Decorato con la Croce di Ufficiale della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con sei palme e della Médaille de la Résistance con rosetta..

Biografia Nacque a Nantes, dipartimento della Loira Atlantica, il 21 novembre 1919, secondo figlio di Eugène Augustin e di Charlotte Adeline Henriette Loiseau. Parallelamente alla carriera di fotoincisore, era un appassionato di aviazione e ottenne la licenza di pilota civile presso l'l'"Avia-club" sull'aeroporto di Château-Bougon. Sfruttando questa competenza, si arruolò nell'Armée de l'air allo scoppio della seconda guerra mondiale. Allievo pilota presso la base di Istres, convertì il suo diploma civile il brevetto di pilota militare.

Di stanza ad Orano durante la battaglia di Francia (maggio-giugno 1940), apprese la notizia della firma dell'armistizio con la Germania, avvenuta il 22 giugno 1940. Rifiutando la sconfitta, tentò più volte la fuga. Vi riuscì durante la notte dall'1 al 2 luglio 1940 partendo dalla base aerea di Tafraoui a bordo di un Caudron Simoun in compagnia di Jacques Hazard. Sbarcato a Gibilterra, si unì alle forze della Francia Libera e il 7 luglio si imbarcò sulla nave cargo francese Anadyr in partenza per l'Inghilterra, dove incontrò il fratello Jean, anche lui pilota. Sbarcato a Greenock, raggiunse Londra dove entrò nelle Forces aériennes françaises libres. Dvenuto sottotenente, seguì un programma di addestramento di un anno, dapprima presso la base RAF St. Athan, in Galles, poi a Odinham, e infine assegnato al No.253 Squadron ("Hyderabad") della Royal Air Force il 30 agosto 1941. Tale reparto, equipaggiato con i caccia Hawker Hurricane, era di stanza nelle Isole Orcadi, nell'estremo nord del Regno Unito. Alla fine del 1941 il suo squadrone si trasferì nella base RAF Hibaldstow, Lincolnshire, dove svolse missioni di protezione dei convogli nelle regioni costiere del Mare del Nord e del canale della Manica. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1942, abbatté un Heinkel He 111 e uno Junkers Ju 88 durante un'incursione su York. Il 15 agosto 1942, fu trasferito su sua richiesta al neonato reggimento da caccia Normandie-Niemen, destinato a combattere sul fronte orientale. Arrivato a Ivanovo, in Unione Sovietica, il 29 novembre 1942, via Lagos e Rayak, prese parte alla battaglia di Orël dove si distinse venendo attaccato da tre Focke-Wulf Fw 190 che riuscì a seminate dopo averne abbattuto uno. Il 7 maggio 1943, il suo aereo, uno Yakovlev Yak-1, fu colpito dalla contraerea nemica nella regione di Smolensk. Dopo aver effettuato un atterraggio di fortuna quindici chilometri dietro le linee nemiche, tentò di raggiungere il suo reparto e fu fatto prigioniero di guerra. Detenuto a Dulag 126 a Smolensk, fuggì il 28 maggio, venendo ripreso il 10 giugno ed imprigionato a Łódź in Polonia. Di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa, i prigionieri furono evacuati e si ritrovò rinchiuso nello Stalag IV-B a Mühlberg.

I suoi numerosi tentativi di fuga il 15 agosto 1944 gli valsero la condanna a morte dal tribunale della Luftwaffe di Dresda. Apprese del verdetto a Mühlberg, e tentò quindi di fuggire ancora una volta, senza riuscire ad attraversare le mura del campo. Non fu trovato e riuscì nell'impresa di vivere clandestinamente all'interno del campo, con la complicità dei suoi compagni di prigionia. Tentò diverse altre fughe, fu sempre catturato, mai riconosciuto, fornendo sempre false informazioni. Riuscì così a vivere nascosto all'interno del campo per nove mesi prima della sua liberazione, avvenuta il 25 aprile 1945. Una volta rilasciato, fu distaccato al comando sovietico e servì come vice del colonnello comandante dei centri di rimpatrio di Torgau e Eisenach. Ritornò in Francia nell'agosto 1945 riprendendo servizio nei ranghi del gruppo da caccia Normandie-Niemen. Terminò la guerra con 730 ore di volo al suo attivo, di cui 140 ore di guerra. Promosso capitano, continuò la sua carriera militare nel Groupe de chasse 2/6 Normandie-Niemen, integrato nella 6éme Escadre de chasse. Di stanza a Rabat, fu secondo in comando del Normandie-Niemen nel 1949 e poi ne divenne il comandante nel 1952 dopo aver prestato servizio in Indocina. Trasferito alla 10éme Escadre de chasse a Creil come secondo in comando, assunse poi il comando della 5éme Escadre de chasse a Orange nel 1956. Perse la vita in un incidente aereo avvenuto sopra Boussu-en-Fagne, in Belgio, il 29 marzo 1962, mentre volava su un caccia Gloster Meteor NF. Mk.11. La salma venne tumulata nel cimitero di Issy-les-Moulineaux.

Onorificenze

Onorificenze estere

Note

Bibliografia

Periodici

Voci correlate Pierre Daninos Max Guedj

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Collegamenti esterni

Categoria:Aviatori francesi della seconda guerra mondiale Categoria:Cavalieri della Legion d'onore Categoria:Decorati con la Croce di Guerra 1939-1945 (Francia) Categoria:Compagnon de la Libération Categoria:Militari della forces aériennes françaises libres Categoria:Decorati di Croce di guerra cecoslovacca del 1939 Categoria:Militari francesi della guerra d'Indocina