La pagina illustra la storia dell'architettura barocca in Abruzzo, dal XVII secolo al XVIII secolo.
Del barocco abruzzese, che iniziò ad essere introdotto già nel XVII secolo, all'Aquila, Teramo, Lanciano e Vasto, rimane molto poco. Un fatto è dovuto alle distruzioni catastrofiche nell'aquilano e nel sulmonese provocate dai terremoti, con l'aggiunta della distruzione di molti centri della Marsica con il terremoto di Avezzano del 1915; il secondo fattore è dovuto al fatto di ricostruzione totale degli impianti di diverse chiese non toccate dai terremoti, per decisioni di arcipreti, vescovi, e altri. E ciò ha riguardato molte chiese di Chieti, Lanciano, che prima erano state soltanto abbellite parzialmente da aggiunte barocche nel XVII secolo, e che nel secolo successivo furono ricostruite quasi daccapo nell'impianto e nell'impaginato architettonico decorativo, con stucchi, pennacchi, fregi, colonnati a capitelli mistilinei e corinzi, e quant'altro.
L'unico vero esempio di architettura barocca, risalente alla metà del XVII secolo, è la chiesa del Carmine con il relativo palazzo vescovile di Vasto, commissionata dal don Diego I d'Avalos, con l'interessante impianto a croce greca longitudinale, lievemente allungata, seguita dalla chiesa dell'Addolorata in piazza Rossetti.
Caratteristiche del barocco abruzzese I modelli Massimi esponenti: Giovanni Antonio Fontana, Pietro Fantoni (attivo a Sulmona nei cantieri della Santissima Annunziata e Santa Chiara), Giovan Francesco Leomporri, Carlo Buratti, Giambattista Gamba (stuccatore ticinese di Penne), Giovan Battista Gianni, Carlo Piazzola, Girolamo Rizza, Michele Clerici, Giuseppe Valadier, Sebastiano Cipriani, Eugenio Michitelli (tra barocco e neoclassico).
Modelli: Chiesa del Gesù di Roma per le chiese abruzzesi della Compagnia del Gesù e non, come nel caso della chiesa della Trinità di Popoli Terme (PE); Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte per le chiese sulmonesi; Chiesa di Santa Maria all'Aventino di Roma (per le chiese dell'ordine Gerosolimitano, come Penne); Francesco Borromini e scuola, per il maestro della facciata dell'abbazia di Santo Spirito al Morrone; scuola lombardo ticinese per le chiese di Penne (Santa Maria in Colleromano, convento del Carmine, chiesa dell'Annunziata), interni delle chiese della provincia di Chieti (Lanciano, Chieti), interni delle chiese di Città Sant'Angelo (Sant'Agostino, San Bernardo, Santa Chiara).
Scuola di Giovan Battista Gianni Giovan Battista Gianni: influenzato alle architetture lombardo-ticinesi e dal barocco milanese, realizza l'impianto del convento di Santa Chiara di Gagliano Aterno (1685); il primo modello rappresenta il programma di architettura di Gianni, la volta a botte lunettata a navata unica, con altari laterali, da impreziosire con decorazione di pennacchi e stucchi preso le eventuali cupole, la trabeazione continua, la scansione in pilastri con capitelli corinzi, altari laterali e nicchie monumentali a cappella.
Altre opere di Gianni: impianto della basilica di Santa Maria del Colle di Pescocostanzo, lasciando le tre navate e aggiungendovene due laterali, più il cappellone monumentale e l'altare di Sant'Antonio (1691-93); uso della doppia colonna, tipica di Gianni, per l'altare di Sant'Antonio, andamenti sinuosi e spezzati del timpano a coronamento mistilineo, uso dei medaglioni a stucco per il cappellone del Sacramento nella basilica di Pescocostanzo. Altre opere a Penne: rifacimento dell'impianto dei monasteri femminili di San Giovanni Gerosolimitano e Santa ChiaraAntonio Di Vincenzo, , Italia Nostra - Penne 2011, poi chiese di San Domenico, Santa Maria in Colleromano (compresa facciata, poi smantellata nel 1955), San Giovanni Evangelista, in collaborazione con il muratore Francesco Augustone, anche della chiesa dei Celestini andata distrutta nel XIX secoloV. Gentili, Quadro della città di Penne, Napoli 1832, p. 11. A Chieti nel 1695 ca: collegio delle Scuola Pie dei Padri Scolopi, attuale San Domenico Nuovo al corso Marrucino, chiesa di San Gaetano sopra Santa Caterina, oratorio del Sacro Monte dei Morti presso la Cattedrale di San Giustino, cappella di Sant'Antonio da Padova presso la chiesa di San Francesco al Corso.
