Snam S.p.A. (già Snam Rete Gas S.p.A. fino al 1º gennaio 2012, quando ha ripreso il nome Snam, originariamente acronimo di Società NAzionale Metanodotti) è una società di infrastrutture energetiche con sede centrale a Milano. È il primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale. La società è attiva anche nello stoccaggio (immagazzinamento di gas naturale) e nella rigassificazione del gas naturale liquefatto.
Snam garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti e promuove la transizione energetica con investimenti nei gas verdi (biometano e idrogeno), nell’efficienza energetica e nella tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage). L’azienda crea, inoltre, nuove aree verdi attraverso una società benefit focalizzata su progetti di forestazione urbana.
Snam intende inoltre ridurre le emissioni dirette di gas a effetto serra del 25% al 2027, del 40% al 2030 e del 50% al 2032, per raggiungere la carbon neutrality (100%) entro il 2040, compensando le emissioni che non potranno essere eliminate attraverso progetti di off setting e coinvolgendo anche società partecipate e fornitori. Snam persegue il net zero su tutte le emissioni (incluse quelle indirette) entro il 2050. Il Gruppo lavora poi alla riduzione delle emissioni di gas naturale sui propri asset: nel 2023 Snam ha raggiunto il -55% rispetto al 2015 e ha fissato un target del -64% al 2027. Il modello di business dell’azienda si basa sulla crescita sostenibile, la trasparenza, la valorizzazione dei talenti e delle diversità, la tutela e lo sviluppo sociale dei territori.
La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana.
Storia Snam fu costituita il 30 ottobre 1941, con un capitale sociale di 3 milioni di lire, con il nome "Società Nazionale Metanodotti", con partecipazione di Ente Nazionale Metano (Agip), Regie Terme di Salsomaggiore e Società Anonima Utilizzazione e Ricerca Gas Idrocarburati (SURGI). Le finalità erano la costruzione di metanodotti, e la distribuzione e vendita del gas. In tempo di guerra il metano diventa fondamentale per l’Italia, viene così costruito il primo metanodotto che porta a Lodi e a Milano il gas dei pozzi di Salsomaggiore (Parma). Già all'inizio degli anni '50 esisteva nell'Italia settentrionale una discreta rete di centri metaniferi e di metanodotti.
Con la l. 10 febbr. 1953 nr. 136, all’atto della costituzione dell’ENI, l’impatto della produzione di metano della pianura padana rendeva ancora di grande interesse l’argomento della riserva di esclusiva sulla ricerca e sulla coltivazione degli idrocarburi concessa in quella zona all’azienda di Stato. Ciò si doveva sia al valore economico e industriale della produzione di metano nella pianura padana, sia al significato simbolico che aveva assunto anche nell’opinione pubblica. A tutela delle risorse del sottosuolo di pertinenza dello Stato, l’AGIP aveva infatti ricevuto l’esclusiva sulle risorse dell’area padana in virtù di una legge mineraria che richiedeva di essere aggiornata da tempo.
Articolato alla costituzione in subholdings funzionali per ambito (AGIP mineraria per la ricerca e la distribuzione di petrolio e metano; AGIP per la raffinazione e vendita di prodotti petroliferi e metano; SNAM, Società NAzionale Metanodotti, per il sistema di trasporto dei prodotti; ANIC, per il coordinamento delle attività nella chimica), il gruppo ENI fu così in grado di finanziare la propria crescita attraverso la vendita di gas naturale (rendita metanifera), stimolando anche l’economia nazionale con la fornitura di energia a basso costo.
Nel 1955 fu costituita la Snam Montaggi, che nel 1957 incorporò la SAIP e prese il nome di Saipem; nel 1956 fu costituita la Snam Progetti (divenuta in seguito Snamprogetti) per la progettazione di grandi impianti su terra ferma (onshore), nel 2006 Saipem acquista da Eni la totalità delle azioni Snamprogetti.
Nel 1961 viene avviata la costruzione di due metanodotti in Italia centro-meridionale: il primo trasporta il gas scoperto in provincia di Chieti verso Terni e Roma, il secondo trasporta il metano estratto in Basilicata verso la costa della Puglia. Nel giro di dieci anni, la rete di trasporto del gas raggiunge una dimensione nazionale grazie a un’estensione pari a 8.000 chilometri. Nel 1974, il gas proveniente dai giacimenti della Siberia arriva a Sergnano (Cremona) e, nello stesso anno, è avviato anche il gasdotto di 830 chilometri che consente di importare il gas dal giacimento di Groeningen (Olanda). I gasdotti Snam raggiungono nel 1980 una lunghezza complessiva che sfiora i 15.000 chilometri.
