Larte greco-buddista è la manifestazione artistica del buddismo greco, opera di sincretismo tra la cultura dell'antica Grecia e il buddismo; sviluppatosi entro un periodo di circa mille anni nei territori dell'Asia centrale, a partire dalle conquiste effettuate in quei territori da Alessandro Magno nel IV secolo a.C. fino all'espansione islamica dal VII secolo in poi, si concluse poi con l'invasione musulmana del subcontinente indiano.
L'arte greco-buddista si caratterizza per il forte senso di realismo idealistico che emana e per l'espressione sensuale, provenienti direttamente dall'arte ellenistica; le prime rappresentazioni del Buddha in forma umana hanno contribuito a definire il canone artistico (ed in particolare quello scultoreo) per lo sviluppo espressivo dell'arte buddista in tutto il continente asiatico fino all'età contemporanea. È anche uno dei maggior esempi di cultura sincretica nata dalla commistione delle tradizioni orientali ed occidentali.
Le origini dell'arte greco-buddista sono presenti, dal periodo ellenistico, nel regno greco-battriano (250-130 a.C.) il quale estendeva i propri domini nei territori in cui si trova l'attuale Afghanistan; da qui la cultura ellenistica si irradiò presto in direzione dell'India, con l'istituzione del regno indo-greco (180-10 a.C.). Sotto gli indo-greci e poi con l'impero Kusana, l'interazione tra cultura greca e buddista si ampliò sino a fiorire nella zona comprendente il Regno di Gandhāra, nella regione a nord dell'attuale Pakistan.
Si diffuse quindi ulteriormente in territorio indiano, influenzando l'arte della città di Mathura, quindi per riverbero anche l'arte induista dell'impero Gupta; da qui finì con l'estendersi anche al resto del sudest asiatico. L'influenza dell'arte greco-buddista ebbe una sua importanza e diffusione notevole pure verso il nord in Asia centrale, dando un forte impatto alle composizioni artistiche del bacino del Tarim e, in ultima analisi, alle forme dell'arte cinese, dell'arte coreana e - pur in minore misura - dell'arte giapponese.
Arte ellenistica in Asia meridionale
Potenti stati ellenistici furono istituiti nelle regioni della Battriana e di Sogdiana, poi dell'India settentrionale, per i tre secoli seguenti alle conquiste effettuate da Alessandro intorno al 330 a.C.: l'impero seleucide fino al 250 a.C., seguito dal regno greco-battriano fino al 130 a.C., per poi concludersi col regno indo-greco dal 180 al 10 a.C.
Gli esempi più chiari di arte ellenistica si ritrovano nelle monete reali del periodo greco-battriano, come quelle raffiguranti Demetrio I di Battria. Molte monete dei sovrani greco-batriani sono state rinvenute, tra cui le monete d'oro più grandi mai coniate all'interno del mondo ellenistico, collocandosi inoltre tra i migliori esempi di raffinatezza artistica e tecnica: essi mostrano un livello di individualità dalle spesso assai , a cura di John Boardman, Jasper Griffin, Oswyn Murray.
Questi regni fondarono città direttamente sul modello greco, come ad esempio Ai-Khanum in Battria, che mostrano impronte puramente ellenistiche nelle caratteristiche architettoniche, nella statuaria, nei resti di stampe di papiri aristotelici e nella monetazione . Questi elementi greci penetrarono nel nordovest dell'India in seguito all'invasione greco-battriana avvenuta nel 180 a.C., allorché venne istituito il regno indo-greco nel nord del subcontinente indiano.
Città greche fortificate, tra le quali Sirkap nell'odierno Pakistan settentrionale, furono fondate. I siti architettonici utilizzano i motivi decorativi ellenistici come ghirlande di frutta e pergamene; si trovano poi tavolozze di pietra per olio aromatico e che rappresentano temi puramente ellenistici, come una Nereide in groppa al mostro marino Ketos.
