Biografia Paul Mantz nacque a Bordeaux il 28 aprile 1821; durante la sua adolescenza si formò tramite le letture di Victor Hugo e Théophile Gautier.
Nel 1839 Mantz si trasferisce a Parigi per studiare diritto; nella capitale francese comincia a frequentare alcuni salotti letterari entrando in contatto con la rivista L'artiste per quale comincerà a scrivere degli articoli dal 1844 di critica letteraria. Grazie a questa attività critica Mantz entra in contatto con numerosi scrittori suoi contemporanei.
Parallelamente all'attività di critica letteraria Mantz comincia a dedicarsi anche a quella artistica, la sua produzione giornalistica di questo periodo risulta ascrivibile allo stile del romanticismo; durante questa esperienza Mantz si convince di poter fare del giornalismo la propria professione, collaborando con un gruppo di letterati di idee a lui affini di cui facevano parte anche Théophile Thoré, Charles Blanc e Philippe de Chennevières.
Durante la Seconda Repubblica Charles Blanc entra a fare parte del governo provvisorio destinando un trattamento di favore ai suoi amici tra cui Mantz, che viene assunto come collaboratore del ministero dell'interno.
Nel 1848 Paul Mantz comincia a collaborare con la rivista L’Événement e tra il 1849 e il 1852 diventa caporedattore de L'Artiste. In questo periodo si esprime con molto favore verso i giovani pittori francesi, affermandosi nel corso degli anni tra i più autorevoli critici d'arte della nazione.
A partire dagli anni Cinquanta dell'Ottocento, coinvolto nella fondazione degli Archives de l'art français partecipa alla pubblicazione di una vasta documentazione archivistica relativa a memorie di accademici e artisti; in questo periodo Mantz è animato da uno spirito patriottico e positivista e lo studio e la pubblicazione dei documenti d'archivio hanno l'obiettivo di dimostrare la ricchezza della produzione artistica francese. Proprio questo lavoro porterà Mantz a essere sempre più uno storico dell'arte e non solo un critico.
Tra il 1859 e il 1878 pubblica diversi scritti e monografie a proposito della storia dell'arte dedicandosi soprattutto al Rinascimento italiano, a studi su collezioni private e a retrospettive su esposizioni.
Nel 1878, all'apice della sua carriera, fa parte della commissione dell'esposizione universale di Parigi e l'anno successivo viene ritratto da Louise Abbéma in un album celebrativo delle maggiori personalità dell'epoca. Nel 1881 riceve la Legion d'onore e nel 1882 diventa diretto generale delle Belle Arti, ruolo da cui si dimette l'anno prossimo mantenendone il titolo onorifico.
Nel frattempo continua la sua produzione letteraria pubblicando varie monografie tra cui una su Hans Holbein il Giovane, una su François Boucher, François Lemoyne e Charles-Joseph Natoire e disparati articoli su artisti francesi e internazionali.
Muore a parigi nel gennaio del 1895. Onorificenze
Note
Collegamenti esterni
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