Nel 1983 vengono completati i lavori del Transmed, gasdotto in grado di trasportare il gas di provenienza algerina, attraverso il Mediterraneo e l’Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, per una lunghezza totale di oltre 2.400 chilometri.
Nel 2001, in base alla direttiva europea per la liberalizzazione del mercato del gas, Snam scorporò le attività non legate al trasporto del gas e prese il nome di Snam Rete Gas, mentre il 27 luglio 2001 nacque GNL Italia, controllata al 100%. Nello stesso anno Snam entrò in borsa e dal 2002 fece parte dell'indice S&P/MIB.
Il 12 febbraio 2009, Snam Rete Gas S.p.A. acquistò da Eni S.p.A. il 100% di Italgas S.p.A. per 3,07 miliardi di euro, ed il 100% di Stoccaggi Gas Italia S.p.A., per 1,65 miliardi. Per il pagamento si avvalse di un aumento del capitale sociale per 3,5 miliardi e di un finanziamento di 1,3 miliardi. La chiusura dell'operazione avvenne nel luglio 2009. Venne a crearsi un gruppo con una rete di trasporto gas di 31.500 chilometri, di distribuzione gas di 58.000 chilometri e con una capacità di stoccaggio di 14 miliardi di metri cubi, inclusi 5 miliardi di metri cubi di riserva strategica.
A partire dal 1º gennaio 2012, è avvenuto il cambio di nome da Snam Rete Gas in Snam S.p.A. e, in recepimento delle direttive europee, cede il business del trasporto alla nuova società Snam Rete Gas S.p.A., interamente controllata.http://www.snam.it/it/chi-siamo/struttura-societaria/ Nuova struttura societaria al 01/01/2012 Cambia logo abbandonando il cane a sei zampe di Eni e acquisendo un logo molto simile all'originale degli anni '40.
Snam opera in Italia e all’estero tramite società partecipate, fra cui: Térega Holding S.A.S (Francia), Trans Austria Gasleitung GmbH (Austria), Interconnector e dCarbonX Limited (Regno Unito), DESFA (Grecia, controllato da Senfluga Energy Infrastructure Holding). È tra gli azionisti di TAP (Trans Adriatic Pipeline) e di ADNOC Gas Pipelines, società che detiene per 20 anni i diritti di gestione di 38 gasdotti negli Emirati Arabi Uniti
Ad aprile 2023, Snam ha ricevuto da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) un finanziamento sostenibile da 300 milioni di euro per la realizzazione della Linea Adriatica, gasdotto in corso di realizzazione per incrementare la capacità di trasporto dei punti di entrata nel Sud Italia. La fase 1 del progetto rientra tra le opere da finanziare nell’ambito del RepowerEU Plan.
A maggio 2024, Snam ha ricevuto da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) un finanziamento ESG-linked (legato al raggiungimento di obiettivi sostenibili) da 200 milioni di euro. L’operazione è dedicata al rifacimento del gasdotto Ravenna-Chieti e rafforza l’infrastruttura del trasporto di gas naturale dal Sud al Nord Italia. In un’ottica di sicurezza energetica e decarbonizzazione, sarà compatibile anche con il trasporto dell’idrogeno. Il gasdotto, la cui linea principale sarà completata entro il 2026, sarà interconnesso alla Linea Adriatica in corso di realizzazione.
Il finanziamento ESG-linked da 200 milioni di euro contribuisce al raggiungimento del target di finanza sostenibile stabilito da Snam all’85% entro il 2027.
A maggio 2024, alla presentazione dei dati finanziari del primo trimestre dell’anno, Snam ha rivisto al rialzo le guidance 2024 per quanto riguarda l’EBITDA e l’utile netto, aumentando i target finanziari per il 2024 e anticipando di un anno gli obiettivi previsti dal piano industriale 2023-2027.
