Bòrzoli (Bòrzoi in ligure) è un quartiere del ponente di Genova, posto su un'altura a cavallo tra la val Polcevera e la valle del Chiaravagna. Comune autonomo fino al 1926, nell'attuale ripartizione amministrativa del comune di Genova è diviso in due distinte "unità urbanistiche", Borzoli Est e Borzoli Ovest, la prima compresa nel Municipio V Valpolcevera, la seconda nel Municipio VI Medio Ponente.

Toponimo Il toponimo deriva dal latino "Boreas" (tramontana) dal quale sarebbe derivato il toponimo ligure Borzoi, con riferimento al vento di tramontana che spira nei mesi invernali nella zona del basso valico tra Polcevera e ChiaravagnaCorinna Praga, Genova fuori le mura, 2016, Frilli. ISBN 9788875631970 oppure con il significato di "gente a tramontana", cioè la gente a nord di Sestri Ponente.

Territorio Borzoli confina a sud e ovest con Sestri Ponente, a nord con il comune di Ceranesi e per un breve tratto con la val Varenna (Pegli), a est con Bolzaneto, Rivarolo e Cornigliano. Le due unità urbanistiche che ne fanno parte si estendono complessivamente su , di cui solo 2,09 urbanizzati, e comprende quasi tutto il versante sinistro della val Chiaravagna a monte dell'autostrada A10 e la breve valle del torrente Fegino, affluente del Polcevera. Le due zone sono separate da una porzione del lungo crinale montuoso (un tempo denominato Bigé) che distaccandosi dallo spartiacque ligure-padano presso i Piani di Praglia giunge al mare nella zona di Cornigliano e separa la val Polcevera dalle valli del Chiaravagna e del Varenna. I principali rilievi in quest'area sono il bric Rocca dei Corvi e il bric Teiolo.

Originariamente comune si estendeva in senso longitudinale da nord a sud, dal torrente Trasta, affluente di destra del Polcevera, fino al mare tra Sestri Ponente e Cornigliano, dove era un tempo la spiaggia della Fossa di Calcinara (interrata negli anni cinquanta per la costruzione dell'aeroporto Cristoforo Colombo). L'antico comune occupava infatti una superficie assai maggiore di quella delle attuali due unità urbanistiche e comprendeva anche la località di Trasta, oggi aggregata a Rivarolo, e l'area di Calcinara con tutta la zona, oggi parte di Sestri Ponente, alla sinistra del Chiaravagna, un tempo anch'essa poco popolata, ma massicciamente edificata nel secondo dopoguerra (questa zona oggi viene comunemente chiamata San Nicola, prendendo il nome dalla seicentesca chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino).

Storia Le prime notizie documentate su Borzoli risalgono all'XI secolo. A quell'epoca il borgo già godeva dei benefici economici derivanti dal fatto di trovarsi in una posizione privilegiata sulla viabilità del tempo. Borzoli, per la sua conformazione geografica, era un importante crocevia da cui transitavano le strade che collegavano Genova con la Francia o con i valichi appenninici che portavano nella pianura Padana (passo della Bocchetta e Capanne di Marcarolo). La sua importanza era accresciuta dal fatto di trovarsi a poca distanza dal porto naturale costituito dal cosiddetto golfo di San Lorenzo o del Priano, che nei tempi più antichi, prima di essere interrato dai depositi alluvionale del Chiaravagna, era un importante approdo a ponente di Genova, sulla cui area oggi si estende il moderno abitato di Sestri Ponente.

Il valico di Borzoli, popolarmente chiamato "Lensisetta", a soli 86 metri slm, raggiungibile grazie ai guadi sul Polcevera che si trovavano all'altezza di Rivarolo, costituiva una comoda via di transito sulla strada tra Genova e la Riviera di Ponente, evitando il difficoltoso attraversamento del torrente in prossimità della foce, tra Sampierdarena e Cornigliano.

