Labbazia di Santa Maria di Cambuskenneth, più semplicemente abbazia di Cambuskenneth, era un edificio religioso della Scozia. Sita vicino a Stirling, ne rimangono poche porzioni ben conservate, come il campanile e una parte del cimitero, che ospita anche la tomba di re Giacomo III di Scozia e della consorte Margherita di Danimarca.

Storia L'abbazia fu fondata nel 1140 per concessione di re Davide I di Scozia, che la dedicò a santa Maria Vergine e la diede in gestione all'ordine agostiniano, nello specifico ad alcuni monaci francesi dell'abbazia di Arrouaise che poi si emanciparono dalla chiesa madre. Secondo la tradizione scozzese, Cambuskenneth sorge sul sito di un'antica battaglia avvenuta tra gli scozzesi di Kenneth MacAlpin, primo re di Scozia e antenato di Davide, e gli ultimi ribelli pitti. Dell'abbazia originaria non è noto molto; a parte le fondamenta in pietra, il resto della struttura doveva essere costruito in legno, poiché dell'abbazia del XII secolo resta poco o nulla, mentre la maggior parte delle strutture in pietra sopravvissute risale al XIII secolo.

Data la sua vicinanza all'importante città di Stirling, l'abbazia fu spesso teatro di avvenimenti cruciali per la politica scozzese. Nel 1304 era occupata da re Edoardo I d'Inghilterra, che vi ricevette il giuramento di fedeltà di Robert Wishart, vescovo di Glasgow; appena due anni dopo invece era nelle mani del suo nemico Roberto I di Scozia, che da allora vi ricevette periodicamente i propri vassalli.

Nel 1488, non lontano dall'abbazia, si combatté la battaglia di Sauchieburn, dove re Giacomo III di Scozia affrontò una coalizione di baroni ribelli, che lo sconfissero e lo uccisero. Le spoglie di Giacomo furono quindi sepolte a Cambuskenneth; il sepolcro del sovrano è tra quelli meglio conservatisi nella porzione del cimitero, anche grazie a restauri successivi. La tomba era in realtà già in uso e ospitava le spoglie di Margherita di Danimarca, moglie di Giacomo, della quale il sovrano era rimasto vedovo due anni prima della battaglia di Sauchieburn.

L'abate di Cambuskenneth Patrick Paniter divenne uno dei maggiori consiglieri del successore Giacomo IV di Scozia, combattendo anche al suo fianco contro gli inglesi alla battaglia di Flodden Field del 1513; lo scontro tuttavia fu disastroso, con la morte del sovrano e l'abate uno dei pochi magnati scozzesi a riuscire a fuggire dal massacro. Al tempo della riforma protestante, l'abbazia già versava in uno stato di notevole trascuratezza, e il fanatismo anti-cattolico contribuì alla sua definitiva rovina. L'edificio fu dato in gestione a John Erskine, I conte di Mar, che ne cominciò il sistematico smantellamento per riutilizzarne la pietra nei lavori di costruzione da lui intrapresi nella vicina Stirling.

Fino al XIX secolo l'abbazia fu lasciata andare in rovina, e solo in epoca vittoriana cominciarono seri tentativi di preservarne i resti. Nel 1860 William Mackison, mastro architetto di Stirling, rinvenne i piani architettonici originari dell'abbazia; questa scoperta contribuì ad organizzare vari interventi di restauro tesi a conservare le strutture superstiti in maniera quanto più possibile fedele alla loro figura originaria.

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