La storia della Sicilia, l'isola più grande del mar Mediterraneo per superficie e popolazione, è costituita dall'insieme di vicende ed eventi dei popoli autoctoni e delle genti che hanno invaso e abitato il suo territorio. In virtù della sua posizione geografica, al centro del Mediterraneo, essa ha rivestito un ruolo di rilievo negli eventi storici dell’Occidente europeo. L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha contribuito ad arricchire la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia, ma anche di un patrimonio immateriale di tradizioni e culture. Alla storia dell'Isola è legata quella delle isole e degli arcipelaghi ad essa vicini: le Eolie, le Egadi, le Pelagie, Pantelleria e Ustica.
La Sicilia mostra moltissime tracce di una fiorente Preistoria delle (presunte) popolazioni autoctone e di quelle provenienti dall'Oriente e dal nord Europa, in una mescolanza non sempre distinguibile; alle popolazioni umane presenti, si innestarono culture eterogenee come quelle di Stentinello, di Matrensa, di Serraferlicchio (vedi bicchiere campaniforme e i dolmen: questi ritenuti caratteristici di due culture da nord-ovest hanno caratterizzato la fine dell'età del rame. e gli inizi dell'età del bronzo (2200-1900 a.C.). Alla Sicilia dei Sicani e dei Siculi, si aggiunsero, nella parte occidentale e in età protostorica, gli Elimi, e sempre in questa parte furono fondate dai Fenici colonie ed emporia (cioè luoghi adibiti allo scarico, al deposito e alla vendita di mercanzie), che resero ancora più appetibile questa terra grazie ai prosperi commerci che furono intessuti con tutto il bacino del Mediterraneo. Quest’ultime colline, successivamente, divennero territori di Cartagine. A partire dalla seconda metà dell'VIII sec. a.C., fu la volta delle antiche colonie greche.
La storia dell'isola è caratterizzata dall'affermarsi di varie dominazioni, dalle colonie commerciali cartaginesi nella parte occidentale alle colonie di popolamento greche nel resto dell'isola (con il formarsi di una identità siceliota), dalla conquista romana, con l'istituzione di quella che fu forse la prima provincia romana, al dominio barbarico (prima vandalo e poi ostrogoto), dalla conquista bizantina a quella musulmana, con il formarsi di un Emirato di Sicilia (948-1091). Seguì poi il Regno di Sicilia (1130-1816), fondato dal conte normanno Ruggero II, con l'inizio di una monarchia di tipo parlamentare, ed evoluzione della Contea di Sicilia, istituita dopo la conquista dei Normanni capeggiati dagli Altavilla, nel 1071.
A partire dalla prima metà del XII secolo, la Sicilia divenne uno degli Stati più ricchi e potenti d'Europa, esteso dall'Italia meridionale al Regno normanno d'Africa. Con il matrimonio tra l'imperatore Enrico VI di Svevia e la principessa Costanza d'Altavilla, alla fine del XII secolo, il trono del Regno passò agli Hohenstaufen. Conclusosi il regno di Federico II e dei suoi figli, la corona dell'isola passò dagli Angioini, che trasferirono la loro residenza dalla Sicilia a Napoli. Nel 1282, all'indomani della rivolta dei Vespri siciliani, l'isola si staccò dalla parte continentale del regno, diventando uno Stato insulare indipendente, con la dinastia aragonese, che, tramite il matrimonio di Costanza II di Sicilia con Pietro III di Aragona, mantenne i legami di discendenza sia con gli Altavilla, sia con gli Hohenstaufen (il padre di Costanza, infatti, era il re di Sicilia Manfredi, figlio naturale di Federico II). Tra il XIII e il XV secolo, il Regno di Sicilia continuò a mantenersi indipendente e ad avere propri re, tra i quali si distinse Federico III il capostipite dinastia siculo-aragonese indipendente dalla corona aragonese, che regnò dal 1291 al 1337. Questi rese la Sicilia una monarchia parlamentare, in virtù delle Costitutiones del 1296, che restarono in vigore fino alla Costituzione del 1812.