Rifacimento totale dell'interno della chiesa di San Domenico a Penne (1722-30), con Domenico Poma, con nicchioni, impianto longitudinale con volta a botte, altari laterali e cappellone del Rosario, coro superiore. Probabilmente Gianni lavorò alle cappelle laterali del nuovo interno barocco di Santa Maria di Collemaggio, dopo il terremoto del 1703, che furono smantellati in seguito nel 1968 da Mario Moretti; realizza gli stucchi del cappellone di San Pietro Celestino (1706).Bartolini Salimbeni, Sviluppi dell'architettura barocca a Penne, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, L'Aquila 1980, pp. 320, 323
Atri: il Gianni lavora alla chiesa di San Francesco, Santa Reparata accanto al Duomo, Santa Chiara, San Domenico. San Francesco al corso è la prima chiesa ad essere modificata seguendo i modelli della Controriforma, con grande navata centrale voltata a botte e cappelle laterali. Santa Reparata: a croce greca longitudinale.
Gli epigoni di Gianni Girolamo Rizza e Carlo Piazzola, che ampliano il concetto del Gianni degli altari monumentali laterali, compreso il capo altare, con fastose decorazioni della macchina a tempietto classico, con colonne binate, capitelli, putti, angeli e santi, e cornici a timpano curvilineo spezzato ad andamento sinuoso e mistilineo: Interno della chiesa di Sant'Agostino - Lanciano - metà 700 Interno della chiesa di Santa Lucia - Lanciano: ex cappella dell'Addolorata, ora della Divina Misericordia Interno della chiesa del Purgatorio - Lanciano Interno della - Città Sant'Angelo Interni e stucchi della chiesa di San Giovanni Evangelista - Penne (metà '700)
I tabernacoli
La macchina monumentale del tabernacolo ligneo, opera principalmente di frati marangoni dei conventi dei Cappuccini, fu usata anche nelle chiese dei Frati Francescani, da ricordare il tabernacolo monumentale della chiesa di San Francesco a Castelvecchio Subequo. Si suddividono in quello a tempietto, e in quello a macchina a forma di tempio classico greco, incassato nell'altare maggiore. I fratelli Marangoni furono attivi in Abruzzo dal XVII al XVIII secolo, provenienti dalle Marche o dall'Umbria, si ricordano Giovanni Palombieri, Marco da Sulmona, frate Felice da Teramo che fu ritenuto il principale maestro di questa cerchia, e Stefano da Chieti, che furono attivi nei conventi dei Cappuccini di Teramo, Atri, Chieti, Guardiagrele, Pescara (l'ex convento di San Giuseppe nell'area dell'ospedale civile, il cui tabernacolo fu poi spostato nella basilica della Madonna dei Sette Dolori) Ortona, Lanciano, L'Aquila (il tabernacolo dell'ex chiesa di San Michele sopra cui fu eretto l'Emiciclo è ora presso il convento di Santa Chiara, e poi realizzarono quello di Santa Maria della Misericordia), Vasto, Sulmona, Caramanico Terme e Avezzano e FontecchioPer una accurata ricerca storica vedi Luigi Del Vecchio, Fratelli Marangoni e tabernacoli lignei. Un capitolo di storia cappuccina in Abruzzo, Tabula edizioni, Lanciano 1999
Ovviamente occorre distinguere dai tabernacoli legati ai conventi dei Cappuccini, dotati del tipico tempietto che raccoglieva le pissidi e le maccine archiotettoniche in noce e avorio per contenere le pale d'altare, e i tabernacoli realizzati per altri monasteri, come quelli dei Frati Osservanti, Agostiniani, ecc. Anche il pittore Senbastiano Majewski attivo nel teramano e nel chietino realizzò pale d'altare per tabernacoli imponenti, come quello del cappellone di San Berardo nella Cattedrale di Teramo.
