La ripartizione dei seggi congressuali è il processo mediante il quale i seggi della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America vengono distribuiti tra i 50 stati secondo il censimento più recente, come stabilito dalla Costituzione. Ogni stato ha diritto ad almeno un seggio alla Camera, e vengono assegnati un numero di seggi aggiuntivi che corrispondono approssimativamente alla sua quota della popolazione aggregata dei 50 stati.Le popolazioni di Washington e dei territori federali non sono comprese in questa cifra. Ad ogni stato vengono costituzionalmente assegnati due seggi al Senato e almeno un seggio alla Camera, a prescindere dalla popolazione.
Il numero massimo dei seggi della Camera è stato limitato a 435, secondo il Reapportionment Act del 1929, ad eccezione di un temporaneo superamento dal 1959 al 1962 fino a 437 quando l'Alaska e le Hawaii furono ammesse all'Unione.Public Law 62-5 del 1911. Sin dal censimento del 1940 viene utilizzato il metodo Huntington–Hill per distribuire i seggi tra gli stati. La legge federale impone che il segretario della Camera dei rappresentanti notifichi al governo di ogni stato il numero dei seggi assegnati allo stato stesso, non più tardi del 25 gennaio dell'anno immediatamente successivo al censimento decennale.
La dimensione della delegazione congressuale totale (che oltre ai rappresentanti include 2 senatori per ogni stato), determina anche la dimensione della sua rappresentanza all'interno del Collegio elettorale, che elegge il presidente degli Stati Uniti.
Contesto costituzionale Negli Stati Uniti la ripartizione dei seggi prevede la suddivisione dei 435 seggi elettorali ogni dieci anni. Ai sensi dell'Articolo I della Costituzione degli Stati Uniti d'America, le elezioni per la Camera dei rappresentanti si tengono ogni due anni e il numero dei delegati viene ripartito tra gli stati in base alla loro popolazione relativa.U.S.Const. art.I, §.2 La Costituzione non cita mai i distretti congressuali.
La Costituzione non specifica come debba essere effettuata la ripartizione, e dal momento dell'approvazione dell'Articolo sono stati utilizzati e sviluppati diversi metodi, come il Jefferso, l'Hamilton ed il Webster. Il metodo Jefferson fu utilizzato per la prima volta nel 1792 dopo il primo censimento decennale del 1790, ma fu poi abbandonato nel 1840 in quanto favoriva gli stati maggiori come la Virginia, lo stato di origine di Thomas Jefferson, che era anche lo stato più influente all'epoca.Balinski, M., & Young, H. (1983). Apportioning the United States House of Representatives. Interfaces, 13(4), 35–43. Il metodo Hamilton venne utilizzato ad intermittenza nei successivi 50 anni e fu infine sostituito dal metodo di Webster, dato che quello di Hamilton produceva paradossi al crescere della dimensione della Camera.Kohler, U., & Zeh, J. (2012). Apportionment methods. The Stata Journal, 12(3), 375–392. doi: https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/1536867X12012003032 Quando fu definito il numero dei seggi della Camera e dei distretti congressuali nel 1941, il metodo Huntington–Hill divenne quello ufficiale per la ripartizione dei seggi, e fu usato anche nel ciclo di redistribuzione del 2020. L'attuale metodo risolve molti dei problemi dei precedenti metodi, ma viola ancora la regola "una persona, un voto" stabilito dalla sentenza Wesberry v. Sanders del 1964 a causa di una deriva sistematica che dà maggiore rappresentanza e potere ai piccoli stati rispetto ai residenti dei grandi stati.Balinski, M., & Young, H. (2002). Fair Representation: Meeting the Ideal of One Man, One Vote (2nd ed.). Washington: Brookings Institution Press.