Successivamente, dal 1412, il Regno entrò in unione personale con i sovrani di Aragona e dal 1516 di Spagna con Carlo V d'Asburgo. In questo lungo lasso di tempo, durato circa 300 anni, la Sicilia fu governata dai viceré, che mantennero intatta la forma di Stato concepita dalle Costitutiones di Federico III, salvaguardando le prerogative del Parlamento siciliano. Nel XVIII secolo, il Regno di Sicilia passò prima ai Savoia (1713-1720) e poi agli Asburgo d'Austria (1720-1734), per poi finire nelle mani dei Borbone nel 1735. Durante i lunghi periodi di unione personale con altri Stati, il Regno mantenne sempre la propria indipendenza formale (e per molti aspetti anche sostanziale), assicurata dal Parlamento locale. Tale indipendenza venne però meno nel 1816, anno della fondazione del Regno delle Due Sicilie, e fu temporaneamente restaurata nel breve periodo monarchico-costituzionale (appena quattordici mesi) proclamato dalla Rivoluzione siciliana del 1848 (vedi Regno di Sicilia (1848-1849)).
Nel 1860, la Sicilia fu la prima regione a far parte del futuro Regno d'Italia. Durante la Seconda guerra mondiale l'isola conobbe la stagione del Movimento Indipendentista Siciliano. Come conseguenza delle spinte separatiste, anche in questo caso essa divenne la prima regione italiana ad avere uno statuto speciale: l'autonomia speciale della Sicilia fu approvata, su basi paritetiche tra Italia e Sicilia, ancor prima della nascita della Repubblica Italiana, mediante un regio decreto del 15 maggio 1946.
Periodizzazione
Preistoria Preistoria della Sicilia (Pleistocene - Neolitico)
Età antica Storia della Sicilia preellenica (XIII secolo a.C. - V secolo a.C.) Sicani Siculi Elimi Storia della Sicilia fenicia (VIII secolo a.C. - 241 a.C.) Storia della Sicilia punica (550 a.C. - 241 a.C.) Storia della Sicilia greco-siceliota (735 a.C. - 212 a.C.) Sicelioti Tiranni di Siracusa Siracusani nell'alto Adriatico Storia della Sicilia romana (241 a.C. - 440)
Età medievale
Storia della Sicilia vandala (440-493) Storia della Sicilia erulo-ostrogota (493-555) Storia della Sicilia bizantina (535-963) Sikelia Storia della Sicilia islamica (827-1091) Conquista islamica della Sicilia Emirato di Sicilia (948-1091) Storia della Sicilia normanna (1061-1198) Conquista normanna della Sicilia Gran Contea di Sicilia (1061-1130) Regno di Sicilia (1130-1282) Storia della Sicilia sveva (1194-1266) Storia della Sicilia angioina (1266-1282) Storia della Sicilia aragonese (1282-1516) Regno di Sicilia (1282-1816) Aragona di Sicilia
Età moderna
Storia della Sicilia spagnola (1516-1713) Storia della Sicilia sabauda (1713-1720) Storia della Sicilia austriaca (1720-1734) Storia della Sicilia borbonica (1735-1860) Regno di Sicilia (1735-1816) Regno di Sicilia (1848-1849)
Età contemporanea Storia della Sicilia nel Regno d'Italia (1860-1946) Storia della Regione Siciliana (dal 1946)
Preistoria
La più antica traccia umana rinvenuta nell'isola risale al Paleolitico ed è ubicata nei pressi di Marina di Ragusa, in contrada Fontana Nuova. Si tratta di un riparo sotto roccia che si apre nei pressi di un crinale roccioso a circa dalla costa, a sul livello del mare. Il riparo naturale è largo , profondo , ed alto fino a in alcuni punti. Qui fu reperito diverso materiale litico (raschiatoi e lame da taglio). I 212 reperti archeologici (136 strumenti in selce e 76 schegge di lavorazione) sono esposti al museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa. Secondo lo schema del Laplace all'epigravettiano antico risalirebbe un complesso scavato agli inizi del XX secolo nei pressi di Canicattini Bagni, alcuni ritrovamenti nell'entroterra siracusano e nella grotta Niscemi nel palermitano. In questa le pareti presentano incisioni rupestri zoomorfe. Al cosiddetto epigravettiano evoluto, la grotta di Cala dei Genovesi a Levanzo e il riparo di San Corrado nell'entroterra siracusano. All'epigravettiano finale, la grotta di San Teodoro Acquedolci, la grotta Corruggi (presso Pachino), la grotta Mangiapane e il riparo del Castello di Termini ImereseLes subdivisions du Leptolithique italien. Étude de typologie analityque, BPI, LXXIII, 1964, pp. 25 ss..