Si ricordano (lista parziale): Tabernacolo della chiesa di Sant'Agostino - Lanciano - Guardiagrele, anonimo, coevo del tabernacolo dei Cappuccini a Chieti Tabernacolo di San Francesco - Convento di San Francesco - Castelvecchio Subequo - Loreto Aprutino Tabernacolo della chiesa di San Bartolomeo dei Cappuccini - Lanciano - Guardiagrele, con coro ligneo dei frati - Sulmona - Campli - Teramo - Giulianova
Architetture barocche del XVII secolo Lista parziale, si tratta di architetture medievali e rinascimentali-manieristi, che hanno visto l'abbellimento, e l'aggiunta di altari, tabernacoli e organi barocchi, spesso provenienti dalle botteghe Salvini di Orsogna (CH), o dalle botteghe dei maestri di Ascoli Piceno per il teramano.
Interno dell'abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli - impianti Interno della chiesa di San Giovanni Gerosolimitano dei Cavalieri di Malta - Penne impianto Cappella del Rosario (distrutta nel 1944) della chiesa di San Domenico (Penne), riadattata nel XIX secolo a teatro pubblico Cattedrale di San Giustino - Chieti - Imbarocchimenti degli interni, prima dei cantieri della metà del XVIII secolo Ex abbazia dei Santi Vito e Salvo a San Salvo, imbarocchimenti del XVII secolo della chiesa di San Giuseppe, ex Santa Maria in San Vitale (piazza San Vitale), poi riconsacrata a San Giuseppe sposo di Maria. Gli imbarocchimenti sono stati levati dalle due navate irregolari con la ricostruzione neoclassica della fine dell'800 Chiesa della Congrega del Carmine - Vasto Chiesa del convento dei Cappuccini di Maria Santissima Incoronata - Vasto (loc. omonima) - interni, prima dei restauri degli anni '60 Chiesa dell'Addolorata - Vasto, piazza Rossetti Palazzo d'Avalos - Vasto, portale e cortile, giardino napoletano Cappellone di San Berardo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta - Teramo, opera di Stanislao Battistelli Affreschi del Duomo di San Flaviano - Giulianova, rimossi nei restauri del XX secolo Soffitto ligneo della chiesa di Santa Reparata di Casoli, danneggiato nel 1943, e trafugato nei restauri del 1948-49 Chiesa dell'Annunziata - Sant'Omero Convento delle Clarisse - Atri - interni Ex chiesa di San Comizio - Penne (impianto), Largo San Comizio Chiesa di Santa Maria in Colleromano - Penne - rifacimento della facciata, smantellato nel 1955 Chiesa collegiata di San Pietro - Loreto Aprutino, impianto interno ed esterni Chiesa di San Silvestro e San Giovanni - Pescara (contrada omonima), prima fabbrica, oggi si conserva l'altare Basilica della Madonna dei sette dolori - Pescara, località Colle Marino-Castellammare, prima fabbrica, oggi si conserva l'altare Chiesa di San Rocco - Sambuceto, prima fabbrica, scomparsa dopo il 1944 Cappella di San Rocco, rifatta nel XVIII secolo accanto al palazzo baronale di Federico Valignani - Torrevecchia Teatina Interni della chiesa di Santa Maria delle Grazie del convento domenicano di Francavilla al Mare, distrutta nel 1943 - attuale palazzo San Domenico con museo. Interni della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria - Ortona Affresco bizantino della Madonna di Costantinopoli nella chiesa omonima (attuale sede dell'Opera Salesiana) - Ortona Chiesa di Santa Marina martire - Tollo, distrutta nel 1943-44, zona cimitero Chiesa di Sant'Ignazio del Gesù - Chieti, trasformata nel 1818 nel teatro comunale Battistero del Monsignor Giovandomenico Rebiba, chiesa di San Zefirino a Caldari di Ortona Organi delle chiese delle ville della contea di Teramo: Crognaleto, Fano Adriano, Cortino, Castiglione Messer Raimondo, dei maestri ascolani Chiesa di Santa Maria delle Grazie o San Francesco - Calascio, interni, facciata manierista Chiesa della Madonna Lauretana di Torino di Sangro Chiese delle ville di Lanciano: Santa Maria dei Mesi, affresco della Madonna del Castello, Iconicella Sagrestia della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano, all'epoca il prolungamento della chiesa medievale, con le due navate barocche Palazzo arcivescovile di Lanciano, lato via Finamore Palazzo Belprato, Anversa degli Abruzzi - chiesa di Santa Maria delle Grazie, impianto e decori Impianto della chiesa di Santa Maria della Valle - Scanno Impianto della Basilica di Santa Maria Assunta e oratorio di Santo Stefano, distrutto nel 1943 Portici della piazza Mercato (oggi Plebiscito), distrutti in parte nel 1943-44