Può essere considerato come uno degli ultimi rappresentanti della scuola verista italiana ed ebbe i suoi maggiori successi in campo teatrale, dove attenuò progressivamente l'enfasi verista per giungere a composizioni più meditate e complesse.

La sua opera di maggior successo è Risurrezione, del 1904 che prende spunto dall'omonimo romanzo di Lev Tolstoj.

Il suo nome è tra l'altro legato al completamento, nel 1925-1926, dell'opera Turandot di Giacomo Puccini, rimasta incompiuta alla morte dell'autore.

Biografia

Studiò pianoforte a Napoli con Alessandro Longo, quindi frequentò il Conservatorio di San Pietro a Majella dove ebbe come insegnante di armonia Camillo de Nardis e di composizione Paolo Serrao.

Trasferitosi a Lipsia nel 1895, studiò con Hans Sitt e Salomon Jadassohn; a Berlino nel 1896 iniziò la carriera di pianista e compose la sua prima opera, Miranda.

La Fonte di Enschir, sua seconda opera composta nel 1898, fu accolta freddamente a Breslavia.

In seguito, a Parigi compose per le Folies Bergère i balletti Napoli e Lorenza, che saranno rappresentati con successo l'anno successivo.

Il 30 novembre 1904 venne rappresentata al Teatro Vittorio Emanuele di Torino la sua prima opera importante, Risurrezione, scritta alcuni anni prima quando si trovava a Mosca. Quest'opera di taglio verista dà fama internazionale al compositore, e verrà rappresentata con grande successo a Berlino, Bruxelles, Madrid, Parigi e fuori Europa, tanto da arrivare alle rappresentazioni verso il 1950. Proprio quest'opera fece catalogare il compositore come verista.

Lo stile di Alfano si stava evolvendo sotto l'influenza delle moderne correnti europee e la stessa opera italiana stava acquisendo nuovi timbri sotto l'influsso di Debussy, Nikolaj Rimskij-Korsakov e Richard Strauss.

Tornato in Italia nel 1914, viaggiò e soggiornò in varie città. Nel 1926 a Bordighera nella Villa delle Onde compose l'opera Madonna Imperia. Forse fu in quel periodo che scoprì il romanzo di Giovanni Ruffini Il dottor Antonio, che musicò nel 1953 su libretto di Mario Ghisalberti.

Compose inoltre L'ombra di don Giovanni (1913, rifatta nel 1941 col titolo Don Juan de Manara), La leggenda di Sakùntala (1921, ristrumentata nel 1952), suo capolavoro, e Cyrano de Bergerac (1936).

Morì il 27 ottobre 1954 a Sanremo.

Alcuni suoi cimeli e il pianoforte Steinway sono conservati a Sanremo, presso l'abitazione che fu dell'amico fraterno Giuseppe "Pipin" Ferrari, per lascito testamentario della figlia adottiva Nina Alfano. Il comune di Sanremo ha dedicato a Franco Alfano l'auditorium all'aperto posto nei Giardini Marsaglia.

Incarichi professionali e il finale incompiuto di Turandot Franco Alfano rivestì prestigiosi incarichi: l'insegnamento al Liceo di Bologna, nel 1918 la direzione del conservatorio di Bologna e dal 1923 la direzione del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino che mantenne sino al 1939. In quegli anni fece dei lunghi soggiorni a Bordighera, dove nel 1926 lavorò alla sua opera Madonna Imperia, e a Sanremo. Nel 1940 divenne sovraintendente al Teatro Massimo di Palermo, incarico che mantenne per due anni. Infine fu direttore, tra il 1942 e il 1947, dell'Opera all'Accademia nazionale di Santa Cecilia in Roma e tra il 1947 e il 1950 al conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro.

Nonostante abbia scritto e completato dodici opere (due sono rimaste incompiute), Alfano deve oggi la sua fama unicamente al completamento della Turandot, sulla base degli appunti di Giacomo Puccini. La scelta di far completare l'opera cadde su Alfano e fu dovuta ad Arturo Toscanini ed alla casa editrice Ricordi, sulla base delle affinità che l'opera La Leggenda di Sakùntala aveva con il finale incompiuto di Turandot. Questo compito fu da lui guidato con un profondo rigore morale e una rara onestà intellettuale. Consapevole della responsabilità e dell'ingrato compito di dover misurare il proprio risentimento creativo con l'eredità di Puccini, il compositore non cercò di imporre il proprio ego musicale, ma si propose come un devoto e rispettoso artigiano della partitura. I tormenti e l'umiltà di quei mesi emergono chiaramente in una sua lettera datata 6 agosto 1925:

Nonostante questo estremo rispetto filologico, la versione originale consegnata da Alfano (nota come "Alfano I") andò incontro a un duro scontro artistico e ideologico con Arturo Toscanini. Il direttore d'orchestra, oltre a disapprovare il massiccio sinfonismo di Alfano e a giudicarlo slegato dalla scrittura pucciniana, mal tollerava la vicinanza del compositore al regime fascista, in aperto contrasto con le proprie rigide posizioni antifasciste. Toscanini impose così drastici e mortificanti tagli alla partitura per giungere alla versione ridotta ("Alfano II").

Le tensioni tra i due culminarono nella storica prima assoluta del 25 aprile 1926 alla Scala, quando Toscanini interruppe l'opera dopo la morte di Liù. Alfano, perfettamente consapevole che le sue musiche erano state rimosse per quella recita, scelse dignitosamente di non presentarsi in sala tra il pubblico, assistendo alla serata nascosto nel retropalco del teatro per evitare un'ingiusta umiliazione pubblica davanti alla platea milanese. Nel 1954, nei nastri registrati a sua insaputa (i conversation tapes), Toscanini avrebbe confermato la totale rottura personale avvenuta in quegli anni, dichiarando con asprezza: «Gli ho tolto il saluto alla Scala».

Alfano e la Massoneria Alfano fu membro di una Loggia di Napoli all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia e della Loggia "Giuseppe Mazzini" di Sanremo.Franco Alfano sul sito ufficiale del Grande Oriente d'ItaliaFranco Alfano sul sito Museo virtuale di musica massonica Fu anche membro del Rito scozzese antico ed accettato di cui raggiunse il 33º e ultimo grado.

Considerazioni sull'artista Compositore attento alle novità musicali europee (Debussy e gli impressionisti francesi, Ravel, Strauss, Puccini), nelle sue opere dimostrò di avere ottime capacità di orchestrazione e inventività melodica fluente, qualità riconoscibili nelle sue opere più importanti, in cui si riflettevano la poetica e il carattere musicale del teatro "verista"; La leggenda di Sakuntala, il suo capolavoro, caratterizzato da una strumentazione scintillante ed estremamente raffinata, che avvolge in modo suggestivo un libretto di grande qualità poetica (aspetto caratteristico di tutta la sua produzione operistica); anche le opere meno conosciute rivestono tuttavia una certa importanza, per la cura della veste strumentale, gli impasti coloristici e timbrici e la larga cantabilità.

Interessante è poi la sua produzione strumentale (in particolare, 2 sinfonie) e vocale, aggiornata sugli esempi europei a lui contemporanei, ma di impronta originale e personale: vi si riscontra la delicata poesia musicale che caratterizzava la sua opera maggiore.

Composizioni Opere Miranda, 2 atti, libretto proprio (da Fogazzaro), composta nel 1896 ma non rappresentata La fonte di Enschir, opera seria in 2 atti, libretto di Luigi Illica, Breslavia, Stadttheater, 8 novembre 1898 Risurrezione, dramma lirico in 4 atti, libretto di Cesare Hanau e Camillo Antona Traversi (da Resurrezione di Tolstoj), Torino, Teatro Vittorio Emanuele, 30 novembre 1904 Il principe Zilah, dramma lirico in 1 prologo, 2 atti e 1 epilogo, libretto di Luigi Illica (da Jules Claretie), Genova, Teatro Carlo Felice, 3 febbraio 1909, diretta da Ettore Panizza con Angelo Masini I cavalieri e la bella, 3 atti, libretto di Giuseppe Adami e Tomaso Monicelli, 1910, incompiuta L'ombra di Don Giovanni, dramma lirico in 3 atti, libretto di Ettore Moschino, Milano, Teatro alla Scala, 2 aprile 1914, diretta da Tullio Serafin con Tina Poli-Randaccio ed Amleto Barbieri Nuova versione: Don Juan de Manara, Firenze, Teatro comunale, 12 giugno 1941 La leggenda di Sakùntala, 3 atti, libretto proprio (da Abhijñānaśākuntalam di Kālidāsa), Bologna, Teatro Comunale, 10 dicembre 1921 Nuova versione: Sakùntala, Roma, Teatro dell'Opera, 9 gennaio 1952 (Alfano scrisse questa nuova versione a causa della perdita della partitura durante la seconda guerra mondiale) Madonna Imperia, commedia musicale in 1 atto, libretto di Arturo Rossato (da La Belle Imperia di Balzac), Torino, Teatro di Torino, 15 maggio 1927 L'ultimo Lord, opera semiseria in 3 atti, libretto di Ugo Falena e Arturo Rossato (da Il piccolo Lord di Frances Hodgson Burnett), Napoli, Teatro San Carlo, 19 aprile 1930, diretta da Franco Capuana con Mafalda Favero, Aureliano Pertile e Riccardo Stracciari Cyrano de Bergerac, commedia eroica in 4 atti, libretto in francese di Henri Caïn (da Rostand) e traduzione italiana di Cesare Meano e Filippo Brusa, Roma, Teatro dell'Opera, 22 gennaio 1936 Il dottor Antonio, opera lirica in 3 atti, libretto di Mario Ghisalberti (da Dottor Antonio di Giovanni Ruffini), Roma, Teatro dell'Opera, 30 aprile 1949 Vesuvius, opera radiofonica, libretto di Vittorio Viviani, trasmessa dalla Rai il 13 novembre 1950

