Biografia

Henning von Tresckow nacque a Magdeburgo da una famiglia appartenente all'antica nobiltà prussiana e con alle spalle una lunga tradizione militare: suo padre, un generale di cavalleria, era presente a Versailles nel 1871 durante la proclamazione di Guglielmo I come imperatore del nuovo impero tedesco, mentre suo nonno materno, il conte Robert Zedlitz-Trützschler, fu ministro dell'istruzione di Prussia.

Fu anche genero del generale Erich von Falkenhayn, capo dello Stato maggiore generale tedesco durante la prima guerra mondiale (dal 1914 al 1916). Tresckow ricevette gran parte della sua formazione iniziale da insegnanti privati nella lontana proprietà rurale di famiglia, mentre dal 1913 al 1917 frequentò il liceo classico (Gymnasium) della città di Goslar.

Carriera militare e attività Arruolato il 5 agosto 1917, a soli 16 anni, venne assegnato come ufficiale cadetto al 1º Reggimento di fanteria. Divenuto uno dei più giovani sottotenenti dell'armata prussiana nel giugno del 1918, Henning von Tresckow ricevette la Croce di Ferro di prima classe per il coraggio e l'intraprendenza dimostrate in azione contro il nemico durante la seconda battaglia della Marna.

Dopo la fine della prima guerra mondiale Tresckow servì nel 9º Reggimento di fanteria Potsdam e partecipò alla repressione del movimento rivoluzionario spartachista. Lasciò l'esercito nel 1920 per dedicarsi agli studi di diritto ed economia, che però non portò a termine. Esercitò la professione di agente di cambio presso una banca ebraica ed ebbe modo di viaggiare per il mondo, visitando Regno Unito, Francia, Brasile e Stati Uniti d'America, prima di lasciare il lavoro per occuparsi delle proprietà di famiglia.

Nel 1926 sposò l'unica figlia del generale Erich von Falkenhayn, secondo la tradizione delle più antiche famiglie prussiane. Il suo nuovo arruolamento venne sponsorizzato dal feldmaresciallo Paul von Hindenburg, futuro presidente del Reich. Nel 1934 Tresckow frequentò, presso la scuola di guerra, i corsi per il servizio nello stato maggiore, riportando le migliori votazioni del corso 1936. Venne, quindi, assegnato al primo dipartimento dello stato maggiore dell'esercito, dove ebbe modo di lavorare con generali del calibro di Ludwig Beck, Werner von Fritsch e Erich von Manstein.

Studiando i possibili scenari bellici si rese conto dei gravi rischi che la politica estera di Adolf Hitler comportava per la Germania. Per quanto fosse favorevole alla rivendicazione del corridoio polacco, fu però molto critico su molte delle decisioni prese dal Führer, dall'Anschluss all'invasione della Cecoslovacchia, alla cui pianificazione, tuttavia, partecipò in prima persona.

All'inizio della seconda guerra mondiale servì, col grado di maggiore, nello stato maggiore della 228ª divisione di fanteria in Polonia, guadagnandosi la Croce di Ferro di prima classe. Assistette anche come testimone alle atrocità commesse dalla Gestapo e dalle SS contro i prigionieri e fu scioccato dal fatto che le proteste sollevate dall'unico generale che ebbe il coraggio di parlare (il colonnello generale Johannes Blaskowitz) vennero liquidate come "stupidaggini da bambini".

Dalla fine del 1939 e nel 1940, promosso tenente colonnello, servì nello stato maggiore del Gruppo d'Armate A, al comando del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt. In questa occasione collaborò, pare, col generale Erich von Manstein alla stesura del suo celebre piano di invasione della Francia, il piano Manstein, in qualità di vice del generale Günther Blumentritt. Dopo il crollo della Francia non condivise l'entusiasmo generale, assai preoccupato per un intervento degli Stati Uniti.

Dal 1941 al 1943 servì nello stato maggiore del Gruppo d'armate Centro, prima sotto lo zio, il feldmaresciallo Fedor von Bock, poi sotto il suo successore, il feldmaresciallo Günther von Kluge. Venne promosso colonnello nel 1942. Nell'ottobre del 1943 ebbe il comando del 442º reggimento granatieri in Ucraina. Promosso maggiore generale, dal dicembre 1943 fino alla sua morte servì come capo di stato maggiore della 2ª Armata, tra l'odierna Bielorussia e la Polonia orientale.

