Il Diario dei Goncourt o Diario: Memorie di vita letteraria 1851-1896 (Journal des Goncourt: mémoires de la vie littéraire) è un'opera dei fratelli Goncourt dalla storia editoriale molto complessa. Formalmente è un diario intimo tenuto dai fratelli Edmond e Jules de Goncourt dal 1851 al gennaio 1870 e continuato dal solo Edmond, dopo la morte di Jules, dal 1870 al 1896. Parti scelte del Journal furono pubblicate nell'ultimo decennio di vita di Edmond: estratti apparvero a puntate sui quotidiani Le Figaro e L'Écho de Paris a partire dal 1886; il diario censurato («édition expurgée») fu pubblicato in nove volumi da Charpentier dal 1887 al 1896 e, nonostante la definizione «édition définitive», ristampato pressoché inalterato a cura dell'Académie Goncourt ancora negli anni Trenta. Il testo integrale, ma ancora con piccole parti censurate («édition prudente»), poté essere pubblicato solo a partire dal 1956. Un'edizione critica è in corso dal 2005; una parte dei manoscritti è ancora inedita. Gli eventi registrati nel diario sono giudicati uno straordinario documento sulla vita letteraria francese del secondo Ottocento. Il Journal des Goncourt è stato tradotto in varie lingue. È stato tradotto in italiano nel 1965 da Mario Lavagetto, in edizione parziale emendata, e in edizione integrale a cura di Vito Sorbello a partire dal 2007.

Storia editoriale I fratelli Goncourt — Edmond (1822-1896) e Jules de Goncourt (1830-1870) — iniziarono a scrivere il loro Diario il 2 dicembre 1851, giorno in cui si verificarono sia il colpo di Stato di Luigi Napoleone Bonaparte sia la pubblicazione del loro primo romanzo "En 18...". Da allora il diario fu redatto dai due fratelli con un processo che Edmond chiamò "dictée à deux" ("dettatura a due").: un fratello dettava all'altro e ciascuno dei due revisionava il lavoro dell'altro. Mentre negli altri scritti i due fratelli curavano molto lo stile letterario, utilizzando un mosaico di vocaboli desueti e di neologismi., nella redazione del Diario i due non badavano allo stile; scriverà Edmond: «E in questo lavoro che voleva prima di tutto far vita seguendo un ricordo ancora caldo, in questo lavoro buttato in fretta sulla carta e non sempre riletto, valgano quel che valgano la sintassi alla buona e la parola senza passaporto»«Et, dans ce travail qui voulait avant tout faire vivant d’après un ressouvenir encore chaud, dans ce travail jeté à la hâte sur le papier et qui n’a pas été toujours relu — vaillent que vaillent la syntaxe au petit bonheur, et le mot qui n’a pas de passeport» (). La traduzione italiana è di Mario Lavagetto ()..

Nel 1866 i fratelli Goncourt pubblicarono un volume intitolato Idées et Sensations presso la Librairie Internationale degli editori A. Lacroix, Verboeckhoven et C.ie, contenente «estratti accuratamente scelti dal loro Journal»; il volume era una raccolta di 402 testi tratti dal Journal, privi di titolo e non collegati fra di loro, diversi nella forma e nella lunghezza, spaziando da poche parole a poche pagine.. Idées et Sensations non ebbe una grande diffusione, nonostante una seconda edizione edita presso l'editore Charpentier nel 1877..

La scrittura a due mani del Journal terminò il 20 gennaio 1870, allorché la salute di Jules si deteriorò portandolo a morte prematura il successivo 20 giugno. Rimasto solo, Edmond dapprima ebbe l'intenzione di interrompere il Journal, ma poi lo riprese in mano spinto dal desiderio di narrare l'agonia e la morte del fratello e gli eventi che si erano svolti contemporaneamente a Parigi: l'Assedio e la Comune..

