I Cabiri () sono figure della mitologia greca oggetto di un culto misterico.
Genealogia Figli di Efesto e CabeiroStrabone, Geografia 10.3.21 oppure di CadmiloStrabone, Geografia 10.3.19 o Prometeo.
Nomi e quantità
A seconda dell'autore il numero dei Cabiri varia ma dalla somma dei nomi citati se ne ottengono cinque: Alcon, Eurimedone, OnnesCallimaco Aetia Fragmmento 115, Aitinaio e Tonnes.
Mitologia I Cabiri erano un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba, probabilmente di origine frigia o traciaSecondo lo scholia su Apollonio Le Argonautiche I. "L'origine frigia del culto cabirico così come affermato da Stesimbroto di Taso e recentemente difeso da Otto Kern non può, quindi, essere rifiutato 'a priori'", così scrisse Giuliano Bonfante in "A Note on the Samothracian Language" Hesperia 24.2 (Aprile 1955, pp. 101-109) p. 108; Bonfante è d'accordo con Jacob Wackernagel che i Κάβειροι non possono essere greci; Wackernagel suggerì che i Cabiri fossero traci o frigi, in sua opinione due popoli strettamente connessi. e protettori dei marinai che in seguito furono importati nel rito grecoWalter Burkert, Greek Religion, Sect. VI.1.3 "The Kabeiroi and Samothrace", Harvard University Press, 1985, p. 281, dove corrispondevano a dei nani figli del dio Efesto, che forgiavano i metalli nella sua fucina di Lemno insieme alla madre Cabeiro.
Spesso erano anche identificati con i Cureti cretesi, i Dattili troiani ed i Coribanti frigi ma nella loro origine remota comunque, corrispondevano a divinità mistiche venerate o temute in varie parti del mondo antico e l'oscurità che incombe su di loro e le contraddizioni che si incontrano nei resoconti degli antichi stessi, hanno portato gli scrittori moderni a scrivere ognuno una propria teoria che spesso contrasta con le altre. È altresì incerta l'origine ed il significato del loro nome così come la loro reale origine o provenienza.
Secondo alcuni erano due fratelli che presiedevano alle danze orgiastiche dei misteri di Samotracia anticamente svolti in onore delle dee Demetra, Persefone ed Eche.
Secondo Pausania (vissuto nel II sec.d.C), nel luogo dove era situato il Kabirion a lui contemporaneo, esistevano una città e degli uomini chiamati Kabeiroi. Demetra si recò da uno di questi, chiamato Prometeo, e diede loro qualcosa da custodire, chiamato teleté. Al tempo degli Epigoni i Cabiri furono cacciati dalle loro case dagli Argivi.
Clemente Alessandrino (nato forse ad Atene intorno alla metà del II sec.d.C e morto in Oriente intorno al 215), ricorda di come i Cabiri fossero originariamente tre, ma di come due fratelli commisero un atto di fratricidio. Nella tragedia Cabiri di Eschilo, le due figure accolgono gli Argonauti nella loro isola e li coinvolgono in riti orgiastici. Gli dei gemelli vennero identificati anche con i Dioscuri specialmente nel mito degli Argonauti.
Erano venerati nell'isola di Samotracia come Grandi Dei in un culto misterico che aveva il suo centro nel Santuario dei Grandi Dei ed era strettamente collegato a quello di Efesto. Qui si racconta che il dio ebbe da Cabeiro il figlio Cadmilo e che a sua volta ebbe tre figli detti Cabiri e tre figlie dette le Cabridi.
Secondo alcuni i Cabiri della Samotracia erano un gruppo più grande di divinità e comprendeva non solo i figli di Efesto ma anche diversi figli coribantici del dio Apollo ed entrambi i gruppi sono stati ritratti come dei rissosi guerrieri danzanti presenti nelle orge.
Cedalione infine, il servitore di Efesto che condusse il gigante Orione verso est era talvolta considerato come uno dei Cabiri.
Culto Il culto si diffuse rapidamente in tutto il mondo greco durante il periodo ellenistico ed in seguito fu adottato anche dai Romani.
Note
Bibliografia Erodoto, Storie, III.7
Voci correlate Cabeiro Grandi Dei Santuario dei Grandi Dei di Samotracia Misteri di Samotracia e Misteri degli dèi Cabiri Dattili Mnasea di Patrasso
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