Gli aggettivi di relazione (AR) sono una classe di aggettivi che, piuttosto che qualificare il nome (come gli aggettivi qualificativi), indicano una relazione tra il nome che determinano (N1) e un altro nome da cui sono derivati e che traspongonoLa trasposizione è il fenomeno per cui un lessema passa da una categoria grammaticale ad un'altra senza modificare nessuna delle sue proprietà (cfr. ). (N2).

In tal senso, pur essendo morfologicamente degli aggettivi, essi vanno interpretati semanticamente come sostantivi (strutture di questo tipo, individuate inizialmente da KuryłowiczIn Derivation lexicale et derivation syntaxique, 1936., sono state chiamate "trasposizioni" da MarchandIn The Categories and Types of Present-Day English Word Formation, 1969.)..

Esempi di aggettivo relazionale sono pensiero filosofico, politica culturale, risorse idriche, fauna ittica, prodotti caseari, economia francese, inferno dantesco, poesia stilnovista.

Gli aggettivi di relazione sono detti anche aggettivi relazionali o traspositivi o, ancora, complementativo-relazionali..

Caratteristiche generali Il rapporto semantico tra N1 e N2 è di natura oggettiva ed estrinseca.. Ad esempio, quando si parla di calore solare, si intende calore del Sole: qui solare non rinvia a una proprietà di un certo calore, ma a un'entità distinta, cioè, in questo caso, il Sole (N2, che è il nome trasposto). Altrettanto, in sistema nervoso, l'aggettivo relazionale nervoso non rinvia ad una proprietà del referente sistema, ma a un sintagma nominale che significa un sistema che ha a che fare con i nervi.

Se invece si parla di una ragazza solare, in questo caso solare è un aggettivo qualificativo (AQ), perché il parlante conferisce ad esso un valore soggettivo. La natura qualificativa o relazionale di un aggettivo non è quindi intrinseca, ma dipende dal contesto.

Nel caso di calore del sole, anche la preposizione del viene trasposta, senza però conservare specificamente il proprio contenuto semantico. Esistono però casi in cui anche il contenuto semantico della preposizione viene conservato nella trasposizione..

La sua funzione prettamente denotativa, per cui "l'aggettivo di relazione", come scrive Luca Serianni, "è portatore di un'informazione oggettiva, non marcata emotivamente o stilisticamente", fa sì che nell'italiano contemporaneo risulti posposto al nome che modifica..Vi sono esempi di anteposizione dell'aggettivo relazionale nell'italiano letterario già in Boccaccio e ancora in Vittorini ("l'africano mare"), mentre oggi questo uso è quasi del tutto scomparso (cfr. ).

Gli aggettivi relazionali costituiscono, al pari dei qualificativi, una classe aperta, suscettibile cioè di espansione.. Hanno spesso funzione classificatoria (cioè restrittiva), per cui sono largamente usati nei linguaggi settoriali e hanno spesso forma dotta (ad esempio, bellico deriva dal latino bellum, 'guerra'). La trafila dotta è preferita anche in rapporto ai prefissi (ad esempio, post- per dopo)..

Proprietà distintive Gli aggettivi relazionali vengono identificati (e distinti dagli aggettivi qualificativi o AQ) in base a diverse proprietà: da un punto di vista morfologico, sono dei denominali formati con l'aggiunta di morfemi suffissali (come quelli italiani -oso, -ico, -ista, -istico, -(i)ano, -ale ed altri);. da un punto di vista semantico, conservano il significato del nome che traspongono e aggiungono al nome a cui vengono associati (N1) una relazione di contiguità o di pertinenza con il nome da cui derivano (N2); da un punto di vista sintattico, possono rappresentare la trasformazione di un sintagma preposizionale (SP), secondo lo schema N1 + preposizione - N2 (ad esempio, serata di musica) → N1 + aggettivo di relazione (serata musicale)..

