziamento comunale.). La commissione, con l'aiuto del nuovo parroco don Stefano Rovigati, mise in moto una grande macchina di coinvolgimento popolare che permise di racimolare i fondi necessari per portare avanti i lavori: ogni festività diventò un'occasione per l'organizzazione di tombole, spettacoli, pesche di beneficenza e lotterie.. e si incentivarono le offerte tramite l'installazione di nuove cassette per le elemosine o attraverso numerose questue.. In mancanza di denari i lavori si fermavano, cosa che accadde più volte (tra il 1897 e il 1899Alla morte del parroco don Giuseppe Formenton si registrava un debito di 6560£ e le offerte ricevute nei due anni servirono per ripagarlo. ., nel 1902La rottura dell'orologio del campanile e la sostituzione del macchinario costrinse a un blocco dei lavori per devolvere i fondi destinati alla costruzione della chiesa alle riparazioni. cfr. . e tra il 1904 e il 1908Comparvero le prime crepe che comportarono un blocco dei lavori per il rafforzamento delle pareti e la campana maggiore si stonò il martedì santo del 1904 cfr. .).

Dall'inizio al 1902 Nel febbraio 1895 si cominciarono a predisporre i materiali ricavati dalla cava di pietre e dal letto del Timonchio nel cantiere e per la costruzione delle vasche per la calce. Il 25 agosto 1895 venne posta la prima pietra con cerimonia solenne presieduta da monsignor Attilio Caldana, che presiederà una seconda messa solenne in occasione dell'ufficiatura nel 1912.

Nei primi tre mesi si cercò di bonificare il terreno in modo da poter usufruire di una solida base su cui costruire il tempio. Dopo due anni, nel 1897, la struttura arrivò a un metro di altezza«Al 31 dicembre 1897 la nuova chiesa era alta un metro circa sopra il suolo con rivestimento di pietra di Chiampo tutto attorno, più coperta la sacristia e coperto l'oratorio col muro dell'abside a quasi eguale altezza» cfr. ..

Per due anni i lavori rimasero fermi e in questo periodo morì don Giuseppe Formenton che venne sostituito da don Stefano Rovigati., il quale portò avanti con convinzione e alacrità il progetto del predecessore.. Nel 1899 i lavori ripresero con il raggiungimento di 6 metri d'altezza dei muri perimetrali e della facciata. Tra il 1900 e il 1902 l'altezza di coro, abside e facciata arrivò a 9 metri, vennero costruiti il muretto di confine con la proprietà dei Bertolini e si imbastirono le porte (principale e laterali).

Nel 1902 si ruppe l'orologio del campanile. La manutenzione dovette utilizzare i fondi dedicati alla chiesa e quindi, per l'imperativo divieto della commissione di contrarre debiti«la Commissione locale per la nuova chiesa non vuole assolutamente contrarre nessun debito, perché eseguisce i lavori in conformità delle offerte raccolte; si lavora quando vi sono i danari» cfr. ., i lavori si fermarono. Per cercare almeno di terminare il coro, la commissione chiese un finanziamento all'Amministrazione Comunale che concesse 5.000 £ da devolversi in dieci anni recuperandoli dal gettito della Guizza, il bosco comunaleL'amministrazione comunale, in quello stesso periodo, si vide richiedere due finanziamenti: uno dalla parrocchia di Castelnovo e il secondo dalla parrocchia di Isola, anch'essa impegnata nella costruzione di un tempio religioso cfr. ..

Dal 1903 al termine Grazie ai proventi comunali, seppur minimi, nel 1903 si poté terminare e coprire il coro.. Tra il 1903 e il 1904 i lavori dovettero di nuovo fermarsi per la scoperta di sospette crepe e affossamenti di alcune pareti e per la stonatura della campana maggiore. Tra il 1905 e il 1906 si procedette solo con lavori di aggiustamento e rafforzamentoNel 1905 avvenne il «rafforzamento con spranghe di ferro dei muri della Sacristia nuova» mentre nel 1906 avvenne il «robustamento con catene di ferro dei muri dell'Oratorio nuovo» cfr. .. Tali opere servirono solo a rallentare l'inevitabile dal momento che nel 1910, dopo il completamento della chiesa, i problemi si intensificarono.. L'ostruzione dei canali sotterranei vicini alla chiesa, infatti, continuava a causare infiltrazioni nel terreno rendendo le fondamenta sempre più fragili.Le motivazioni di tutto ciò sono da ricercare sia nel terreno di derivazione paludosa ceduto dai Bertolini che anche nell'ingente nubifragio che si abbatté su Castelnovo il 21 giugno 1899. L'acqua caduta privò della ghiaia tutte le strade e ruppe tutte le opere di difesa costruite sulla collina causando la discesa di una grande quantità di materiale alluvionale che finì per ostruire l'imboccature dei canali vicini la chiesa. cfr. ..

I lavori ripresero solo 5 anni più tardi, nel 1908, durante i quali le opere murarie e le coperture vennero completate. e vennero commissionate la statue per la facciata allo scultore Napoleone Guizzon. Nel settembre 1909 la chiesa venne liberata di tutte le impalcature esterne.