La presenza umana nell'area palermitana è attestata sin dall'epoca preistorica dai graffiti e dalle pitture rupestri delle grotte dell'Addaura: figure danzanti in un rito magico propiziatorio, forse "sciamani" di un popolo non identificato che abitò l'isola. La grotta del Genovese, nell'isola di Levanzo fu abitata dall'uomo tra i e i anni prima di Cristo. Altre grotte dell'isola, dei Porci, di Cala Tramontana, di Punta Capperi hanno fornito materiale risalente al paleolitico superiore. L'analisi stratigrafica al carbonio-14 ha indicato l'anno 9230 a.C. (epigravettiano evoluto): la presenza nella sequenza stratigrafica di un frammento calcareo di notevoli dimensioni, con un bovide inciso, di stile del tutto affine alle raffigurazioni parietali sulle pareti, ha permesso di ottenere questa datazione assoluta.. La grotta dell'Uzzo all'interno della Riserva naturale orientata dello Zingaro presenta analoghe tracce di insediamento.
Scavi a Lipari hanno prodotto testimonianze stratificate delle civiltà che dal Neolitico (VI millennio a.C.) in poi hanno colonizzato l'isola. Lipari era un centro di produzione di ossidiana e di ceramiche. Significative le rovine di un villaggio neolitico sul promontorio di Capo Graziano a Filicudi. Non è tuttavia ancora chiara l'identità o la provenienza dei primi abitanti dell'isola.
Età antica Colonizzazione fenicia
Il capoluogo siciliano fu fondato come città-porto dai coloni Fenici di Tiro (l'odierno Libano) intorno al 734 a.C. Come luogo d'insediamento scelsero un promontorio di roccia prospiciente il mare contornato da due fiumi che corrisponde alla zona attualmente occupata dalla cattedrale di Palermo e dalla villa Bonanno.
Nel secolo VI la costa occidentale dell'isola apparteneva ai Cartaginesi, fondatori di Zyz, Mozia e di Solunto. Rimaneva importante anche la presenza degli Elimi, che furono i fondatori delle città di Eryx e Segesta.
Colonizzazione greca
La Sicilia entra in modo più significativo nella Storia con la colonizzazione greca, che ha inizio con la fondazione di Naxos per opera dei Calcidesi e di Siracusa per opera dei Corinti, verso la metà dell'VIII secolo a.C. (circa contemporaneamente alla fondazione di Palermo); sempre i Calcidesi, ma in data imprecisata, fondarono Zancle. Naxos, a sua volta fondò Katane e Leontinoi e i greci megaresi fondarono Megara Hyblaea. Nella prima metà del VII secolo a.C. sorsero Gela per opera dei rodio-cretesi e poi Akrai, Kasmenai ed Eloro per opera dei siracusani.
Selinunte ad opera dei Megaresi e Himera ad opera dei Calcidesi-Zanclei sorsero a metà del VII secolo. Esse costituiscono le colonie più occidentali fondate da greci, rispettivamente lungo la costa sud e lungo la costa nord; peraltro nei secoli seguenti l'influenza greca penetrò gradualmente anche a Segesta e in altre località della Sicilia occidentale.
Dal VI secolo a.C. in poi, i greci fondarono nuove colonie all'interno del perimetro già colonizzato. Al principio del VI secolo Akragas fu fondata dai gelesi mentre i siracusani fondarono Kamarina. Verso la metà del VI secolo greci di origine calcidese giunsero a Morgantina, molto addentrata nell'interno dell'isola.
Epoca greco-siceliota Risulta appurato che le ondate migratorie elleniche che interessarono la Sicilia erano costituite soprattutto da individui di sesso maschile (con armi e bestiame) che raramente portavano al loro seguito donne e bambini; di conseguenza, questi uomini, nella stragrande maggioranza dei casi, si congiunsero (spesso con metodi violenti) alle donne sicule e/o sicane presenti sull'isola.