Tra queste proprietà, quella semantica è la più importante per distinguere la natura relazionale di un dato aggettivo. Va comunque detto che nella trasposizione da sintagma preposizionale ad aggettivo relazionale, il rapporto semantico con N1 può variare. In tal senso, le sigarette nazionali non sono semplicemente le 'sigarette della nazione', ma, più in particolare, quelle prodotte dai monopoli dello Stato. Lo stesso N1, quando è modificato dall'aggettivo relazionale, spesso non è usato in senso proprio, ma in senso lato, e contribuisce all'enunciato con tutta la sfera di significati e relazioni che può evocare. Così, il sintagma nominale vita mondana può non riferirsi alla 'vita trascorsa nel mondo' (in opposizione alla vita ultraterrena del linguaggio religioso), ma ad un insieme di eventi che fanno parte della vita di società.

La ricognizione morfologica è meno efficace (ad esempio, il morfema -oso è presente sia in gioioso, denominale da gioia, sia in nervoso). In generale, i suffissi degli aggettivi relazionali hanno la funzione di legarsi ad una radice nominale N per formare un aggettivo dal significato 'ha a che vedere con N'. Detto altrimenti, i suffissi degli aggettivi relazionali trasformano un nome in aggettivo: da un nome si passa ad un elemento modificatore di un altro nome. Al di là di questo mutamento di categoria sintattico-lessicale, non ci sono conseguenze semantiche.. Il rapporto tra un determinato e un aggettivo relazionale può quindi essere interpretato sul piano semantico come un nome che modifica un altro nome.Come notato da Judith N. Levi in The Syntax and Semantics of Complex Nominals. Così, in lingua inglese, industrial output ('produzione industriale') corrisponde a industry output (altrettanto, cellular structure = cell structure, 'struttura cellulare'; senatorial leadership = senate leadership, 'vertici del senato').. Si tratta della stessa funzione svolta in genere dalle preposizioni (la produzione industriale = la produzione dell'industria): anche le preposizioni traspongono i nomi in un'altra categoria sintattica. Nei sintagmi nominali del tipo muscle fiber ('fibra muscolare', analogo a industry output), non c'è alcuno strumento morfologico che indichi il mutamento della categoria sintattica di muscle (da nome ad aggettivo); il mutamento è segnalato solo dalla posizione immediatamente precedente al nome modificato, il che rinvia alla completa assenza di tratti semantici aggiunti.. Esistono, insomma, tre procedimenti per ottenere lo stesso scopo, fra loro virtualmente commutabili, ma caratterizzati da frequenze diverse. In italiano prevale l'uso di aggettivi relazionali (dolore muscolare) o di sintagmi preposizionali (dolore del muscolo), ma esiste anche il formato N1 + N2 (busta paga = 'busta della paga'). In inglese si opta ora per l'uno ora per l'altro: AR(←N2) + N1 (muscular effort, 'sforzo muscolare'), N2 + N1 (muscle ache, 'dolori muscolari') o N1 + SP(P+N2) (display of muscles, 'sfoggio di muscoli')..

I qualificativi aggiungono una qualità, una proprietà a un nome. Una proprietà può essere graduata con avverbi intensificatori come molto, poco ecc. Non così il rapporto con un'altra entità. Gli aggettivi relazionali, dunque, al pari dei sostantivi, non tollerano gradazione. Risultano quindi agrammaticali sintagmi come *un calore poco solare, *un sistema piuttosto nervoso, così come sono agrammaticali *tavolissimo, *molto armadio, *un poco orologio.. In costruzioni comparative, altrettanto, non è possibile usare aggettivi relazionali (*questa legge è meno nazionale di quest'altra; *questo intervento è chirurgico quanto quest'altro; *un sistema nervosissimo). Una conseguenza della non graduabilità degli aggettivi di relazione è il fatto che essi non possono esprimere polarità: la polarità è, infatti, caratteristica di coppie di aggettivi predicativi che occupano diverse posizioni della stessa scala (basso, ..., alto; magro, ..., grasso): uno degli aggettivi della coppia individua i valori più bassi dello standard, l'altro i valori uguali o superiori allo standard. Ora, la negazione di un aggettivo qualificativo (non alto) rinvia alla parte opposta della scala di riferimento. Dalla negazione di un aggettivo relazionale, invece, non è possibile alcuna chiara implicazione, se non il riferimento generico a tutto ciò che non è ricompreso dal nome trasposto (un intervento non-bellico è in relazione con tutto ciò che genericamente non è guerra)..