Nel 1910, come anticipato, si ripropose il problema dei cedimenti nel terreno che preoccupò non poco la comunitàDa una lettera del parroco don Silvio Dalla Paola al presidente della Commissione comunale incaricata del problema della Guizza Igino Ceccato si legge che «se disgraziatamente succedesse un lungo periodo di piogge o una tromba d'acqua, essendo ormai ostruito molto il ponte ch'è sotto la piazza della Chiesa, si potrebbero vedere le acque invadere il prato Bertolini, minacciare le fondazioni stesse della Chiesa, piantate come sono in un terreno quanto mai acquitrinoso» cfr. .. Questa volta, però, al posto di rafforzare le murature si provvide a rafforzare le fondamenta e a rifare il muro sud-est e la porta della sacrestia perché irrimediabilmente danneggiatiDal Libro Cronistorico si legge che furono «robustati con pietre grosse, calce e cemento (detti barbacani) sotto terra e prima con beveroni a sabbia e cemento i fondamenti dell'angolo sud-est del coro dentro la sacristia, dal muro dell'abside fino vicino alla porta della Sacristia, che mette in coro, e della Torretta a sud della Sacristia a est e sud; [fu] rifatto a nuovo il muro sud-est della Sacristia per due metri di altezza sotto il coperto. Più [fu] rifatta a nuovo la porta esterna della Sacristia con spalla nuova, architrave nuova, zoccoli nuovi perché spaccati dalla cessione dei fondamenti. [Furono praticati] beveroni a cemento e sabbia tutto attorno all'Abside ed Oratorio nuovo, rafforzandone con sassi grossi e pietre di cava anche il muro a nord sotto il suolo e facendo un grosso muro per circa un metro all'infuori lavorato tutto a cemento» cfr. .. In questo modo si poté decretare finalmente la fine dei lavori sulla struttura e dedicarsi alle imposte, che vennero costruite l'anno successivo. Alla fine del 1911, nonostante mancasse ancora qualche lavoro secondario, la chiesa fu definita ufficiabile.. La nuova chiesa di San Vitale fu costruita in quasi 18 anni ad un costo complessivo di 102.793,10 £ dell'epoca..

Ufficiatura La cerimonia di ufficiatura si tenne il 28 aprile 1912, giorno di San Vitale di Milano, presieduta dal vescovo di Vicenza monsignor Federico Rodolfi.. Furono indetti due giorni di festa e vennero invitati le personalità più in vista del Comune, del Vicariato e della Diocesi, tutti i sacerdoti delle parrocchie del comune e gli appartenenti al convento di Santa Maria del CengioDa S.E. Mons. Vescovo benedice la nuova chiesa di Castelnovo de Il Berico, anno XXXVII, numero 117, 29 aprile 1912, pagina 3: «Dopo le 9 giunse da Vicenza - incontrato da numerosi ciclisti fino dalle porte della città - il Venerato Pastore della Diocesi, accompagnato da Monsignor Bortolan, Consolaro, Girotto e Cenzon, dal segretario don Luigi Civardi e dal cerimoniere don Giorgio Riello. Al ponte era ad attenderlo il benemerito e zelantissimo Arciprete Don Stefano Rovigati, il Clero, due assessori, la Banda e una grande folla che concorde acclamava all'Angelo della Diocesi Vicentina. Fatto il suo ingresso trionfale nel paese, Sua Eccellenza vestì i sacri paramenti nella vecchia chiesa e si portò a compiere la cerimonia della benedizione esterna ed interna della nuova. Intanto la folla gremiva la piazza, spettatrice riverente e commossa. Impartita la benedizione, si apersero le porte del tempio che in un attimo si affollò prodigiosamente. Tutti ne sono stati ammirati. Il Vescovo rivolse subito una parola di paterno saluto e di preziosa congratulazione al popolo di Castelnovo, che seppe erigere così bel tempio.» cfr. ..

A causa della pioggia le celebrazioni furono rinviate a lunedì, giorno in cui venne celebrata una cerimonia solenne da monsignor Attilio Caldana, lo stesso prete che aveva celebrato la messa di posa della prima pietra.

Completamenti e modifiche successive Nel 1921 venne completato l'oratorio adiacente alla chiesa usando i quadri di marmo bianco e rosso costituenti il pavimento della vecchia chiesa.. Il parroco Dalla Paola voleva anche creare una stanza in cui porre il nuovo altare della Madonna donato da Paolo Bertolini, per ripristinare il vecchio altare all'interno della terza nicchia a sud della chiesa e per dare alla struttura l'aspetto interno uguale al vecchio tempio. L'idea non carezzava tutti i paesani, dei quali molti preferivano avere nella chiesa il nuovo altare in stile gotico come la chiesa. Per ovviare alle discussioni il prete porse il quesito al vescovo il quale ordinò di «non muovere gli altari esistenti e di porre nell'oratorio quello che è disponibile» decretando quindi che l'altare nuovo avrebbe dovuto restare nella chiesa..