Spiro Mounds (34 LF 40) è un sito archeologico dei nativi americani situato nell'odierno Oklahoma orientale. Il sito fu edificato da popolazioni appartenenti alla cultura caddoan della valle dell'Arkansas, una variante occidentale della cultura mississippiana. Si estende su circa 61 ettari all'interno della pianura alluvionale sulla sponda meridionale del fiume Arkansas. L'odierna cittadina di Spiro si sviluppò circa 11 km più a sud.
Tra il IX e il XV secolo le popolazioni indigene locali vi svilupparono un importante centro religioso e politico, culturalmente collegato al Complesso cerimoniale sud-orientale, definito dagli antropologi anche sfera di interazione ideologica mississippiana (Mississippian Ideological Interaction Sphere, MIIS). Spiro fu uno dei principali centri regionali del mondo mississippiano, insieme a Cahokia, situata nei pressi dell'odierna East St. Louis, a Moundville, nell'odierna Alabama, e a Etowah, nell'odierna Georgia. Spiro costituiva uno dei principali avamposti occidentali della cultura mississippiana, che dominò per secoli la valle del Mississippi e molti dei suoi affluenti.
Negli anni trenta, durante la Grande depressione, alcuni cercatori di tesori acquistarono i diritti per scavare un tunnel all'interno del Craig Mound, il secondo tumulo più grande del sito, con lo scopo di recuperare manufatti da rivendere. Senza alcuna attenzione per la ricerca scientifica, portarono alla luce una camera funeraria cava all'interno del tumulo, una struttura eccezionale che conteneva alcuni dei più straordinari manufatti precolombiani mai rinvenuti negli Stati Uniti. I reperti recuperati furono venduti a collezionisti d'arte, alcuni dei quali residenti in Europa. Tra essi figuravano anche oggetti realizzati con materiali fragili e deperibili, come tessuti e piume, conservatisi grazie alle particolari condizioni della camera sigillata.
Successivamente furono adottate misure per proteggere il sito. Spiro riveste una particolare importanza per l'archeologia nordamericana fin dagli anni trenta, soprattutto per l'eccezionale conservazione dei tessuti e per la grande quantità di oggetti decorati in conchiglia. Alcuni dei reperti venduti dai cercatori di tesori sono stati in seguito restituiti a musei regionali e alla Nazione Caddo, ma di molti altri si sono perse completamente le tracce.
Dalla fine del XX secolo Spiro Mounds è tutelato dall'Oklahoma Historical Society ed è iscritto nel Registro nazionale dei luoghi storici dal 30 settembre 1969. Il numero di registrazione è 69000153.
Cronologia La storia della cultura di Spiro viene generalmente suddivisa dagli archeologi in quattro fasi archeologiche:
fase Evans (900–1050 d.C.); fase Harlan (1050–1250 d.C.); fase Norman (1250–1350 d.C.); fase Spiro (1350–1450 d.C.).
La costruzione di abitazioni a Spiro diminuì drasticamente attorno al 1250 e la popolazione si trasferì in villaggi vicini, come il sito di Choates-Holt, situato più a nord. La maggior parte dei tumuli venne costruita durante la fase Harlan. Spiro continuò tuttavia a essere utilizzato come centro cerimoniale e funerario fino al 1450 circa. L'area dei tumuli venne abbandonata intorno al 1450, mentre gli insediamenti vicini continuarono a essere abitati fino al 1600 circa.
Le culture storiche che si svilupparono successivamente nella regione, comprese quelle dei Caddo, dei Pawnee e dei Wichita, presentavano strutture sociali meno complesse e gerarchizzate.
Tumuli e piazza centrale
La cultura mississippiana si diffuse lungo il basso corso del Mississippi e dei suoi affluenti tra il IX e il XVI secolo. Il più grande insediamento mississippiano fu Cahokia, capitale di un'importante entità politica che sviluppò un centro urbano esteso per diversi chilometri quadrati a est del Mississippi, nei pressi dell'odierna St. Louis, nell'attuale Illinois meridionale.
