Famiglia Ahmose-Henuttamehu era figlia del faraone Seqenenra Ta'o e della sorella-sposa di quest'ultimo, Ahmose-Inhapi. Andò probabilmente in sposa, secondo l'usanza della famiglia reale egizia, al proprio fratello Ahmose I, secondo successore di Seqenenra Ta'o (dopo il breve regno del fratello, o zioFranco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003 pp. 229-30. ISBN 88-452-5531-X., Kamose) - siccome i suoi titoli furono quelli di "Sposa del re" (hmt-niswt-wrt), "Figlia del re" (s3t-niswt) e "Sorella del re" (snt-niswt)Aidan Dodson & Dyan Hilton, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Thames & Hudson (2004) ISBN 0-500-05128-3, p.128.Grajetzki, Ancient Egyptian Queens: A Hieroglyphic Dictionary, Golden House Publications, 2005.. Fu sorellastra dell'importante "Grande sposa reale" (e "Divina Sposa di Amon") Ahmose Nefertari.

Vita e sepoltura Non si sa molto della vita di Ahmose-Henuttamehu. Compare su una stele copiata dall'egittologo Karl Richard Lepsius.

La mummia di Ahmose-Henuttamehu fu scoperta nel 1881, ancora all'interno del sarcofago originale, nel nascondiglio DB320 di Deir el-Bahari, ed è conservata al Museo egizio del Cairo. Fu sbendata ed esaminata da Gaston Maspero nel dicembre del 1882, ed emerse che Ahmose-Henuttamehu morì in tarda età (e con una pessima dentatura). Sulle sue bende furono individuate formule estratte dal Libro dei morti. Fu probabilmente sepolta insieme alla madre Ahmose-Inhapi; i loro sarcofagi furono poi trasferiti nella grotta oggi nota come "DB320", con numerosissime altre mummie regali, dopo l'11º anno di regno del faraone Sheshonq I (ca. 932 a.C.).

La regina Ahmose Henuttamehu comparve in una lista di antenati regali degni di culto, durante la XIX dinastia. Figura nella tomba di Khabekhnet, a Tebe: nel registro superiore, il principe Ahmose-Sipair è rappresentato sulla sinistra, mentre Ahmose-Henuttamehu è la quarta da sinistra, dopo la "Divina Sposa di Amon e Signora delle Due Terre" Ahmose e la "Sposa del re" TuresKitchen, K.A., Rammeside Inscriptions, Translated & Annotated, Translations, Volume III, Blackwell Publishers, 1996..

Note

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