La chiesa protoabbaziale dei Santi Crisante e Daria è una chiesa di Filetto, frazione del comune dell'Aquila. È una delle più antiche testimonianze di abbazie presenti in Abruzzo, ed è stata edificata nel XII secolo. All'interno presenta ancora parte del ciclo di affreschi originali.

Storia La chiesa viene edificata a Filetto. Guglielmo Matthiae in riferimento alla Madonna lactans raffigurata nel ciclo di affreschi della chiesa, la indica posizionata a Filetta, in una zona montuosa sopra Assergi. In realtà, il toponimo corretto è Filetto, che si trova non sopra Assergi, ma nei pressi di Camarda.

Per quanto riguarda la toponomastica di Filetto, secondo alcuni studiosi, deriverebbe dal latino filex, cioè felce, data l'abbondanza della specie vegetale nella zona. Secondo però altre tesi, il nome deriverebbe dal bizantino fulakteria, cioè luoghi fortificati, di avvistamento. Quindi Filetto si riferirebbe ad un presidio bizantino. Questa etimologia bizantina sarebbe rafforzata dalla presenza di chiese dedicate a santi greci o orientali presenti nella zona, come la chiesa intitolata ai Santi Crisante e Daria, di origine alessandrina.

Non si conosce la data precisa di edificazione dell'edificio, ma nel 1009 appare per la prima volta il nome di San Crisante nel Chronicon Farfense. Nasce come chiesa parrocchiale per gli abitanti che erano sparsi sulle montagne. Quando tra XI e XII secolo sorgerà il paese di Filetto, continuerà ad essere chiesa matrice. Anche la nuova chiesa costruita intra moenia nel paese, avrà inizialmente la stessa intitolazione e solo successivamente sarà intitolata a San Giovanni Battista. La chiesa si trova ad un'altitudine più elevata rispetto al paese, a circa 1200m e si raggiunge solo attraverso un sentiero montano.

Oggi è l'unica struttura rimanente dell'omonimo monastero benedettino edificato tra il 1140 ed il 1193 dai Signori di Poppleto, nel 1267 assoggettato all'abbazia di Bominaco. Nel XVIII secolo ne attesta l'esistenza anche l'Antinori, che descrive ancora esistenti il chiostro, addossato alla facciata sud.

Nel 1327 la chiesa compare in un documento con la lista delle chiese che dovevano versare un contributo per la visita del vescovo.

Restauri Nel corso dei secoli vennero effettuati una serie di restauri. Da quanto attestato nei documenti di proprietà della Arcidiocesi dell'Aquila nel 1769 vengono condotti dei lavori di ristrutturazione al tetto e nel 1855 dei lavori di restauro della chiesa, in particolare del pavimento.

Nel 1930 si decise invece di intervenire sul muro nord, sulla facciata, sul pavimento e sulle porte.

Nel 1957, poiché la mensa dell'altare, formata da una lastra monolitica, era stata spezzata in due, si decise di sostituirla con una mensa formata da due lastre di travertino.

Nel 1976, per motivi conservativi, si decise di intervenire staccando l'affresco della parete sud. Tale affresco fu consegnato al Museo Nazionale d'Abruzzo a L'Aquila, dove è tuttora conservato.

Nel 1884 e nel 1885 vennero effettuati gli ultimi restauri all'intero edificio: si intervenne nuovamente sul tetto con un rifacimento completo; vennero sistemate le pietre sconnesse del pavimento; venne effettuato lo sbancamento del terreno all'esterno, essendosi alzato col tempo, poiché provocava problemi di umidità; vennero revisionate le porte in legno di castagno e applicati degli infissi alle tre finestrine-feritoie, per evitare che entrassero gli uccelli all'interno della chiesa con ancora in situ gli affreschi della parete nord e del catino absidale.

