Biografia
Giovanni Vincenzo II Belprato nacque ad Anversa degli Abruzzi durante il primo decennio del XVI secolo da Giovanni Berardino I Belprato, conte (non de facto) della cittadina e signore di Campo di Giove, Cansano e Villalago, appartenente ad una famiglia nobile dalle origini mercantili nella Catalogna spagnola, e Beatrice d'Arena; .. Si formò a Napoli in diritto civile, filosofia, lettere, retorica e scienze umane, e, rientrato ad Anversa degli Abruzzi, accrebbe la propria erudizione con la lettura delle maggiori opere letterarie e iniziò a comporre poesie in toscano che furono raccolte ed elogiate da illustri letterati dell'epoca, quali Anton Francesco Doni, Ferrante Carafa, Giovanni Ferro, Giovanni Mario Crescimbeni, Laura Terracina, Ludovico Dolce, Ludovico Domenichi e Ludovico Paterno; ; .. Conoscitore delle lingue greco e latino, fu uno dei più apprezzati traduttori del suo tempo, come sarà poi letterato anche il suo figlio primogenito Giovanni Berardino II Belprato; ; ; ..
Quando era ancora giovane gli premorì il padre nel 1520 e la madre resse lo Stato feudale di famiglia fino al 1528, anno nel quale ereditò i possedimenti paterni per la maggiore età raggiunta; .. Di forte orientamento filosofico-religioso valdesiano, nel giorno 25 dicembre 1541 si iscrisse a Napoli alla confraternita della Compagnia dei Bianchi della Giustizia alla quale apparteneva il teologo riformatore Bernardino Tommassini, detto l'Ochino. Con l'entrata dell'anno 1542 adibì la propria abitazione sita nel palazzo Restigliano di Napoli a centro di discussione sui temi di spiritualità valdesiana, dando quindi ospitalità a varie personalità di tale corrente religiosa, tra cui il senese Bonsignore Cacciaguerra, col quale vantava una solida amicizia. Invitò questi nei suoi possedimenti abruzzesi per una predicazione missionaria, ma l'improvvisa morte di sua moglie Costanza della Tolfa proprio nell'estate del 1543 segnò profondamente il suo animo, spingendolo a ritirarsi nell'eremo di San Domenico, posto lungo un ampio specchio d'acqua di Villalago, per farsi frate benedettino. Tuttavia in tale frangente il Cacciaguerra riuscì a distoglierlo dal proposito, ricordandogli il proprio dovere di genitore verso i figli ancora giovani. Come consolazione, il Belprato fece realizzare ad Anversa degli Abruzzi un monumento sepolcrale per la moglie scomparsa e in sua memoria compose dei sonetti che, anche a parer di Ludovico Dolce, lo pongono come "poeta coniugale" accanto a scrittori quali Berardino Rota e Galeazzo di Tarsia.
Per superare il triste periodo, Giovanni Vincenzo II Belprato utilizzò la propria conoscenza delle lingue greco e latino per tradurre nella lingua volgare della sua epoca il Liber de Augusti progenie di Messalla Corvino nel 1549, il Breviarium rerum gestarum di Sesto Ruffo e l'Axiochos di Platone, entrambi in uno stesso volume nel 1550, il De mirabilibus mundi del Solino nel 1557 e l'inedito trattato Del modo che dè tenere il sacerdote, nel dire la messa di san Bonaventura nel 1566. Le opere tradotte furono pubblicate presso noti tipografi editori di Firenze, L'Aquila e Venezia, quali Bernardo Giunti, Gabriele Giolito de' Ferrari, Giuseppe Cacchi e Lorenzo Torrentino; ; ; ..
Però il Belprato si era già ritirato dalla vita pubblica dopo la sua penultima pubblicazione tradotta nel 1557, passando le redini della contea e delle terre baronali abruzzesi al figlio primogenito Giovanni Berardino II. Dietro assenso di Bonsignore Cacciaguerra, si fece ordinare sacerdote da Pompeo Zambeccari, vescovo di Sulmona, trascorrendo in preghiera i suoi ultimi anni. Non sono noti la data e il luogo di decesso del Belprato, che dovette spegnersi nella seconda metà del XVI secolo.
Opere
Ascendenza
Discendenza Giovanni Vincenzo Belprato aveva sposato Costanza della Tolfa, dalla quale ebbe due figli e una figlia.: Giovanni Berardino II († 1575), figlio primogenito, poeta, che nel 1557 successe al padre quale conte di Anversa degli Abruzzi e signore di Campo di Giove, Cansano e Villalago, sposatosi nel 1555 con Virginia Orsini; ; .; Pompeo, il quale sposò Ippolita Marchese; Delia, andata in sposa a Scipione di Sangro.
Note
Bibliografia
Voci correlate Belprato (famiglia)
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