Nel sito archeologico di Hadda in Afghanistan si possono incontrare divinità ellenistiche come Atlante (mitologia); sono inoltre raffigurati gli dèi del vento, che interesserà la rappresentazione delle divinità dell'aria fino in Giappone. Scene dionisiache raffigurano persone in abiti di stile classico intente a bere vino dalle anfore e a suonare con vari strumenti.
Interazione Non appena i greci invasero l'India per formare il regno indo-greco incominciò ad apparire una fusione tra gli elementi ellenistici e quelli buddisti, incoraggiata anche dalla benevolenza dei sovrani greci nei confronti della spiritualità buddista. Una tale tendenza artistica si è poi sviluppata attraverso i secoli e sembrò ulteriormente svilupparsi durante l'impero Kusana a partire dal I secolo d.C.
Modello artistico L'arte greco-buddhista descrive la vita di Gautama Buddha in un modo visivo, incorporando probabilmente modelli e concetti che erano a disposizione degli artisti in quel momento storico.
Le figurazioni di Bodhisattva vengono dipinte come fossero principi indiani a torso nudo e ingioiellati, mentre il Buddha come fosse un re greco che indossa una specie di toga o himation. Gli edifici in cui sono raffigurati incorporano lo stile greco, con l'onnipresente capitello indo-corinzio e volute decorative di tipo greco; il pantheon circostante forma una commistione tra divinità greche (oltre ad Atlante anche Eracle) e divinità induiste (ad esempio Indra).
Materiali Lo stucco così come la pietra, è stato ampiamente utilizzato dagli scultori di Gandhāra per la decorazione di edifici monastici e di culto. Lo stucco ha fornito l'artista con un mezzo di grande plasticità, consentendo un alto grado di espressività da dare alla scultura. Scolpire in stucco era popolare ovunque nell'arte buddista e si diffuse dal regno di Gandhāra alla piana indo-gangetica, all'Afghanistan e all'Asia centrale fino in Cina. Evoluzione stilistica Stilisticamente l'arte greco-buddista ha iniziato presto ad essere estremamente raffinata e realistica, come nell'apparenza data ai vari Buddha in piedi, con un trattamento realistico delle pieghe delle vesti - dando un accenno di volume al modellato - che in alcuni casi caratterizza il miglior lavoro greco di John Boardman. Col tempo ha però perduto questo sofisticato realismo divenendo progressivamente più simbolico e decorativo nel corso dei secoli. Architettura La presenza di stupa presso la città indo-greca di Sirkap fatta costruire da Demetrio I di Battria intorno al 180 a.C. indica la presenza di un forte sincretismo tra l'ellenismo e la fede buddista, assieme con le altre religioni presenti nel territorio quali l'induismo e lo zoroastrismo. Lo stile è greco, ornato da colonne corinzie in un'ottima esecuzione ellenistica.
Buddha Tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. vennero prodotte le prime raffigurazioni antropomorfiche del Buddha, che erano rimaste del tutto assenti dai precedenti stadi dell'arte buddista, preferendo fino allora rappresentare l'Illuminato attraverso simboli come lo stupa, l'albero della Bodhi, un posto vuoto, la ruota o delle impronte. Ma l'innovazione dell'immagine antropomorfa del Buddha raggiunse immediatamente un altissimo livello di sofisticazione scultorea, naturalmente ispirato dagli stili della scultura ellenistica.
Molti degli elementi stilistici presenti nelle rappresentazioni del Buddha hanno punti di contatto che li immettono nell'alveo dell'influenza Greca: l'himation, la veste ondeggiante che copre entrambe le spalle (prima di questa innovazione i personaggi buddisti vengono sempre rappresentati con un dhoti), la presenza del nimbo, il contrapposto nella posizione delle figure verticali, i capelli ricci stilizzati con un nodo in cima apparentemente derivato dallo stile dell'Apollo del Belvedere (330 a.C.) e la qualità misurata dei volti, il tutto reso con il forte senso di realismo dell'arte greca.
