Lo pseudonimo venne scelto perché suonava come la parola inglese Beauty (Bellezza).
Pubblica i suoi primi lavori a 21 anni sulla rivista Tia Vicenta, e poi su Mara Belen, Tio Landrù, Adan, Satiricon, Mengano, Chaupinela, Humor Negro, El Raton de Occidente, Panorama, La Nacion. Il successo inizia con l'apparizione sulla testata Clarin nel 1980.
Le sue opere principali sono Teodoro y Cia, No pido la palabra, El sexo de Viuti, e La Historieta de la Democracia, comparsi anche in albi monografici oltre che a puntate sulle molte riviste di satira e umorismo in cui era ospitato.
In Italia, nel 1986 vince a Trento (Italia) la menzione speciale al Concorso di Satira e Umorismo., divenendo presenza fissa sulle pagine della rivista Totem (Edizioni Nuova Frontiera).
Note
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