Nel corso della guerra ottenne anche la Croce tedesca in oro, intermedia tra la Croce di Ferro di 1ª classe e la Croce di cavaliere, ed altre decorazioni. Appartenente alla migliore nobiltà prussiana, Henning von Tresckow fu militare assai ben preparato. Abilissimo organizzatore, costituì una delle anime più accese del movimento di resistenza interna al nazismo, pagando con la vita le indecisioni e la disorganizzazione del 20 luglio 1944.

L'avversione al nazismo e le cospirazioni prima del 20 luglio 1944 Inizialmente favorevole all'avvento del Nazionalsocialismo, di cui condivideva la contrarietà alle imposizioni del trattato di Versailles nei confronti della Germania, von Tresckow mutò radicalmente posizione a partire dal 1934, in seguito agli eventi della notte dei lunghi coltelli, durante la quale le SS eliminarono i vertici delle SA e diversi oppositori politici. In seguito, manifestò profondo dissenso anche verso le violenze della notte dei cristalli del 1938, considerandole un punto di rottura morale per la civiltà tedesca..

Tresckow cercò quindi contatti tra i civili e i militari contrari al regime; tra questi vi fu il generale Erwin von Witzleben, che lo convinse a non rassegnare le dimissioni dall'esercito, sostenendo che un ufficiale in servizio sarebbe stato più utile alla causa della Resistenza.. Nel 1939 Tresckow dichiarò al cognato e futuro aiutante di campo, Fabian von Schlabrendorff, che: «onore e decenza ci chiedono di fare del nostro meglio per favorire la caduta del Nazionalsocialismo, per salvare la Germania e l'Europa dalla barbarie»..

Con l'inizio della campagna contro l'Unione Sovietica nel 1941, Tresckow si convinse della necessità di accelerare le azioni contro il regime. Rimase fermamente contrario all'emanazione dellordine dei commissari, che prescriveva l'esecuzione sommaria dei commissari politici dell'Armata Rossa, e alle stragi di civili ebrei, come quella avvenuta a Boršov... Di fronte a tali eventi, si appellò al comandante del Gruppo d'armate Centro, il feldmaresciallo Fedor von Bock (suo zio), affinché l'esercito intervenisse sfruttando il controllo del territorio sul fronte orientale; von Bock, pur esprimendo privatamente critiche al regime, mantenne un atteggiamento passivo..

In qualità di capo dell'ufficio operazioni del Gruppo d'armate Centro, Tresckow inserì sistematicamente in posizioni chiave numerosi ufficiali che condividevano le sue posizioni, tra cui i colonnelli Rudolf Christoph Freiherr von Gersdorff, Georg Schulze-Büttger e Berndt von Kleist, il maggiore Carl-Hans Graf von Hardenberg e i tenenti Philipp von Boeselager assieme al fratello Georg, Heinrich Graf von Lehndorff-Steinort. Si costituì così un nucleo clandestino in costante contatto con la resistenza di Berlino, guidata da Carl Friedrich Goerdeler e dal generale Ludwig Beck.. Nel 1942, grazie all'opera di reclutamento del colonnello Hans Oster (vice capo dell'Abwehr) nei confronti del colonnello generale Friedrich Olbricht, il gruppo di Tresckow si coordinò stabilmente con i cospiratori della capitale..

Un primo tentativo di eliminare Hitler fu pianificato per il 13 marzo 1943, in occasione di una visita del dittatore al quartier generale di Smolensk (Operazione Spark).Claude-Paul Pajard, I grandi segreti della Seconda guerra mondiale, Dossier 1, ed. Ferni Il piano originario prevedeva di fare fuoco contemporaneamente su Hitler e su Heinrich Himmler durante il pranzo nella mensa ufficiali; tuttavia, l'annullamento della presenza di Himmler e la ferma opposizione del feldmaresciallo Günther von Kluge, che temeva lo scoppio di una guerra civile se Himmler fosse rimasto in vita a guidare le SS, costrinsero i congiurati ad desistere dal fuoco incrociato..