Le indagini archeologiche hanno mostrato che la cultura mississippiana si estendeva dai Grandi Laghi alla costa del golfo del Messico, lungo il fiume Ohio e attraverso le pianure e le regioni montuose degli Stati Uniti sud-orientali. Gli insediamenti mississippiani erano caratterizzati da grandi opere in terra, soprattutto tumuli a piattaforma, generalmente simili a piramidi tronche, sui quali sorgevano templi, abitazioni dei capi guerrieri e dei sacerdoti e strutture funerarie destinate alle élite. I tumuli erano disposti attorno a grandi piazze pianeggianti create artificialmente, probabilmente utilizzate per riunioni cerimoniali della comunità e giochi rituali. Le ricerche archeologiche hanno inoltre dimostrato che insediamenti come Cahokia e Spiro partecipavano a una vasta rete commerciale che comprendeva la metà orientale degli attuali Stati Uniti e parte delle regioni occidentali.
Il sito di Spiro comprende dodici tumuli di terra distribuiti su circa 61 ettari. I tumuli furono costruiti trasportando e accumulando la terra, probabilmente mediante cesti, uno strato dopo l'altro. Dei dodici tumuli, uno aveva funzione funeraria, due sostenevano templi e nove erano associati ad abitazioni o altre strutture. Come negli altri centri della cultura mississippiana, gli abitanti realizzarono imponenti e complesse opere di terra. I tumuli circondavano una grande piazza centrale pianificata e livellata nella quale si svolgevano importanti rituali religiosi, il gioco del chunkey, dotato di una forte importanza politica e culturale, e altre attività comunitarie. La popolazione abitava in un villaggio che confinava con la piazza. Gli archeologi hanno inoltre individuato più di venti villaggi collegati a Spiro entro un raggio di circa 8 km dal centro principale. Altri insediamenti legati a Spiro attraverso rapporti culturali e commerciali sono stati individuati fino a circa 160 km di distanza.
L'area di Spiro è stata interessata dalla presenza umana per almeno 8.000 anni. Tra l'800 e il 1450 d.C. ospitò un importante insediamento mississippiano. La coltivazione del mais consentì l'accumulo di eccedenze agricole e il sostentamento di una popolazione più numerosa e concentrata. L'insediamento costituiva il centro di un'entità politica regionale i cui potenti capi sovrintesero alla costruzione di undici tumuli a piattaforma e di un tumulo funerario su un'area di circa 32 ettari lungo la riva meridionale dell'Arkansas. Il cuore dell'insediamento consisteva in nove tumuli disposti attorno a una piazza ovale. Questi costituivano le basi delle abitazioni di importanti capi oppure le fondamenta di edifici religiosi che costituivano il fulcro della vita comunitaria.
Il Brown Mound, il maggiore dei tumuli a piattaforma, si trova sul lato orientale della piazza. Una rampa di terra permetteva di raggiungerne la sommità dal lato settentrionale. Sulla cima del Brown Mound e degli altri tumuli gli abitanti di Spiro celebravano complessi rituali, in particolare quelli connessi alla morte e alla sepoltura dei loro governanti.
Le ricerche archeologiche hanno mostrato che Spiro mantenne una popolazione residente numerosa fino al 1250 circa. Secondo un'interpretazione, in quel periodo i cambiamenti climatici associati all'inizio della Piccola era glaciale resero meno prevedibili le precipitazioni stagionali. I sacerdoti di Spiro avrebbero quindi collocato nei tumuli funerari alcuni degli oggetti più preziosi della comunità, tra cui mantelli, asce e minerali rari, probabilmente nell'ambito di rituali volti a favorire il ritorno delle piogge. In seguito gran parte della popolazione si trasferì in altri insediamenti vicini. Spiro continuò comunque a essere utilizzato come centro cerimoniale regionale e luogo di sepoltura fino al 1450 circa; le sue funzioni rituali e funerarie proseguirono e sembrano anzi essersi intensificate dopo l'allontanamento della maggior parte della popolazione residente.
