La chiesa (o oratorio) dell'Ospizio dedicata a Santa Maria in Ara Coeli si trova nel comune di Piovene Rocchette, in provincia di Vicenza e deve la sua denominazione alla funzione che anticamente svolgeva per l'accoglienza e il ristoro dei pellegrini diretti al convento dei frati girolimini sulla cima di monte Summano.

Storia

Quale sia la data precisa nella quale fu edificato l’Oratorio dell’Ospizio, non è certo, tuttavia si sa che nell’anno 1452 s’insediarono sulla cima di monte Summano gli eremiti dell’Ordine del beato Pietro Gambacorta da Pisa. Qui i girolimini (così erano chiamati i frati a motivo dell'ispirazione alla vita di san Girolamo) si dedicarono al culto della secolare immagine della Vergine, accogliendo i numerosi pellegrini che giungevano in ossequio alla venerata statua.

L’Oratorio dell'Ospizio si lega fin dalla sua origine infatti al convento sulla cima di monte Summano in quanto tappa di passaggio sul cammino che da Piovene conduce alla sommità del monte. Padre Eusebio Giordano (XVII sec.), religioso dell’Ordine, traccia nella sua opera del 1652, la storia del complesso sul monte, menzionando anche l’edificio nel territorio di Piovene:

La presenza stabile dei girolimini a Piovene è attestata già da una relazione di visita pastorale del 1587. In quell’anno, riporta lo storico vicentino Gaetano Maccà, esisteva un oratorio che venne sospeso, perché ritenuto poco adatto alla celebrazione della Messa. A questa notizia del 1587 circa l’inadeguatezza del piccolo locale per la celebrazione liturgica, segue l’informazione riportata dalla lapide (in duplice copia) e ricordata anche da Maccà, che reca:

Si può dunque ricondurre l’attuale aspetto dell’edificio ai lavori attestati dalla duplice iscrizione (sulla parete orientale del presbiterio e nella facciata esterna settentrionale sopra la principale porta d’ingresso), pur riconoscendo l’esistenza di un’aula, anche se primitiva in un’epoca precedente (come attestato dall’osservazione del 1587). Le tracce dell'aula si sarebbero perse per via dell’attestazione di lavori nel 1592 che avrebbero eretto «a fundamentis», e cioè in maniera integrale l’edificio. Esisteva dunque, già prima dell’intervento del priore Longino, una prima aula dedicata al culto. Entro l’anno 1650 venne edificato il convento dei frati, come si evince da una relazione del 15 agosto 1650. Si specifica che v’era qui una chiesetta con oratorio e sacristia, una casa comprendente nove stanze tra cui cucina, cantina, granaio, refettorio e sala con dormitorio, e stalla nella quale i pellegrini stessi lasciavano i propri animali prima della salita al Summano.

Successive informazioni si hanno il 17 settembre 1668, quando nella relazione per il vescovo di Padova Gregorio Barbarigo, si parla dell’esistenza della chiesetta nella quale erano di stanza un padre e un converso a servizio dei pellegrini.

Particolare importanza per la storia della chiesetta riveste l’accoglienza al suo interno della statua lignea della Vergine Maria, custodita per secoli sulla cima del Summano, al momento della partenza dal convento dei frati nel 1777. La statua fu custodita dapprima dai fratelli Gregori di Piovene, per poi essere posta all’Ospizio fino al 1787. In quest’anno venne poi trasportata processionalmente al rinnovato santuario dell’Angelo poco sopra sopra l’abitato di Piovene.