Tresckow aveva però un piano alternativo. Il 14 marzo, insieme al suo aiutante Fabian von Schlabrendorff, preparò un ordigno esplosivo di fabbricazione britannica con innesco chimico a tempo, camuffato all'interno di una cassa di bottiglie di liquore Cointreau. La cassa fu affidata al tenente colonnello Heinz Brandt, ignaro del contenuto e membro del seguito di Hitler, affinché lo consegnasse al colonnello Hellmuth Stieff, in servizio al quartier generale di Rastenburg. L'ordigno, collocato nella stiva dell'aereo del Führer, non esplose a causa delle temperature estremamente basse raggiunte durante il volo, che bloccarono il meccanismo del percussore. Informato del mancato funzionamento, Schlabrendorff si recò immediatamente a Rastenburg per recuperare la cassa prima che venisse scoperta..

Una settimana dopo, il 21 marzo 1943, in occasione di una mostra di armi catturate all'Armata Rossa presso lo Zeughaus di Berlino alla quale dovevano presenziare Hitler, Göring e Himmler, il colonnello von Gersdorff si offrì per un attacco suicida. Gersdorff portò con sé due cariche esplosive e intendeva farsi saltare in aria accanto a Hitler durante la visita guidata. Il tentativo fallì poiché il dittatore abbreviò improvvisamente la sua permanenza nell'edificio a meno di dieci minuti, costringendo Gersdorff ad allontanarsi precipitosamente per disinnescare gli ordigni nei bagni della struttura..

In seguito, Tresckow cercò ripetutamente di coinvolgere nella cospirazione i suoi superiori diretti, tra cui Erich von Manstein, senza tuttavia ottenere l'adesione ma raccogliendo solo una tacita neutralità; nessuno degli alti ufficiali contattati denunciò mai le sue attività ai vertici del regime.

Operazione Valchiria

Il ruolo di Tresckow nel più importante tentativo di rovesciare il nazismo fu piuttosto marginale, dato che, servendo sul fronte russo con von Kluge dapprima al comando di un reggimento e poi, promosso maggior generale, come capo di stato maggiore della 2ª armata, non aveva materialmente la possibilità di operare personalmente. Tuttavia, durante una lunga licenza per malattia, tra l'agosto e il settembre del 1943, egli risiedette a Berlino ed ebbe un ruolo importante nella "riscrittura" dei piani relativi all'Operazione Valchiria, il complotto che revisionò con l'aiuto del colonnello Claus Schenk von Stauffenberg. Quando questi si fu assunto personalmente l'onere materiale di uccidere Hitler, dal fronte russo Tresckow gli consigliò di procedere con il tentativo di colpo di Stato in Germania, anche nel caso in cui l'attentato non fosse andato a buon fine. Riteneva di importanza fondamentale che, anche agli occhi del mondo, rimanesse traccia di un tentativo forte da parte dei tedeschi stessi di liberarsi del nazismo.

Morte

Henning von Tresckow si suicidò il 21 luglio 1944, con una bomba a mano alla testa, dopo aver saputo del fallimento del colpo di Stato del 20 luglio. Per proteggere gli altri congiurati cercò di simulare un attacco partigiano nella terra di nessuno; il piano fu talmente ben congegnato che inizialmente nessuno sospettò nulla, tanto che il corpo di Tresckow venne sepolto come eroe di guerra, con tutti gli onori militari, nella tenuta di famiglia di Wartenberg (odierna località polacca di Chełm Dolny, nel comune urbano-rurale di Trzcińsko-Zdrój). Quando, però, gli agenti nazisti scoprirono il suo coinvolgimento nella congiura, il suo corpo venne riesumato e bruciato nel forno crematorio del campo di concentramento di Sachsenhausen. La moglie e i figli vennero arrestati dalla Gestapo, ma riuscirono a sopravvivere alla guerra.

La mattina del 21 luglio, il giorno del suicidio, Tresckow era riuscito a spedire una lettera d'addio alla moglie assieme ad un ritaglio di giornale che riportava questa poesia: «Colui che riesce a mantenere intatti i sogni dell'infanzia / A conservarli dentro al suo petto nudo e indifeso, / Colui che, incurante dell'irrisione di questo mondo, / osa vivere come sognava da bambino, / Fino all'ultimo giorno: questo sì che è un uomo, un uomo vero».

Onorificenze

Nella cultura di massa Cinema