Alienagobius è un genere estinto di piccoli Gobiiformes della famiglia Gobiidae, proveniente dal Miocene medio della regione della Paratetide orientale. Il genere è rappresentato da un'unica specie, †Alienagobius pygmaeus, rinvenuta nei depositi di Karpov Yar, presso Naslavcea in Moldavia.

Etimologia Il nome del genere deriva dal latino aliena (estraneo, insolito) e allude all’aspetto fenotipico peculiare del taxon, pur simile a quello dei gobidi viventi. L'epiteto specifico pygmaeus si riferisce alla piccola taglia della specie, che non supera i 20 mm di lunghezza standard.

Descrizione Alienagobius era un gobide di piccole dimensioni e corporatura snella, con lunghezza massima di 20,1 mm. La testa rappresentava il 25–27% della lunghezza standard, mentre il peduncolo caudale era relativamente lungo (24–26% SL). La pinna caudale, lunga quanto la testa (23–26% SL), era lievemente a ventaglio.

La colonna vertebrale era composta da 27 vertebre (10 addominali e 17 caudali), con la sezione addominale pari al 55–57% della caudale. La prima pinna dorsale aveva sei spine, con l’ultima separata dalle precedenti (distanza 4,5–5% SL) e formula pterigioforale iniziale 3–12. La seconda dorsale contava una spina e 10–11 raggi, l’anale una spina e 11–12 raggi. La pinna caudale aveva 15–17 raggi, di cui otto nel lobo superiore. Le pettorali erano formate da 14 raggi, mentre le ventrali, ravvicinate e probabilmente fuse, erano particolarmente atipiche in quanto composte da una spina e soli quattro raggi.

Il cinto pettorale presentava quattro ossa radiali di forma arrotondata-rettangolare, con ampie aperture intermedie. Le scaglie erano relativamente grandi e spesse, distribuite nelle porzioni medie e posteriori del corpo, mentre la regione addominale era quasi priva di scaglie. Si osservavano sia scaglie cicloidi che ctenoidi, in numero stimato di 44 lungo una fila longitudinale.

Gli otoliti sagittae erano arrotondati-quadrangolari (rapporto LH 0,94–0,99), con margine ventrale delicatamente crenulato e in genere privi di proiezione posterodorsale. Il solco era breve, a forma di suola, con iugum subcaudale piatto e inclinazione di 11°–16°. Il lapillum era ovoidale.Reichenbacher, B., Bannikov, A.F. 2025. Diversity of gobioid fishes in the late Middle Miocene of northern Moldova, Eastern Paratethys—part III: dwarf gobies. PalZ (2025). Diversity of gobioid fishes in the late Middle Miocene of northern Moldova, Eastern Paratethys—part III: dwarf gobies | PalZ

Classificazione La morfologia di Alienagobius pygmaeus testimonia un adattamento a uno stile di vita cripto-bentonico in ambienti lagunari a bassa energia. La peculiarità delle pinne pelviche con quattro raggi, condizione rara ma attestata in alcuni gobidi attuali e in altri gruppi affini, indica che il taxon rappresenta una forma altamente specializzata e filogeneticamente significativa nell’evoluzione dei Gobioidei fossili.

Alienagobius si distingue da †Moldavigobius e †Cryptograciles per la presenza di sole quattro spine nelle pinne pelviche, contro le cinque tipiche degli altri generi. Rispetto a Moldavigobius possedeva un numero maggiore di squame lungo i fianchi (44 contro meno di 30), una sagitta più tondeggiante con margine crenulato e differenze significative nelle variabili otolitiche. Rispetto a †Cryptograciles, il nuovo taxon mostra una base della seconda dorsale più lunga (24,9% SL contro 19,6% SL), un numero leggermente superiore di raggi anali (11–12 contro 9–10), un addome quasi privo di scaglie, denti faringei esclusivamente sottili, e un processo articolare del premascellare più alto.

Differisce inoltre dai “Lesueurigobius look-alikes” coevi (Katyagobius, Sarmatigobius, Pseudolesueurigobius, Yarigobius) per la pinna caudale leggermente a ventaglio (e non lanceolata), per il minor numero di raggi nella seconda dorsale (10–11 contro 14–16) e per otoliti distintivi, arrotondati o squadrati, con margine ventrale crenulato.

Note

Bibliografia Reichenbacher, B., Bannikov, A.F. 2025. Diversity of gobioid fishes in the late Middle Miocene of northern Moldova, Eastern Paratethys—part III: dwarf gobies. PalZ (2025). https://doi.org/10.1007/s12542-025-00726-z

Categoria:Gobiiformes estinti