Il caso Wallace riguarda un omicidio per il quale fu condannato e poi assolto il marito della vittima, William Herbert Wallace; la moglie, Julia Dennis, venne trovata assassinata nel 1931 a Wolverton Street nel distretto di Anfield, a Liverpool. La condanna a morte del marito venne annullata per la prima volta nella storia britannica dopo che fu concesso appello alla Court of Criminal Appeal, che alla luce del riesame delle prove contro Wallace ritenne non sufficientemente provato il verdetto di colpevolezza. Il caso, con il suo particolare contesto, è stato a lungo oggetto di molteplici ipotesi e congetture a cui sono stati dedicati numerosi libri, venendo internazionalmente considerato come uno tra i casi di omicidio più misteriosi. L'omicidio rimase irrisolto; attirò notevolmente l'attenzione dell'opinione pubblica e di esso si occuparono importanti scrittori come Raymond Chandler e P. D. James, venendo ritenuto alla stregua del mistero di Jack lo squartatore.
Il contesto
William Herbert Wallace nacque a Millom, Cumberland, nel 1878. Aveva un fratello e una sorella minori. Dopo aver lasciato la scuola a quattordici anni, iniziò un apprendistato come commerciante di stoffe a Barrow-in-Furness, finito il quale trovò lavoro a Manchester presso la Messrs Whiteway Laidlaw & Company, sartoria delle forze armate britanniche, indiane e coloniali. Nel 1903, dopo 5 anni di servizio, ottenne un trasferimento nella filiale di Calcutta, dove rimase per 2 anni. Su suggerimento del fratello, che viveva a Shanghai, nel 1905 ottenne il trasferimento alla filiale cinese della Whiteway Laidlaw. A causa problemi ricorrenti ai reni, dovette richiedere il trasferimento in Inghilterra nel 1907, dove il rene sinistro gli fu asportato al Guy's Hospital. Poco si sa della vita di Wallace in questo periodo. Ottenne un posto di lavoro presso il Partito liberale ad Harrogate, arrivando a diventare election agent, la persona legalmente responsabile per l'andamento della campagna politica di un candidato. In questo periodo ad Harrogate conobbe Julia Dennis, che sposò nel marzo 1914. Fonti iniziali stabilirono che i due erano coetanei, ma nel 2001 James Murphy dimostrò, dal certificato di nascita originale della donna, che aveva in realtà diciassette anni più di Wallace. Il padre della Dennis era un agricoltore che, divenuto alcolista, fu ridotto sul lastrico e viveva a Northallerton. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, furono sospese le elezioni e Wallace dovette nuovamente cercare lavoro. Grazie all'aiuto del padre riuscì a diventare addetto al recupero crediti presso la Prudential Assurance Company a Liverpool. I Wallace si trasferirono a Liverpool, nel quartiere di Anfield, nel 1915. Durante gli anni venti affiancò a tale lavoro quello di professore part time di chimica presso il Liverpool Technical College. Gli hobby con cui passava il tempo includevano la botanica, la chimica e gli scacchi, imparò a suonare il violino per accompagnare la moglie, che era pianista, nelle serate musicali che organizzavano presso la loro casa, al 29 di Wolverton Street.
L'omicidio
Wallace, all'epoca cinquantaduenne, nel pomeriggio del 19 gennaio 1931 si recò a un appuntamento presso il club degli scacchi,Murder in the 1930s p. 42 per una partita già programmata. Dopo essere arrivato gli fu comunicato un messaggio telefonico destinato a lui e ricevuto circa 25 minuti prima che arrivasse: comunicava che Wallace si sarebbe dovuto recare il giorno dopo al 25 di Menlove Gardens Est,Murder in the 1930s p. 44 a Liverpool, all'incirca alle ore 19:30, per discutere di una polizza assicurativa con un signore che disse di chiamarsi "R.M. Qualtrough".