Questi metodi sono stati oggetto di dibattito per oltre 200 anni, poiché la perdita o l'acquisizione di un seggio incide sulla rappresentanza, che è la fonte del potere politico. I distretti congressuali sono soggetti alla Equal Protection Clause e la ripartizione dei distretti congressuali dovrebbe essere rispettare il più possibile la quota di popolazione media.Handley, L., & Grofman, B. (2014). Redistricting in comparative perspective. Oxford: Oxford University Press. La Corte suprema, con la sentenza Karcher v. Daggett (1983), rigettò i progetti di modifica dei distretti congressuali del New Jersey per via di una deviazione di meno dell'1%.
L'Articolo I, Sezione 2, Clausola 3 della Costituzione degli Stati Uniti in origine prevedeva:
La frase "tutte le altre persone" si riferisce agli schiavi, una parola non utilizzata nella Costituzione fino al XIII emendamento.
Dopo la guerra civile, il primo di questi requisiti venne superato dalla Sezione 2 del XIV emendamento:
La frase "conteggiando il numero totale di persone in ogni Stato" è generalmente interpretata come inclusiva dei non cittadini, ai fini della ripartizione dei seggi.
Redistribuzione Le ripartizioni avvengono normalmente dopo ogni censimento decennale, sebbene la legge che regola il numero totale dei rappresentanti e il metodo di ripartizione da applicare in quel momento siano emanate prima del censimento.
La ripartizione decennale determina inoltre l'entità della rappresentanza dello stato all'interno del Collegio elettorale; l'Articolo II, Sezione 1, Clausola 2 della Costituzione prevede che il numero degli elettori per ogni stato sia pari alla sua delegazione congressuale (pari quindi al numero di rappresentanti sommati al numero dei senatori).
Le legge federale prevede che il Segretario della Camera dei rappresentanti notifichi al governo di ogni stato, non più tardi del 25 gennaio dell'anno immediatamente successivo al censimento, il numero di seggi a cui ha diritto. Sia che il numero vari oppure no, lo stato determina l'estensione delle aree geografiche coperte dai propri distretti congressuali in modo da equalizzare la popolazione di ogni distretto.
Dato che il termine per il Segretario della Camera è a gennaio e gli stati necessitano di un tempo sufficiente per ridisegnare i distretti, il censimento decennale non si applica alle elezioni che si tengono in quello stesso anno. Ad esempio, la definizione del Collegio elettorale e dei distretti congressuali per le elezioni presidenziali del 2020 furono ancora basate sul censimento del 2010; tutti i nuovi distretti basati sul censimento del 2020 non entrarono in vigore fino alle elezioni di metà mandato del 2022, e i nuovi rappresentanti entrarono in carica nel gennaio 2023.
Numbero di membri
La dimensione della Camera dei rappresentanti, cioè il numero di delegati o seggi, è attualmente fissata a 435 per effetto del Reapportionment Act del 1929. Vi sono cinque ulteriori cinque membri non votanti che rappresentano il distretto di Columbia ed i territori delle Samoa Americane, Guam, le Isole Marianne Settentrionali, che elessero per la prima volta un rappresentante nel 2008,Bush signs federalization bill, Agnes E. Donato, Saipan Tribune, May 10, 2008. e le Isole Vergini Americane. Puerto Rico elegge inoltre un commissario residente ogni quattro anni.
Controversie e storia Dal 1789, con la convocazione del 1º Congresso secondo la Costituzione, il numero di cittadini rappresentati da un distretto congressuale è salito da una media di a oltre . Prima del XX secolo, il numero dei rappresentanti cresceva ogni decennio ogni volta che nuovi stati aderivano all'Unione, e la popolazione cresceva.
Il numero ideale di membri è un tema di disquisizione fin dalla fondazione della nazione. George Washington riteneva che la rappresentanza originale proposta durante la Convenzione di Filadelfia (un rappresentante ogni abitanti) non fosse adeguata e sostenne una modifica per ridurre la cifra a . Questa fu l'unica volta in cui Washington espresse un'opinione su uno dei temi in fase di dibattito durante l'intera Convenzione.Madison's notes on the Constitutional Convention - Tuesday September 17, 1787 Cinque anni dopo, Washington dimostrò ancora la sua insistenza nel non avere più di abitanti per rappresentante che esercitò il primo veto presidenziale della storia su una legge che permetteva a metà degli stati di oltrepassare tale quota.