Dal XII secolo e per i successivi quattro secoli Borzoli fece parte della podesteria di Voltri della Repubblica di Genova, che si estendeva a ponente fino a Cogoleto. La vocazione agricola della zona accentuò i legami con la città. Il territorio, che allora come oggi non aveva un centro abitato compatto, ma era caratterizzato da piccoli nuclei attorno alla pieve di Santo Stefano, alla chiesa Sant'Ambrogio di Fegino e presso l'incrocio viario del valico oltre che da insediamenti rurali sparsi e ville padronali al centro di poderi circondati da alti muri, mantenne questo aspetto fino alla prima metà del XIX secolo, quando i primi insediamenti industriali vennero a modificare definitivamente il paesaggio originario. A testimonianza di questo periodo, lungo le antiche vie di comunicazione che attraversavano il territorio di Borzoli restano diverse case rurali risalenti ai secoli dal XV al XVIII la cui struttura rispecchia la tipica tradizione costruttiva ligure, con muri portanti in pietra, strutture dei solai e delle coperture in legno e copertura in lastre di ardesia.

Con la fine della repubblica di Genova, agli inizi dei XIX secolo, Borzoli divenne un comune autonomo e tale rimase fino al 1926 quando fu soppresso in occasione della costituzione della Grande GenovaRegio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74 e l'anno seguente (aprile 1927) il suo territorio fu smembrato, a livello amministrativo locale, tra quelle che allora erano chiamate delegazioni attigue, Rivarolo e Sestri Ponente, seguendo una linea di confine lungo la cresta montuosa che fa da spartiacque tra le valli del Polcevera e del Chiaravagna, dal bric Rocca dei Corvi a via Cristo di Marmo e alla collina di Coronata.

Così il Casalis descriveva il comune di Borzoli intorno alla metà dell'Ottocento:

Durante il XIX secolo si insediarono in zona diverse aziende manifatturiere, tra cui una conceria di proprietà di un ramo della famiglia Dufour (Lorenzo e Gustavo, 1893). L'area della conceria, dismessa all'inizio degli anni 1980, è ad oggi occupata da una scuola secondaria e da impianti sportivi.

Monumenti e luoghi di interesse Architetture religiose

Chiesa di Santo Stefano di Borzoli. Si ritiene che la pieve di Santo Stefano di Borzoli esistesse già nel VII secolo, ma come altre chiese genovesi è citata per la prima volta nel 1143 sul "Registro Arcivescovile" delle decime. La pieve di Santo Stefano ebbe giurisdizione sulle parrocchie di Coronata, Fegino, S. Giovanni Battista e su tutto il territorio di Sestri fino al 1838, quando la sede vicariale fu trasferita alla chiesa di Nostra Signora Assunta di Sestri.

La chiesa, ricostruita verso la metà del Seicento, subì gravissimi danni durante l'assedio di Genova del 1746-1747 nel contesto della guerra di successione austriaca. Il restauro fu completato solo nel 1775; altri restauri furono eseguiti in più riprese nel corso del XIX secolo.

Ogni anno, come da antica tradizione, la parrocchia S. Stefano di Borzoli e la locale Società Operaia Cattolica organizzano la "Festa dell'Ascensione", che si festeggia il sabato e la domenica dell'Ascensione, con varie manifestazioni (giochi per bambini, gara podistica, gara delle torte, stand gastronomici, rappresentazioni teatrali).

Oratorio di Santo Stefano di Borzoli. L'oratorio della locale Confraternita di Santo Stefano sorge di fronte alla chiesa intitolata al santo. Un primo edificio sarebbe stato costruito nel 1416, anno di fondazione della confraternita, ma la sua esistenza è attestata solo da un documento del 1727; sulla base delle sue caratteristiche costruttive, si ritiene che sia stato edificato non prima del XVII secolo.