Alcuni dei Buddha in piedi sono scolpiti con la specifica tecnica greca di rendere le mani e talvolta i piedi in marmo, per aumentarne l'effetto realistico, lasciando il resto del corpo in un altro materiale. Il critico d'arte Foucher ha considerato questo Buddha ellenistico in piedi come "la più bella e probabilmente la più antica statua di Buddha" datandone l'inizio al I secolo a.C., il che la rende il punto di partenza di tutte le successive rappresentazioni antropomorfe di Buddha"L'arte buddista di Gandhara ", Marshall, p101.
Sviluppo Vi è un certo dibattito per quanto riguarda la data esatta d'avvio per lo sviluppo della seguente rappresentazione antropomorfa di Buddha, e questo ha un impatto sul fatto che l'innovazione sia provenuta direttamente dal regno indo-greco (180-10 a.C.), oppure sia stato uno sviluppo successivo degli Indo-sciti, del regno indo-parto (10 a.C.-130 d.C.) od infine dell'impero Kusana (30-375) sotto l'influenza artistica ellenistica.
La maggior parte delle prime immagini raffiguranti il Buddha (in particolare quelli rappresentati in piedi) sono anepigrafiche, il che rende difficile averne una datazione precisa; la prima immagine conosciuta di Buddha con indicazioni approssimative sulla sua data di composizione ci viene dal "reliquiario Bimaran", che è stato rinvenuto sepolto con le monete del re indo-scita Azes II (ma forse risalenti ad Azes I) indicando in tal modo un termine che va probabilmente dal 30 al 10 a.C., anche se questa data non è indiscussa.
Tale datazione, così come lo stile ellenistico in generale e l'atteggiamento del Buddha sul reliquiario Bimaran (vestito con un himation, un atteggiamento che segue il contrapposto, e la stessa rappresentazione generale) lo renderebbe un possibile lavoro indo-greco, utilizzato in dediche dagli indo-sciti subito dopo la fine del regno indo-greco nella zona di Gandhāra. Dal momento che mostra già una ben sofisticata iconografia (Brahmā e Śakra in qualità di assistenti del Bodhisattva) in uno stile alquanto avanzato, suggerirebbe l'esistenza di rappresentazioni di molto precedenti a quelle che erano in corso in quel mondo, tornando quindi all'ipotesi sul periodo indo-greco (come già asserito da Alfred Foucher (1865-1952) e da altri).
I seguenti reperti greco-buddisti ad essere strettamente databili sono di un'epoca piuttosto tarda, come lo "scrigno Kanishka" (120 ca.) e le monete buddiste del regno dello stesso imperatore Kanishka. Queste opere indicano almeno con certezza che la rappresentazione antropomorfa del Buddha era in ogni caso già esistente durante il I secolo.
Da un'altra direzione fonti storiche cinesi e pitture murali presenti nel bacino del Tarim e nella città di Dunhuang descrivono con meticolosa precisione i viaggi dell'esploratore ed ambasciatore cinese Zhang Qian attraverso l'Asia centrale, giungendo in Battriana intorno al 130 a.C.; mentre gli stessi affreschi descrivono l'imperatore Han Wudi (156-87 a.C.) in atto di adorazione davanti a delle statue buddiste. Sebbene non vi sia altra menzione di venerazione di statue rappresentanti Buddha nella letteratura storica cinese gli affreschi murali suggeriscono che tali statue esistessero già nel corso del II secolo a.C. e collegandosi così direttamente al periodo indo-greco.
Successivamente la cronaca storica cinese Hòu Hànshū (Libro degli Han posteriori) descrive l'indagine svolta sul buddismo eseguita attorno al 67 d.C. dall'imperatore Ming di Han (58-75 d.C.); questi mandò un inviato degli Yuezhi nel nordovest dell'India, il quale riportò dipinti e statue buddiste, che confermano pertanto la loro esistenza prima di tale data.
Una tradizione indo-cinese spiega inoltre che Nagasena, noto anche per esser stato l'insegnante buddista del re Menandro I, creò nel 43 a.C. nella città di Pataliputra proprio una statua di Buddha, il cosiddetto Buddha di Smeraldo che è stato poi trasportato in Thailandia.
Modello artistico