Il giorno dopo Wallace si recò con un tram a sud della città all'ora richiesta, solo per scoprire che a Liverpool esistevano Menlove Gardens Nord, Sud e Ovest, ma non Est. Chiese informazioni lungo il percorso a un giornalaio e ad un poliziotto, ma nessuno seppe aiutarlo a trovare l'indirizzo. Fece anche una telefonata al 25 di Menlove Gardens Ovest, e chiese informazioni a diversi passanti, senza successo.
Dopo aver cercato nel quartiere per circa 45 minuti, ritornò a casa.Murder in the 1930s pp. 43-44 I suoi vicini, i Johnston, che stavano uscendo quella sera, incontrarono Wallace nel vialetto, mentre si lamentava di non riuscire a entrare in casa né dalla porta davanti né da quella sul retro. Mentre lo guardavano, Wallace riuscì ad aprire la porta sul retro. Dentro casa trovò il corpo della moglie Julia, uccisa da violenti colpi alla testa, nel salotto.
Le indagini Due settimane dopo l'omicidio Wallace venne arrestato. Rilasciò quindi due deposizioni volontarie, nonostante non fu mai interrogato dalla polizia in maniera approfondita. Gli fu ordinato però di presentarsi ogni giorno negli uffici della polizia investigativa dove gli venne chiesto se la famiglia aveva una donna delle pulizie, se avesse domandato all'uomo che al club degli scacchi gli aveva riferito il messaggio, se l'ora fosse effettivamente giusta, e se avesse parlato con qualcuno mentre cercava l'indirizzo che gli era stato dato. La polizia aveva scoperto che il telefono da cui era partita la chiamata era a soli 300 metri da casa di Wallace, nonostante la persona che ricevette la telefonata fosse abbastanza certa del fatto che non era lui ad aver telefonato. Ciò nonostante, la polizia iniziò a sospettare che "Qualtrough" fosse in realtà Wallace stesso.
La polizia era inoltre convinta del fatto che era possibile per Wallace uccidere la moglie e avere ancora il tempo di recarsi al punto in cui prese il tram. Tentarono di provarlo facendo fare lo stesso percorso a un detective giovane e allenato, una cosa che il 52enne con problemi fisici William Wallace difficilmente sarebbe riuscito a imitare. L'ora della morte fu anticipata di un'ora e mezza dalle 20 alle 18.30, nonostante non ci fossero prove che consentissero di effettuare questo spostamento orario con certezza.
Altro rompicapo nell'omicidio era rappresentato dal fatto che gli esami forensi avevano rivelato che l'assassino doveva per forza essersi sporcato del sangue della vittima, data la natura brutale dell'aggressione. Il vestito che Wallace stava indossando la sera dell'omicidio fu esaminato attentamente e non mostrava tracce di sangue. La polizia arrivò dunque alla teoria che un mackintosh, che fu inspiegabilmente trovato sotto il cadavere di Julia, era stato indossato da Wallace, nudo, per coprirsi dagli schizzi di sangue mentre compiva l'omicidio. Furono inoltre analizzati la vasca da bagno e i tubi di scolo della casa, che non mostravano alcuna traccia di recente utilizzo, e nessuna goccia di sangue.
Processo e appello Wallace fu accusato di omicidio, nonostante avesse ripetutamente negato di avere a che fare con la vicenda, e processato. Il Prudential Staff Union ritenne che Wallace fosse innocente e finanziò la sua difesa. Nonostante le prove contro di lui fossero unicamente circostanziali, e le dichiarazioni di un ragazzo del luogo che consegnava il latte — che era certo di aver parlato con Julia Wallace pochissimo tempo prima dell'uscita di casa del marito per andare a prendere il tram — Wallace fu giudicato colpevole dopo un'ora di discussione, e condannato a morte.
Tuttavia, per la prima volta nella storia giuridica della Gran Bretagna, nel maggio 1931 la Court of Criminal Appeal annullò il verdetto con la motivazione che "non fosse supportata da prove sufficienti", e Wallace fu così assolto.Murder in the 1930s p. 51
Dopo il successo dell'appello,(1931) 23 Cr App Rep 32 Wallace ritornò al lavoro nelle assicurazioni ma l'opinione pubblica della zona dove viveva e lavorava riteneva che fosse colpevole. Molti dei suoi precedenti clienti lo evitarono; ricevette lettere di odio e minacce. Persino i ragazzini intonavano una filastrocca: Julia Julia what happended to Julia? She's was chopped up! Chop Chop Chop. Killy Willy (Julia, Julia, cosa è successo a Julia? È stata fatta a pezzi! Taglia, taglia, taglia. Killy Willy). Wallace fu costretto a trovare un lavoro da impiegato nella sede centrale dell'azienda. Si spostò poi a vivere in un bungalow a Bromborough.