Dopo la soppressione del convento di monte Summano anche il complesso dell’Ospizio venne acquistato dall’ex gesuita piovenese Giuseppe Pizzati. Egli provvide a rilevare l’intera proprietà che alla sua morte nel 1802 passò alla famiglia, giungendo tramite la nipote Angela Pizzati, al fondatore della adiacente birreria, Pietro Rossi. Rossi fondò nel 1868 la birreria che dà ancora attualmente il nome alla località, sfruttando l’acqua che scorreva nel territorio anticamente di proprietà dei frati. Questa birreria, detta "vecia", si distingue dalla "nuova", fondata qualche anno più tardi lungo la strada che da Piovene conduce a Meda di Velo d’Astico. La chiesetta con l’intero complesso della "Riva dei Frati", fu donata dall’erede Gaetano Rossi all’amministrazione comunale nel 1902.

Descrizione

Esterna

L’Ospizio si colloca nel centro storico di Piovene Rocchette in località Riva dei Frati, con orientamento complessivo nord-sud. L’accesso avviene da una porta nella parete orientale sulla via che sale alla “fontana de sora”, dalla porta principale nella parete nord collegata all’antica proprietà dei frati e tramite la sacrestia nel lato ovest. L’illuminazione naturale è garantita da cinque finestre risalenti alle diverse epoche costruttive: due sul lato occidentale di stile gotico tardo (illuminano aula e presbiterio), due ad illuminare da sud la sacrestia seicentesca dietro il presbiterio e una sul lato orientale ad illuminare il piccolo vano affrescato sul lato orientale del presbiterio. Le pareti esterne sono state intonacate di giallo tenue con fasce bianche ai lati nel restauro del 1997, le finestre hanno profili in pietra bianca. Viene fatto notare il riferimento alla simbologia architettonica tipica degli ambienti di culto cristiani, (metaforicamente significativo per i fedeli) caratterizzati tradizionalmente da un aspetto esteriore semplice, che mette in risalto la decorazione interna ricca e curata. All'estremità meridionale del tetto in tegole sorge un piccolo campanile a vela.

Interna Lo spazio interno è composto da un’ampia aula (9,5 per 6 m), dal presbiterio sul lato meridionale dell’aula, dalla sacrestia e da un piccolo vano che si apre sul lato orientale del presbiterio. La decorazione interna dell’aula si compone di affreschi con riquadri geometrici secenteschi sopra una fascia orizzontale che percorre ad un’altezza di due metri e mezzo l’intero corpo di fabbrica, sotto tale fascia si trova una decorazione a damasco, tipica della decorazione d’interni del periodo di costruzione. Sull’arco tra l’aula e il presbiterio, il restauro di fine anni Novanta ha portato alla luce l’affresco di un’Annunciazione.

Il soffitto a cassettoni lignei, con un’ovale al centro per la tela rappresentante l’Assunta, fu realizzato dalla società Zanella, proprietaria della birreria ad inizio ‘900, e riprende lo stile della coeva cantoria, aggiunta nel 1892 sulla parete settentrionale, compromettendo in parte l’originario assetto interno dell’oratorio. Al centro del pavimento a veneziana si trova una lapide in pietra grigia, presumibilmente atta alla sepoltura dei religiosi del Summano. Il presbiterio sopraelevato rispetto all’aula da un gradino è separato da questa da una cancellata in ferro per l’uso liturgico. Nella parete occidentale si apre la finestra tardogotica che dà sulla birreria; la stessa forma di finestra è rappresentata nella parete orientale che incornicia un affresco di san Girolamo penitente nel deserto. La copertura del presbiterio è con volta a crociera, nella quale ognuna delle quattro sezioni è dedicata ai Dottori della Chiesa (i santi Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio Magno). Dalla parete orientale del presbiterio si accede ad un piccolo vano di 3,3 mq, affrescato con motivi geometrici ed un ovale con Crocifissione. Lo spazio è voltato a botte, e con una piccola finestra che dà sulla strada. La sacristia di forma rettangolare con superficie di 16 mq, aggiunta per necessità di spazio nel 1668, come si apprende da relazione di visita pastorale del vescovo Barbarigo, provocò parecchie lesioni nell’assetto murario dell’originario presbiterio. Si nota, tra le due finestre un affresco frammentario nel quale è rappresentata una Crocifissione con in basso una figura femminile in atto adorazione.

