Vos estis lux mundi è una lettera apostolica di papa Francesco, promulgata sotto forma di motu proprio il 9 maggio 2019. Stabilisce nuove norme di procedura per contrastare il fenomeno degli abusi sessuali e garantire che i vescovi e i superiori religiosi siano ritenuti responsabili delle loro azioni. Stabilisce norme universali, che si applicano a tutta la Chiesa.
A titolo sperimentale, le norme sono entrate in vigore per un periodo di tre anni, a partire dal 1º giugno 2019.
Le norme sono state poi ampliate e rese permanenti il 25 marzo 2023, con entrata in vigore il 30 aprile 2023. Nel preambolo papa Francesco afferma:
Il documento è stato pubblicato tre mesi dopo il vertice sugli abusi sessuali convocato da Papa Francesco in Vaticano nel febbraio 2019.
Storia La legge è entrata in vigore per un periodo sperimentale di tre anni (ad experimentum), a far data dal 1º giugno 2019. Il 25 marzo 2023, Papa Francesco ha pubblicato un decreto che ha reso permanente una nuova versione di Vos estis lux mundi e delle sue leggi a partire dal 30 aprile dello stesso anno. La nuova versione contiene le stesse norme della versione del 2019, ma con un ambito di applicazione ampliato per includere le indagini sui leader laici delle associazioni internazionali di fedeli.
Crimini rubricati Il documento ha per oggetto i seguenti crimini: abuso sessuale, sia su minori che su adulti, quando commesso con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità; abuso sessuale su minori di età inferiore ai 18 anni; abuso sessuale di persone vulnerabili, intese come «qualsiasi persona in stato di infermità, deficienza fisica o mentale, o privazione della libertà personale che, di fatto, anche solo occasionalmente, limiti la sua capacità di comprendere o di volere o comunque di opporsi al reato»; la produzione, l'esibizione, il possesso o la distribuzione di materiale pedopornografico; il reclutamento o l'induzione di un minore o di una persona vulnerabile a partecipare a spettacoli pornografici. Ciò riguarda quando i crimini commessi da chierici (vescovi, sacerdoti o diaconi) o da membri di istituti di vita consacrata e società di vita apostolica (religiosi o religiose), nonché l'occultamento di tali reati, quando commessi da un vescovo o da un moderatore supremo di una congregazione religiosa.
Le norme contenute nella Vos estis lux mundi sono di natura procedurale e istituiscono un sistema di segnalazione. Il motu proprio non introduce nuove sanzioni. I reati devono quindi essere puniti in conformità con le disposizioni canoniche esistenti.
Nelle parole di J. D. Flynn:
Meccanismi di segnalazione del reato a livello diocesano La legge impone che ogni diocesi nel mondo istituisca, entro il giugno 2020, «uno o più sistemi pubblici, stabili e facilmente accessibili per la presentazione di segnalazioni» relative ad abusi sessuali. Come osservato da Andrea Tornielli, «la legislazione non specifica in cosa consistano questi “sistemi”, perché lascia le scelte operative alla diocesi; e queste possono differire a seconda delle varie culture e condizioni locali».
Obblighi di segnalazione e denuncia La legge impone ai chierici e ai religiosi di segnalare i casi di abuso alle autorità ecclesiastiche ogni volta che vengono a conoscenza o hanno motivi fondati per ritenere che siano stati commessi abusi sessuali o che questi siano stati insabbiati. Inoltre, Vos estis lux mundi incoraggia tutti i laici a segnalare gli abusi sessuali commessi dal clero e il loro insabbiamento alle autorità ecclesiastiche competenti.
Vos estis lux mundi non impone ai chierici di segnalare il fatto alle autorità civili. Tuttavia, sottolinea che l'obbligo di segnalazione all'autorità ecclesiastica è indipendente dalla legislazione statuale, vale a dire che non interferisce né modifica alcun eventuale obbligo di segnalazione che possa essere contemplato nella legislazione di ciascun Paese. Infatti, ai sensi dell'articolo 19, le norme «si applicano senza pregiudizio dei diritti e degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, particolarmente quelli riguardanti eventuali obblighi di segnalazione alle autorità civili competenti».
Segnalazioni contro vescovi e coinvolgimento dei laici Se viene mossa un'accusa contro uno dei vescovi suffraganei di una provincia ecclesiastica che non sia manifestamente falsa, l'arcivescovo metropolita conduce un'indagine su mandato della Santa Sede. Se l'imputato è lo stesso metropolita, la relazione viene gestita dal vescovo della diocesi suffraganea con maggiore anzianità di nomina. Successivamente, il metropolita o il responsabile dell'indagine invia alla Santa Sede, ogni trenta giorni, una relazione sullo stato dell'indagine preliminare, che normalmente dovrebbe essere completata entro novanta giorni.
Nel condurre le indagini, il metropolita può avvalersi dell'aiuto di persone qualificate, sia laiche che ecclesiastiche, secondo «le esigenze del singolo caso e, in particolare, tenendo conto della collaborazione che possono offrire i fedeli laici», anche se la responsabilità ultima delle indagini rimane al metropolita. Per facilitare questo compito, le conferenze episcopali e le diocesi possono manutenere elenchi di persone qualificate disposte a collaborare alle indagini.
Al termine dell'indagine, il metropolita trasmette i risultati al dicastero vaticano competente, che procederà poi «secondo la legge prevista per il caso specifico», agendo sulla base delle norme canoniche già esistenti. Se necessario, sulla base dell'indagine preliminare, la Santa Sede può imporre immediatamente misure restrittive alla persona indagata.
Se il metropolita o il vescovo responsabile dell'indagine la esegue in modo inadeguato, egli stesso potrebbe essere indagato per insabbiamento.
Il canonista J. D. Flynn ha osservato:
Protezione degli imputati, vittime e i whistleblower Ai sensi dell'articolo 4, chiunque denunci un caso di abuso sessuale o di insabbiamento non può essere oggetto di «pregiudizi, ritorsioni o discriminazioni» a causa della denuncia stessa. Inoltre, né il denunciante né le vittime possono essere obbligati a mantenere il silenzio sui fatti. Vos estis lux mundi prevede inoltre che le vittime e le loro famiglie debbano essere trattate con dignità e rispetto, debbano essere accolte, ascoltate e sostenute e ricevere un'adeguata assistenza spirituale, medica e psicologica. Tuttavia, deve essere presunta l'innocenza dell'imputatoNews.Va: New norms for the whole Church against those who abuse or cover up Si ribadisce il principio della presunzione di innocenza della persona indagata. L'imputato sarà informato dell'indagine quando richiesto dal Dicastero competente. L'accusa dovrà essere notificata solo se viene avviato un procedimento formale. Se ritenuto opportuno, al fine di garantire l'integrità dell'indagine o delle prove, tale notifica potrà essere omessa nella fase preliminare. cui deve essere data la possibilità di difendersi e di ricevere assistenza legale (art. 12 § 7).
Reazioni Secondo il cardinale Daniel DiNardo, dal 2016 al 2019 presidente della Conferenza episcopale statunitense, ha dichiarato:
Secondo il Cardinale Seán Patrick O'Malley, presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori:
Secondo il canonista Kurt Martens:
In una nota ufficiale, Survivors Network of those Abused by Priests ha rilevato alcuni elementi positivi in Vos estis lux mundi, ma lo ha ritenuto carente, in particolare per quanto riguarda gli obblighi di segnalazione alle autorità civili:
Note
Voci correlate Pascite gregem Dei Diritto canonico (Chiesa cattolica) Pedofilia e Chiesa cattolica nel XXI secolo
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