L'edificio, a pianta rettangolare, ha l'interno ad aula unica con volta a botte con arconi trasversali impostati sulle lesene delle pareti laterali che incorniciano finestre semicircolari su entrambi i lati. Le pareti interne, prive di pitture murali, sono tinteggiate a calce, con le lesene e la volta bianca e le pareti laterali celesti. Nella facciata principale restano tracce di un’antica decorazione che disegnava attorno al portale una coppia di finte paraste unite da una trabeazione, al di sopra della quale sono una finestra e un piccolo rosone. In corrispondenza del colmo della facciata sorge un piccolo campanile a vela. All'edificio sono addossati la sagrestia, disposta trasversalmente lungo il lato corto opposto all'ingresso, e altri edifici anch'essi parte integrante del complesso.

Chiesa di Sant'Ambrogio di Fegino. Le prime notizie della parrocchiale di Fegino risalgono al 1122; nel 1311 è citata come dipendente della pieve di S. Stefano di Borzoli. L'attuale chiesa fu costruita nel XVII secolo e consacrata dal card. Stefano Durazzo nel 1647. Gravemente danneggiata e saccheggiata dai soldati austriaci durante la guerra del 1746-1747 e in seguito anche da un incendio, fu completamente restaurata nella seconda metà del XIX secolo quando avvenne la trasformazione della pianta a croce greca e fu realizzata la grande cupola con copertura in rame.

Accanto alla chiesa, incorporato nella struttura del complesso ma con ingresso indipendente, si trova l'oratorio della confraternita della Santissima Trinità. Il complesso include anche la canonica, costruita in occasione dei lavori di trasformazione della chiesa e ampliata nei primi anni del Novecento. Sul lato destro della chiesa si innalza il campanile. L'interno ha pianta a croce greca a tre navate separate da massicci pilastri collegati da arcate e abside semicircolare. La cupola si eleva all'incrocio tra la navata centrale e il transetto. Nella volta del presbiterio sono degli affreschi eseguiti nel 1897 da Giuseppe Canevelli e Alberto Beniscelli.

Chiesa di San Pietro ai Prati. Sorge nell'alta valle del Chiaravagna, alle spalle di Sestri Ponente. Eretta intorno al 1735 come cappella rurale, venne semidistrutta dai soldati austriaci durante l'assedio del 1746-1747 e ricostruita nel 1790. Nel 1820 da semplice cappella divenne chiesa succursale di Santo Stefano di Borzoli, da cui dipendeva.. È stata eretta in parrocchia nel 1946.Arcidiocesi di Genova –Annuario diocesano, 2005

La chiesa presenta una semplice facciata a capanna con ingresso centrale coperto da una tettoia in legno e tegole, sopra il quale si apre una finestra circolare. La facciata e i prospetti esterni sono tinteggiati ma privi di decorazioni. Internamente ha un'unica navata con volta a botte. All'interno sono due quadri, uno raffigurante San Pietro e l'altro N.S. della Salute. La chiesa ha un alto campanile dotato di quattro campane.

Abbazia di Cassinelle. La piccola abbazia di Cassinelle, oggi ridotta a ruderi, sorge a su un pianoro nell'alta valle del torrente omonimo. Il complesso, costituito dalla piccola chiesa di Santa Maria, da alcuni edifici un tempo adibiti ad abitazioni, stalle e fienili, e da una torretta di avvistamento per il controllo della strada di accesso, era un antico "ospitale" con stazione di posta sulla strada che da Sestri Ponente, passando per il valico di Lencisa, portava alle Capanne di Marcarolo. Se ne hanno notizie dal 1189 quando fu fondata da alcuni frati eremiti.Aldo Padovano, Il giro di Genova in 501 luoghi, 2016, Newton Compton. ISBN 978-88-541-9955-2Comitato Alta Val Chiaravagna, Cassinelle , su altavalchiaravagna.it Passata nel 1308 ai mortariensi, poi ai benedettini, divenne commenda dei Fieschi nel XVI secolo. Il complesso fu chiuso nel XIX secolo per le leggi di soppressione degli enti ecclesiastici e venduto a privati, per essere poi abbandonato alla metà del XX secolo, andando incontro al degrado e a devastazioni vandaliche.