Altare maggiore L’altare si colloca fra le due porte che conducono alla retrostante sacristia. Di forma molto simile a quelli edificati in territorio berico dalla famiglia dei lapicidi Albanese. A Frontone spezzato, sovrastato dalle due sibille: a destra la Sibilla eritrea e a sinistra la Sibilla tiburtina, nel mezzo un putto tiene il nastro in bronzo con la titolazione della chiesa: “Haec est ara coeli”, con funzione originariamente di reggiscudo, probabilmente recante lo stemma della famiglia vicentina dei Nogarola, la quale esercitava il giuspatronato su tutte le chiese mariane della zona, ora lo scudo (in oro con fondo blu) reca la data del 1775. La mensa presenta un paliotto particolarmente pregiato per la presenza di marmi policromi, legati agli esempi in Santa Corona a Vicenza e nella chiesa delle clarisse sempre in città, con la quale Piovene ha in comune anche la ricca struttura dell’altar maggiore della chiesa arcipretale di santo Stefano p.m. . La statua della Vergine è posta nella nicchia incassata nel muro al centro dell’altar maggiore, in pietra tenera di Nanto o Costozza, di mano ignota, probabilmente di fine XVI inizio XVII secolo. La presenza di una cintura sulle vesti della Vergine ha fatto diffondere nella zona la devozione nei confronti di Maria protettrice delle partorienti, cui le si rivolgono col titolo di Madonna del Parto o, per l’appunto, della cintura.

Restauri Un primo restauro fu attuato intorno al 1892 dalla neoproprietaria società Zanella, che rilevò l’intero complesso dell’Ospizio compreso il locale dove ora si trova la Birreria vecia. In quest'occasione venne aggiunta la cantoria e il soffitto a cassettoni, mutando radicalmente l’equilibrio originario dell’aula. Più di recente si ricordano gli interventi del 1997 che apportarono una serie di opere di consolidamento della struttura muraria, con l’inserimento di cavi d’acciaio, a sostenere quello che era ancora l’originale paramento murario, e con il consolidamento delle capriate lignee della copertura. Nel 2000 un ultimo intervento fu volto a dotare l’edificio dei servizi di illuminazione e riscaldamento, inoltre si operò un’approfondita analisi sul degrado dell’apparato decorativo dell’intero spazio interno.

Note

Bibliografia Giordano, Eusebio, Monte Summano repurgato overo Saggio de’ miracoli e grazie della Beatiss. Vergine Maria adorata sopra quel Sacro Monte e consacrato alla inclita Città di Vicenza, Padova, appresso Pietro Luciani, 1652. Maccà, Gaetano, Storia del territorio vicentino, tomo XI, parte II, Caldogno, Giovanni Battista Menegatti, 1814. Mozzi, Egidio, Il parerga ossia memorie sacro-profane del piovenese, Padova, Premiata tipografia Giammartini, 1882. Idem, Memoria I sull'oratorio dei frati Girolimini in Piovene all'Ospizio, Padova, Premiata tipografia M. Giammartini,1883. Passuello, Passuello, Panozzo, Nicoletta, Piovene Rocchette. Cenni storici, Piovene Rocchette, a cura dell’Amministrazione comunale di Piovene Rocchette, 1977. Sajanello, Giovanni Battista, Historica Monumenta ordinis sancti Hieronymi congregationis B. Petri de Pisis. Editio secunda, longe auctior, et correctior, Ac documentis nunc primum illustrata, tomo II, Roma – Padova, apud Jo: Baptista Conzatti, 1728 (1760). Toniolo, Franco, Zironda, Renato, La Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli detta dell’Ospizio, Schio, Safigraf Srl, 2002.

Voci correlate

Piovene Rocchette Girolimini Monte Summano

Collegamenti esterni

Categoria:Chiese di Piovene Rocchette Ospizio