Meno di due anni dopo, e mentre lavorava ancora al 'The Pru', nel febbraio 1933, William Herbert Wallace morì a 54 anni di uremia e pielonefrite all'ospedale di Clatterbridge .
Nessun'altra persona fu accusata dell'omicidio, che rimane ufficialmente irrisolto.
Teorie Negli anni sessanta, Jonathan Goodman, uno scrittore di gialli, fece indagini che lo portarono a un uomo che lavorava con Wallace al Prudential. Quest'uomo aveva fatto dei lavori di riscossione per Wallace nel 1928 mentre Wallace era malato. Wallace aveva le prove che il giovane non aveva versato tutti i premi riscossi. Ciò nonostante, Wallace non passò queste informazioni al Prudential. Circa un anno dopo il giovane lasciò la compagnia per un'altra compagnia di assicurazioni. Conosceva Julia Wallace molto bene. Goodman lo menzionò, senza farne il nome, nel suo libro The Killing of Julia Wallace.Jonathan Goodman, The Killing of Julia Wallace, 1969, Harrap, , . Nel 1980, Roger Wilkes, editore, fece delle indagini sul caso per un programma radio che sarebbe andato in onda per il cinquantesimo anniversario del crimine nel 1981. Apprese che il sospettato da Goodman aveva fornito alla polizia un alibi per l'omicidio. L'alibi sarebbe stato una donna che frequentava. Dopo la morte di Wallace tuttavia, la donna si disse pronta a giurare che l'alibi dell'uomo fosse falso. Wilkes scoprì inoltre che la notte dell'omicidio, l'uomo era stato in un garage della zona. Aveva usato il getto d'acqua ad alta pressione per pulire la macchina dentro e fuori, e un meccanico del garage aveva notato un guanto sporco di sangue nell'auto.Unsolved Murders and Mysteries, edited by John Canning, , — Wallace story written by Colin Wilson. Wilkes cercò di rintracciare l'uomo, ma scoprì che era morto qualche mese prima. Il suo nome era Richard Gordon Parry,nato il 12 gennaio 1909 a Liverpool, morto il 14 aprile 1980 a Llangernyw, Galles. un giovane impiegato nell'impresa di Wallace. Nel 1931 Parry era un giovane di 22 anni, in possesso di una macchina, e con uno stile di vita che lo portava sempre a essere a corto di soldi. Wilkes riteneva che Parry sapesse che le riscossioni di Wallace sarebbero state quel giorno a casa di Wallace in una scatola. Dal momento che conosceva di persona la moglie, non sarebbe stato un problema per lui farsi aprire, dopo aver effettuato la chiamata al club degli scacchi per far uscire William di casa. Wilkes fece il nome di Parry nella radio, e sviluppò la sua teoria in un libro.Wallace: The Final Verdict, 1984, by Roger Wilkes, Grafton, , In un articolo sul Sunday Times Magazine dell'ottobre 2013, la scrittrice P.D. James fece riferimento alle conclusioni di Goodman e Wilkes, ma ipotizzò che Parry si finse "Qualtrough" con la chiamata al club di scacchi per vendicarsi di Wallace che lo aveva dipinto come disonesto con i suoi colleghi. Concluse che Wallace era effettivamente l'assassino, e che si era coperto nel mackintosh trovato sulla scena del crimine, e che sarebbe stato assolutamente possibile per lui compiere il delitto nei tempi ipotizzati quella sera. Credeva che "alla fine giustizia è stata fatta, anche se solo quella fallace degli uomini". Detto questo non ci furono prove che Wallace avesse denunciato Parry, né che lo avesse ricattato.