Nelle intenzioni dei due fratelli le memorie personali non avrebbero dovuto vedere la luce che postume; invece per più ragioni, verso il 1886 Edmond decise di consegnarle parzialmente alle stampe.. Alcuni estratti del Journal, risalenti agli anni precedenti la morte di Jules, apparvero su Le Figaro nel 1886 . e parti lievemente purgate del diario, che potevano essere di pubblica ragione («Édition expurgée»), furono pubblicate da Charpentier dal 1887 al 1896 in nove volumi, al ritmo di circa un volume l'anno; l'ultimo volume apparve nel maggio 1896, due mesi prima della morte di Edmond.. Edmond de Goncourt si stupì delle reazioni dei suoi conoscenti presentati nel Journal nella luce più cruda.; la pubblicazione non ebbe comunque grande successo.: ne furono vendute poche copie ed Edmond commentò che per un risultato del genere non era valsa la pena di aver rischiato dei duelli..

I manoscritti del Journal furono lasciati in eredità da Edmond alla Société littéraire des Goncourt (Académie Goncourt), creata nello stesso testamento, con l'ordine che fossero depositati nei caveau della Bibliothèque nationale de France e ne fosse vietata la consultazione per venti anni, al termine dei quali l'Académie doveva pubblicare l'opera completa.. In realtà nel 1916, al termine dei 20 anni, l'Académie decise di non pubblicare un'edizione integrale, per timore di azioni giudiziarie, ma nel 1925 permise la consultazione dei manoscritti e, nonostante la definizione «édition définitive», l'édition expurgée fu ristampata pressoché inalterata ancora negli anni trenta.. Nel 1945 l'Académie annunciò la pubblicazione dell'edizione integrale per l'anno successivo; la previsione si rivelò troppo ottimistica, poiché al momento della sua morte, nel 1953, il curatore Robert Burnand non aveva ancora portato a termine il progetto. La direzione fu assunta da Robert Ricatte e l'opera integrale, ma ancora con piccole parti censurate, fu infine pubblicata in 22 volumi tra il 1956 e il 1959 («édition prudente»).. La prudenza non era priva di fondamento: ancora negli anni cinquanta la famiglia Daudet, preoccupata per la reputazione del loro antenato Alphonse, cercò di bloccare la pubblicazione integrale del Journal.. La pubblicazione in più volumi di un'edizione critica, basata rigorosamente sui manoscritti, comprendente sia le parti precedentemente eliminate che le parti barrate, è in corso dal 2005 dalle Éditions Honoré Champion ad opera di un vasto team editoriale diretto da Christiane e Jean-Louis Cabanès.

Contenuto

Il Diario consiste sostanzialmente nella notazione giornaliera di eventi o fatti o osservazioni proprie dei due fratelli o degli amici a cui li legava la consuetudine di riunioni, come per esempio nei "Dîner Magny" (un cenacolo dove primeggiavano le figure di Gavarni, di Sainte-Beuve, di Flaubert, di Gautier, di Renan, del Taine, ecc.) o nel celebre salotto della principessa Matilde Bonaparte, dove s’incontravano pittori, letterati, artisti e uomini di scienza. Le notazioni sono frammenti, per lo più brevi. Da un lato, i Goncourt costruiscono la storia del loro tempo attraverso piccoli dettagli (un campione di abito, il menù di una cena, aneddoti scabrosi, pettegolezzi, ecc.) che ci permettono di conoscere l'atmosfera dell'epoca in cui vivevano; dall'altro, i dettagli sono considerati degni di un'elaborazione estetica.

Critica Il Diario è sia un'autobiografia che una monumentale storia della vita sociale e letteraria nella Parigi del XIX secolo.; è stato giudicato «il più straordinario documento sulla vita letteraria francese del secondo Ottocento, l'anagrafe, malevola ma preziosissima anagrafe, di una delle più feconde stagioni delle lettere d'Oltralpe».. Il desiderio di riprodurre cose e stati d’animo con esattezza induce i de Goncourt alla creazione di espressioni personali, senza le preziosità letterarie che si notano talora nei loro romanzi; l'ampiezza delle loro relazioni nel mondo artistico e letterario, la cura scrupolosa con cui ne davano una rappresentazione immediata, fa del Diario un documento prezioso non solo per la conoscenza degli autori, ma di tutto il movimento estetico della seconda metà del secolo XIX, «quando Parigi poteva chiamarsi "Ville lumière"».

Edizioni in lingua originale Édition expurgée

Édition prudente

Édition critique

in lingua italiana

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Journal des Goncourt, in Progetto Gutenberg.

Categoria:Diari