Gli aggettivi relazionali, a differenza di quelli qualificativi, concorrono a determinare il referente. Se parliamo di un palazzo cadente, designiamo un oggetto che appartiene alla categoria dei palazzi e, oltre a ciò, è cadente. L'AQ cadente qualifica il nome palazzo, ma non ne modifica radicalmente il significato, perché lo stato fisico di un palazzo non è un tratto costitutivo del significato della parola palazzo. Al contrario, se parliamo di un palazzo arcivescovile, non designiamo un palazzo qualsiasi che sia occasionalmente sede di un arcivescovo (come accade per palazzo di un arcivescovo), ma il membro di una categoria di palazzi a sé, i palazzi arcivescovili. Altrettanto, se si parla di infezione renale, l'aggettivo renale individua una tra le diverse infezioni esistenti. In altre parole, l'informazione veicolata da renale è essenziale alla referenza corretta. Gli aggettivi relazionali hanno quindi una funzione restrittiva: essi, cioè, restringono la porzione di entità che il sintagma nominale che li ospita può indicare. Nelle parole di Michèle Noailly, essi hanno la funzione di "delimitare un sottoinsieme" e di "operare una sottocategorizzazione"Michèle Noailly, L’adjectif en français, Paris/Gap, Ophrys, 1999, p. 98, citato in .. Per questa ragione, non possono neppure avere funzione di apposizione, cioè di informazione aggiuntiva, posta spesso dopo una pausa o una virgola. Se è grammaticale

non lo è invece

Charles Bally ha parlato di trasposizione semantica con riferimento all'utilizzo di un aggettivo relazionale come aggettivo qualificativo, nel caso il parlante vi attribuisca un valore soggettivo. Ad esempio, in vegetazione tropicale, l'aggettivo relazionale tropicale è il frutto di una trasposizione funzionale da 'che si trova ai tropici'. In calore tropicale, invece, la struttura profonda è 'un caldo come quello che si trova ai tropici'. È possibile ipotizzare movimenti in senso contrario (qualificativi usati come relazionali), come nel caso di amoroso (da gesto amoroso a avventure amorose).

Criteri solo parzialmente univoci per discernere il valore qualificativo o relazionale di un aggettivo in un dato enunciato riguardano: L'impossibilità per gli aggettivi relazionali di formare avverbi di modo, se non in un senso generico, come 'rispetto a', 'per mezzo di', 'dal punto di vista di' (ad esempio, sintatticamente, politicamente ecc.; una mossa politicamente sbagliata è tale 'dal punto di vista della politica'.). Vi sono però anche qualificativi che non formano avverbi di modo.. L'impossibilità per gli aggettivi relazionali di sostantivarsi (com'è invece possibile per qualificativi come il bello, il vero ecc., dove le qualificazioni diventano nozioni generali e astratte, definite da Pier Gabriele Goidanich "esistenze ideali"). In realtà, anche per i relazionali è possibile una sostantivazione, che consiste nell'ellissi del determinato, con il determinante che conserva l'intero significato dei due elementi e può essere volto al plurale (la cattedrale, la statale, gli statali ecc.), cosa non possibile per le "esistenze ideali". In ogni caso, non tutti i qualificativi possono sostantivarsi. L'impossibilità per gli aggettivi relazionali di far parte del predicato nominale, del complemento predicativo del soggetto o del complemento predicativo dell'oggetto. Sono infatti agrammaticali *questo trapianto è cardiaco, *questo trapianto è considerato cardiaco, *ritengo questo trapianto cardiaco. Analogamente, una persona immodesta è 'una persona che non è modesta'; gli aggettivi relazionali, invece, non possono prendere il prefisso negativo in- e vengono negati, piuttosto, attraverso non (*organizzazione instatale, organizzazione non statale; *tennis improfessionale, tennis non professionale).