Come un cammello in una grondaia è il sedicesimo album di Franco Battiato, pubblicato nel 1991.
Dell'album è uscita, due anni dopo, una versione in lingua spagnola intitolata Como un camello en un canalón.
Descrizione L'album è diviso in due parti: i primi quattro brani sono di Battiato e Giusto Pio, mentre i restanti quattro sono lieder di autori classici. I brani originali furono composti presso la casa di Pio a Castelfranco Veneto; l'album fu registrato presso gli Abbey Road Studios di Londra con l'ausilio di pianoforte, orchestra d'archi, coro e interventi aggiuntivi di sintetizzatore.
L'immagine di copertina è il particolare di un dipinto di Süphan Barzani, pseudonimo con il quale Battiato agli inizi firmava i suoi dipinti.
I brani Povera patria Povera patria, che apre l'album, è un'amara riflessione di Battiato sul degrado politico e sociale dell'Italia del suo tempo:
Le sacre sinfonie del tempo Il concetto di reincarnazione, caro a Battiato, è trattato nel brano Le sacre sinfonie del tempo, dove, attraverso un linguaggio poetico e filosofico, l'autore esplora la nozione dell'immortalità dell'anima e del suo ciclo di rinascite. Il testo recita:
In queste parole, l'artista suggerisce una visione dell'esistenza umana come un lungo processo di guarigione spirituale, un cammino che si sviluppa attraverso molteplici esistenze terrene, come un peregrinare che va oltre la vita e la morte. La caduta dagli angeli e la perdita della memoria sono interpretati come simboli di una condizione esistenziale originaria che si manifesta in ogni incarnazione successiva. L'idea che l'anima sia destinata a errare attraverso i secoli prima di ritrovare la propria integrità è un richiamo alla visione ciclica del tempo, presente in molte tradizioni filosofiche e religiose, tra cui l'induismo e il buddhismo.
Come un cammello in una grondaia In Come un cammello in una grondaia l'autore torna a riflettere sul difficile rapporto fra il proprio sentire e il mondo circostante con le sue miserie. Il titolo del brano è una citazione di Al-Biruni, scienziato persiano vissuto nell'XI secolo, che era solito pronunciare la frase per indicare l'inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico.
L'ombra della luce L'ombra della luce, così come altri suoi lavori tra cui L'oceano di silenzio, fu scritto durante un periodo di intensa riflessione e meditazione di sei mesi. Questa fase creativa si caratterizza per un'esplorazione profonda del tema spirituale della Luce, un concetto che ricorre frequentemente nella produzione di Battiato e che trova radici in diverse tradizioni spirituali. In questo contesto, lo stesso termine "Luce" si carica di significati metafisici, richiamando l'idea di una realtà trascendente e infinita, spesso associata all'illuminazione spirituale o alla conoscenza superiore. Il testo, scritto per buona parte in forma di supplica, riflette sul contrasto tra il profondo affetto umano e l'ineffabile Luce, suggerendo che anche le emozioni più pure e sincere, come quelle derivanti dal piacere sessuale o dai desideri più sottili del cuore, siano solo un'«ombra» della Luce stessa.
I lieder Schmerzen è uno dei cinque Lieder del ciclo Wesendonck-Lieder (WWV 91), composto da Richard Wagner nel 1857 su una poesia di Mathilde Wesendonck.
Il brano Plaisir d'amour (1785) di Johann Paul Aegidius Martin venne inciso anche da Sibilla su un singolo del 1984 che sul lato B aveva la canzone Sex Appeal to Europe composta, come altri brani interpretati dalla cantante, da Battiato e Pio. Il lied di Martin verrà citato da Battiato anche sul brano Shakleton (da Gommalacca, 1998).
Gestillte Sehnsucht è tratta dall'Op. 91 Due canti per contralto, viola e pianoforte (1863-1884) di Johannes Brahms.
Oh Sweet Were the Hours è tratta dall'Op. 108 Venticinque canzoni scozzesi (1818) di Ludwig van Beethoven; il testo inglese è attribuito a William Smyth (1765-1849). Il brano fa parte del progetto di Beethoven di ri-arrangiare canzoni del patrimonio popolare britannico.
Accoglienza Il disco raggiunse il decimo posto in classifica e vendette oltre copie, risultando il trentaquattresimo disco più venduto in Italia durante l'anno.
Tracce Testi di Franco Battiato, tranne dove indicato; musiche e arrangiamenti di Franco Battiato e Giusto Pio.
Versione italiana
Versione spagnola
Formazione Franco Battiato – voce Giusto Pio - direzione Astarte Orchestra of London (tracce 1-4, 7, 8). Antonio Ballista – pianoforte e direzione Astarte Orchestra of London (tracce 5 e 6). Filippo Destrieri – tastiera, programmazione, sintetizzatore Gavyn Wright – violino Roger Chase – viola Anthony Pleeth – violoncello Coro Ambrosian Singers of London diretto da John McCarthy
Classifiche Classifiche settimanali Classifica (1991)PosizionemassimaItalia10
Classifiche di fine anno Classifica (1991)PosizioneItalia34
Riconoscimenti L'album riceve il Premio della Critica come "Miglior Disco dell'Anno" in un referendum della stampa specializzata promosso dalla rivista Musica e Dischi. Povera patria si aggiudica nel 1992 la Targa Tenco come "Miglior Brano dell'Anno".
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Album ispirati a temi di musica classica