Musica orchestrale Suite romantica, 1909 Sinfonia n. 1, 1910 Nel 1953 venne riveduta e riproposta con il titolo Sinfonia classica Danza e finale di Sakùntala, 1923 Himno al libertador Simón Bolívar, per coro e orchestra, 1930 Hic est illa Neapolis, tre pezzi orchestrali, 1932 Sinfonia n. 2, 1933 Sinfonia breve, 1934 Divertimento per orchestra da camera e pianoforte obbligato, 1936 Vesuvius, poema sinfonico, 1946 Danza per orchestra, 1948

Balletti Napoli, Parigi, Folies Bergère, 1900 Lorenza, Parigi, Folies Bergère, 1901 Eliana, azione mimica in quattro parti di Romualdo Pantini sulla musica della Suite romantica, Roma, 1923 Vesuvio, con libretto di Vittorio Viviani sulla musica di Hic est illa Neapolis, Sanremo, 1933

Musica da camera Quatre morceaux per pianoforte, 1898 Quatre danses napolitaines per pianoforte, 1899 Quatre pièces per pianoforte, 1899 Quatre danses roumaines per pianoforte, 1899 Deux pièces per pianoforte, 1900 Cinq danses de Cléo de Mérode per pianoforte, tratte dal balletto Lorenza, 1902 Nostalgia per pianoforte, 1918 Quartetto n. 1, 1918 Sonata per violino e pianoforte in Re, 1923; revisione del 1933 Sonata per violoncello e pianoforte, 1925 Quartetto n. 2, 1926 Concerto per trio d'archi, 1929 Pax, per organo o pianoforte, 1929 Quintetto con pianoforte, 1936 Giorno per giorno per violoncello e pianoforte, 1941; arrangiamento del n.3 di Tre Liriche di Tagore del 1928 Quartetto n. 3, 1943 Nenia per fisarmonica, 1951

Musica vocale Cinq mélodies, 1896 Deux mélodies, 1900 Felicità, su testo di Francesco Pastonchi, 1914 Tre poemi di Tagore, 1918 Sei liriche, su testi di autori diversi, 1919-1922 Tre liriche di Tagore, 1928 Vocalise-étude, 1928 Messaggio, su testo di Saffo, 1932 Tre vocalizzi, 1933 Gelosia, Segreto e Corsa, su testi di Tagore, 1935 Antica ninnananna partenopea, 1935 Nuove liriche tagoriane, 1936 È giunto il nostro ultimo autunno, su testo di Miranda Bona, 1943 Cinque nuove liriche tagoriane, 1948 Tre nuovi poemi, testi di Cesare Meano e Luigi Orsini, 1939

Discografia Risurrezione - Dénia Mazzola Gavazzeni - Orchestre Nationale De Montpellier - Festival Radio France e Montpellier 2002 - Direttore Friedman Layer * Cyrano de Bergerac; William Johns, Olivia Stapp, Gianfranco Cecchele, Miti Truccato Pace, Ezio Di Cesare, Alfredo Giacomotti - Direttore: Maurizio Arena - Orchestra RAI di Torino - Live - 2 CD Opera d'Oro IOD (2004); Risurrezione; Magda Olivero, Giuseppe Gismondo, Nucci Condò, Anna Di Stasio - Direttore: Elio Boncompagni - Live - 2 CD Opera d'Oro IOD (2003);