Nel saggio Il Federalista N. 55, James Madison sostenne che la dimensione della Camera dei rappresentanti dovesse trovare un giusto equilibrio tra la capacità dell'organismo di legiferare, e la necessità che i legislatori avessero un rapporto sufficientemente stretto con la popolazione per comprendere le problematiche locali; sosteneva inoltre che la classe sociale di tali rappresentanti dovesse essere sufficientemente vicina a quella dei rappresentanti, in modo da empatizzare con i sentimenti della popolazione e che il loro potere fosse sufficientemente condiviso da limitare l'abuso della fiducia e degli interessi pubblici.
Madison discusse anche le affermazioni antifederaliste secondo cui la rappresentanza sarebbe stata inadeguata, sostenendo che le principali carenze avrebbero costituito un disagio minimo, poiché sarebbero state risolte piuttosto rapidamente per effetto della redistribuzione decennale. Osservò tuttavia che:
Madison si oppose all'idea che un numero maggiore fosse meglio:
+ Rappresentanza storica alla CameraAnno diinizio*Rif.CensimentoCittadini mediper rappresentante1793179034 4361803180034 6091813181036 3771823182042 1241833183049 7121843184071 3381853185093 02018631860122 61418731870130 53318831880151 91218931890173 90119031900193 16719131910210 58319231920243 72819331930280 67519431940301 16419531950334 58719631960410 48119731970469 08819831980510 81819931990571 47720032000646 94620132010709 76020232020761 169* Le elezioni si tengono l'anno precedente
Tetto al numero dei membri L'Apportionment Act del 1911 innalzò il numero di membri della Camera a 433, e indicò la ripartizione dei seggi tra gli stati. Prevedeva inoltre seggi aggiuntivi per l'ammissione all'Unione dell'Arizona e del Nuovo Messico come stati, incrementando il numero a 435 nel 1912.
Nel 1921 il Congresso non riuscì a ridistribuire i membri della Camera come richiesto dalla Costituzione. Questa mancata ridistribuzione potrebbe avere una motivazione politica, poiché la neoeletta maggioranza repubblicana potrebbe aver temuto l'effetto che tale ridistribuzione avrebbe avuto sulle loro future prospettive elettorali. Una redistribuzione dei seggi nel 1921 secondo le forme tradizionali avrebbe incrementato i seggi della Camera a 483, ma molti stati membri avrebbero perso seggi a causa degli spostamenti della popolazione, e la Camera non aveva sufficiente spazio per allocare 483 postazioni. Alla fine degli anni '20 non erano state effettuate redistribuzioni di seggi sin dal 1911, pertanto vi era una vasta diseguaglianza rappresentativa, secondo la dimensione del distretto medio. Nel 1929 alcuni stati avevano distretti grandi il doppio di altri, a causa della crescita della popolazione e dello spostamento demografico.
Nel 1929 il Congresso (all'interno del quale il Partito Repubblicano aveva la maggioranza sia alla Camera che al Senato, oltre che la Presidenza) approvò il Reapportionment Act del 1929, che pose il limite di 435 ai seggi della Camera, e istituì un metodo permanente per limitare il numero di seggi a 435. Questo limite è rimasto inalterato finora, ad eccezione di un incremento temporaneo a 437 durante l'86º e 87º Congresso, eletti nel 1959 e nel 1961, per via dell'ammissione come nuovi stati dell'Alaska e delle Hawaii.
Due stati, Wyoming e Vermont, hanno popolazioni inferiori alla media di distretti congressuali, anche se nessuno di loro ha popolazioni inferiori al distretto congressuale meno popoloso.
Ripartizione storica Nota: la prima ripartizione fu stabilita dalla Costituzione, basandosi sulle stime di popolazione effettuate dalla Convenzione di Filadelfia, e non fu basata su censimento o conteggi.
Lo sfondo grigio in grassetto indica il numero massimo di seggi assegnati allo stato.