Descrizione

Esterno

La chiesa si presenta a pianta rettangolare a capanna che termina con un abside semicircolare. L'edificio è realizzato con blocchi di pietra squadrati e ben levigati. All'esterno non presenta decorazioni. La facciata principale presenta un portale in stile lombardo con un architrave con arco di scarico a lunetta non decorata. Sulla fiancata si trova un piccolo portale archivoltato con due finestre a feritoia. Nell'abside è presente una snella monofora. Su una pietra della parete esterna, è presente un'incisione che raffigura un agnello.

Interno L'interno della chiesa si presenta a pianta rettangolare con navata unica che si conclude con un abside semicircolare. La copertura è a capriate lignee. All'interno, sia le due pareti laterali che il catino absidale presentavano affreschi realizzati tra XII e XIII secolo, alcuni staccati per motivi conservativi. Con ogni probabilità gli affreschi dovevano ricoprire tutte le pareti, che oggi, in parte, appaiono disadorne. All'interno della chiesa è presente un frammento di colonna classica scanalata che probabilmente in passato ha assolto alla funzione di acquasantiera. Alla sommità del catino absidale sono presenti delle tracce di lastre di pietra che fanno pensare che l'originaria copertura del tetto fosse realizzata con larghe lastre di pietra. Alla zona presbiteriale si accede attraverso due scalini. Al centro è presente un altare in pietra, rialzato anch'esso da uno scalino più basso rispetto a quelli del presbiterio. Sull'altare è incisa l'effige di un agnello. Il pavimento della chiesa è realizzato con pietrame irregolare.

Affreschi Con molta probabilità in origine la chiesa doveva essere completamente affrescata. Oggi restano solo dei lacerti nella parete nord e nel catino absidale. Gli affreschi della parete sud sono stati invece staccati per motivi conservativi ed oggi sono conservati presso il Museo Nazionale d'Abruzzo a L'Aquila. Sono presenti anche delle epigrafi, in parte ancora oggi leggibili.

Per quanto riguarda gli affreschi ancora in situ, presentano molte lacune e a tratti sono poco leggibili. Nella parete sud sono raffigurati santi, tra cui sono riconoscibili sia San Cristoforo che Sant'Onofrio, santi presenti anche in altre chiese della zona, come negli affreschi dell'oratorio di San Pellegrino a Bominaco, di San Tommaso a Caramanico, di San Paolo a Prata d'Ansidonia, di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, di Santa Maria di Ronzano, dimostrando che furono oggetto di devozione sul territorio abruzzese sin dal XII e per tutto il XIII secolo.

Nel catino absidale è raffigurato Cristo in trono benedicente tra due arcangeli.

Nella parete sud, dove oggi è presente una riproduzione dell'affresco staccato e conservato al Museo Nazionale d'Abruzzo, sono rappresentate varie scene, incorniciate, nella parte sommitale, da un fregio che raffigura dei girali vegetali.

L'affresco staccato rappresenta vari pannelli in cui sono raffigurati, nell'ordine, un Arcangelo con ai lati due committenti in posizione orante; la Madonna in trono che allatta il Bambino, riccamente abbigliata, con ad un lato del trono una committente in posizione orante; i santi titolari della chiesa, Crisante e Daria, riconoscibili da un'iscrizione; quattro santi, tra cui san Pietro e san Paolo, riconoscibili dagli attributi iconografici, con due sante riccamente abbigliate non chiaramente identificabili, al centro delle quali è rappresentata una committente; un santo vescovo riconoscibile dai paramenti liturgici con ad un lato un committente; una scena di martirio, probabilmente san Lorenzo, riconoscibile dalla graticola.

In entrambe le pareti e nel catino absidale sono presenti delle epigrafi che ci forniscono informazioni sui committenti. Tra questi è indicata una donatrice, Maria de Gualtieri de Gentile, che appare più volte rappresentata e citata nel ciclo di affreschi.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Architettura romanica

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Categoria:Chiese dell'Aquila Crisante e Daria Filetto