Nel marzo 2026, la società ha presentato il Piano Industriale 2026-2030, che prevede investimenti per 14 miliardi di euro destinati al potenziamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e rigassificazione e alla cattura della CO2 tramite il progetto Ravenna CCS. Contestualmente, i risultati d'esercizio relativi al 2025 hanno riportato un utile netto pari a 1,42 miliardi di euro e un margine operativo lordo (EBITDA) di 2,96 miliardi di euro.
Scissione parziale Italgas A partire dal 7 novembre 2016, a seguito della scissione parziale proporzionale di Snam S.p.A., con il trasferimento dell'86.5% della partecipazione detenuta in Italgas Reti S.p.A., ai propri azionisti, Italgas S.p.A. torna ad essere quotata in borsa dopo 13 anni. Dal 2018 viene quindi rinnovata la brand identity dell'azienda, con logo e valori rinnovati che accompagnano l’azienda in nuovi progetti quali la realizzazione di infrastrutture per forniture energetiche stabili e sicure e lo sviluppo del gas come fonte rinnovabile. Il marchio rinnovato segna il passaggio verso il concetto di paesaggio e responsabilità ambientale.
Nel 2024 Snam ha proposto anche il nuovo “ambition statement” (“Infrastrutture energetiche per un futuro sostenibile”) che sottolinea nuovi obiettivi di sostenibilità, tra cui la riduzione delle emissioni per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040 e il “Net Zero” al 2050.
Infrastrutture
Oltre 40.000 km di metanodotti in Italia e all'estero 1 centro nazionale di Dispacciamento a San Donato Milanese 12 impianti di stoccaggio del gas a Brugherio, Bordolano, Cortemaggiore, Fiume Treste, Minerbio, Ripalta, Sabbioncello, Sergnano, Settala, Cellino, Collalto, San Potito e Cotignola 13 impianti di compressione a Masera, Sergnano, Malborghetto, Istrana, Poggio Renatico, Minerbio, Terranuova, Gallese, Melizzano, Montesano, Tarsia, Messina, Enna 2 impianti di rigassificazione onshore, il Rigassificatore di Panigaglia, l’impianto di OLT Offshore LNG Toscana (partecipazione al 49,07%) e il Terminale GNL Adriatico (partecipazione al 30%) 2 unità di rigassificazione galleggianti (FSRU), “Italis LNG” acquistata nel maggio 2022 e “BW Singapore” acquistata nel dicembre 2023 48 centri di manutenzione
Struttura societaria
La struttura del Gruppo al 31 dicembre 2023, come da Relazione Finanziaria 2023 approvata all’Assemblea degli Azionisti Snam del 7 maggio 2024, è la seguente:
Trasporto Aziende che si occupano del trasporto e del dispacciamento del gas naturale. Snam Rete Gas (100%) Asset Company 2 S.r.l. (100%) Infrastrutture trasporto gas S.p.A. (100%) Enura S.p.A. (55%), joint venture tra Snam e Società Gasdotti Italia (SGI), nata per realizzare l'infrastruttura di trasporto di metano in Sardegna
Stoccaggio Stogit S.p.A. (100%), azienda che gestisce dodici impianti di stoccaggio del gas naturale in Italia (Brugherio, Bordolano, Cortemaggiore, Fiume Treste, Minerbio, Ripalta, Sabbioncello, Sergnano, Settala, Conegliano, San Potito-Cotignola e Cellino)
Rigassificazione GNL Italia S.p.A. (100%), principale operatore della rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL), gestisce l'impianto del rigassificatore di Panigaglia Snam FSRU Italia S.r.l. (100%), gestisce i terminali di rigassificazione galleggianti (FSRU) Italis LNG e BW Singapore acquistati da Snam FSRU I Limited (100%) Ravenna LNG Terminal S.r.l. (100%)
Mobilità sostenibile Greenture S.p.A. (100%), Snam4Mobility fino a marzo 2023, che favorisce la decarbonizzazione dei trasporti terrestri, marittimi e ferroviari, oltre che delle utenze industriali e civili off-grid, attraverso lo sviluppo di infrastrutture prevalentemente a sostegno dell’utilizzo del Bio C-LNG (Compressed e Liquefied Natural Gas) e idrogeno. Cubogas (100%), che progetta, sviluppa e produce soluzioni tecnologiche di compressione per gas naturale, biometano e idrogeno, a sostegno della transizione energetica delle industrie.
Transizione energetica