Il Great Mortuary
Il Craig Mound, noto anche come Spiro Mound, è il secondo tumulo più grande del sito e l'unico con funzione esclusivamente funeraria. Tra il 950 e il 1450 vi furono sepolti membri delle élite di Spiro. Il tumulo si trova circa 460 m a sud-est della piazza. Al suo interno era stata realizzata una cavità alta circa 3 m e larga circa 4,6 m, le cui particolari condizioni permisero una conservazione quasi perfetta di manufatti fragili in legno, conchiglia di buccino e rame. Le condizioni nella camera erano talmente favorevoli da consentire la conservazione di oggetti realizzati in materiali normalmente deperibili, come cesti intrecciati, tessuti in fibre vegetali e animali, merletti, pellicce e piume. Nelle società native storiche, manufatti di questo genere erano tradizionalmente prodotti dalle donne. Nella camera furono rinvenuti anche diversi esempi di statuaria litica mississippiana, realizzati in flint clay del Missouri, e bifacciali in selce di Mill Creek, ritenuti originariamente provenienti dall'area di Cahokia, nell'Illinois.
Il Great Mortuary («Grande camera mortuaria»), come questa struttura cava venne definita dagli archeologi, sembra essere stato originariamente concepito come struttura funeraria destinata ai governanti di Spiro. Era costituito da un cerchio di pali sacri, tradizionalmente identificati come cedro, infissi nel terreno e inclinati in modo da convergere verso la sommità, analogamente alla struttura di un tipi. La camera conica fu quindi ricoperta da strati di terra che formarono il tumulo senza provocarne il crollo. Secondo alcuni studiosi, i minerali filtrati attraverso il tumulo avrebbero indurito le pareti lignee della camera, rallentandone la decomposizione e isolando gli oggetti deperibili dal contatto diretto con il terreno. Nessun altro tumulo mississippiano conosciuto ha restituito una cavità interna analoga accompagnata da una conservazione altrettanto eccezionale dei reperti. Per questo motivo il Craig Mound è stato talvolta definito una «tomba di Tutankhamon americana».
Grazie ai finanziamenti della Works Progress Administration (WPA), archeologi dell'Università dell'Oklahoma condussero scavi in alcune parti del sito tra il 1936 e il 1941. Nel 1978 l'Oklahoma Historical Society istituì lo Spiro Mounds Archaeological Center, tuttora attivo. Il sito è inserito nel Registro nazionale dei luoghi storici ed è preservato come parco archeologico statale; è inoltre l'unico sito archeologico nativo americano precedente al contatto europeo dell'Oklahoma aperto al pubblico.
Complesso cerimoniale sud-orientale
Gli abitanti di Spiro partecipavano a quella che gli antropologi culturali e gli archeologi definiscono Complesso cerimoniale sud-orientale (SECC), una rete di centri cerimoniali appartenenti alla cultura mississippiana che condividevano credenze spirituali, concezioni cosmologiche, pratiche rituali e oggetti di culto simili. Il complesso comprendeva una vasta rete commerciale attraverso la quale materiali esotici provenienti da diverse regioni del Nord America venivano distribuiti e utilizzati per realizzare oggetti rituali. Tra questi figuravano selci colorate dal Nuovo Messico, rame proveniente dalla regione dei Grandi Laghi, conchiglie di buccino del golfo del Messico e mica proveniente dalle Caroline. Anche altri centri mississippiani commerciavano queste risorse pregiate, ma Spiro sembra essere stato l'unico grande centro commerciale della regione a ricevere ossidiana proveniente dal Messico. Un raschiatoio scoperto nel sito fu infatti realizzato con ossidiana verde proveniente da Pachuca, nel Messico centrale. Utilizzando questi materiali di pregio, gli artigiani mississippiani produssero elaborate opere d'arte che riflettevano la loro identità culturale e le loro complesse credenze spirituali.