Pascite gregem Dei (Pasci il gregge di Dio) è una costituzione apostolica promulgata da papa Francesco il 1° giugno 2021. Essa riforma il Libro VI del Codice di diritto canonico del 1983.
È entrata in vigore l'8 dicembre 2021.
Contesto Nel giugno 2021 la Chiesa cattolica ha aggiornato il Libro VI del suo Codice di Diritto Canonico del 1983 (con entrata in vigore l'8 dicembre 2021) per chiarire le norme relative a numerosi reati, compresi quelli a sfondo sessuale.
La revisione è stata il risultato di un lungo processo iniziato nel 2009 per prevenire e affrontare meglio i casi di abusi sessuali nella Chiesa cattolica, commessi per lo più da ecclesiastici nei confronti di minori affidati alle loro cure, ma anche nei confronti di adulti vulnerabili, ovvero di altri reati sessuali che la Chiesa considera peccaminosi perché violano il celibato ecclesiastico nella Chiesa cattolica.
Papa Francesco, l'arcivescovo Filippo Iannone e altri funzionari hanno affermato che in passato i vescovi erano stati troppo indulgenti nel punire i trasgressori, in parte a causa del margine di manovra consentito dalla formulazione vaga del diritto canonico, e hanno formalmente introdotto la riduzione allo stato laicale come pena per alcuni crimini sessuali.
Analisi
Nella teologia cattolica, il sesto comandamento del Decalogo è “Non commettere adulterio”. L'interpretazione della Chiesa cattolica del sesto comandamento è molto più ampia del semplice adulterio (rapporti sessuali extraconiugali) e riguarda una serie di reati contro la castità. Le disposizioni riviste sui reati sessuali derivano da questa ampia interpretazione del sesto comandamento. Le disposizioni del canone 1395 §3 sono basate sulla coercizione, in quanto richiedono la prova dell'uso della “forza, delle minacce o dell'abuso della propria autorità”.
Il canone 1398 §1 descrive i reati sessuali in cui la vittima era ritenuta incapace di dare il proprio libero consenso a motivo di “un uso abitualmente imperfetto della ragione”.
Esempi di variazioni Prima della riforma del dicembre 2021, il canone 1398 del Codice di Diritto Canonico del 1983 della Chiesa cattolica recitava: “Chi procura un aborto compiuto incorre in scomunica latae sententiae”. A seguito della riforma, la normativa è stata rinumerata come canone 1397 §2 e la sua formulazione è stata modificata:
Il canone 1395 §3 afferma:
Il 1398 §1 recita:
Critiche
I critici della revisione del 2021, tra cui i difensori delle vittime di abusi sessuali da parte di cattolici, hanno affermato che la Chiesa cattolica stesse ancora cercando di mantenere il controllo sul perseguimento e la punizione dei sospetti autori di reati sessuali, invece di consegnare i sospetti alla polizia e ai tribunali civili.
Secondo il difensore delle vittime Bart Smeets, poiché il diritto canonico cattolico non impone ancora a nessuno all'interno della Chiesa di segnalare i sospetti alle autorità secolari, gli abusi possono ancora essere insabbiati e puniti solo con clemenza, giungendo ale pene massime della riduzione alo stato laicale o della scomunica.
Note
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Collegamenti esterni
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