Il Castello di Pizzoli, o Castello Dragonetti De Torres, è una struttura fortificata a Pizzoli in provincia dell'Aquila, che risale al XVII secolo e si deve al marchese Dragonetti, che ne commissionò i lavori. L'edificio è addossato ad una torre pentagonale del XII secolo che è traccia dell'edificio preesistente che era un fortilizio.

Descrizione

La struttura è a sezione quadrangolare con garitte di vedetta e difesa munite di feritoie. L'ingresso è monumentale, le ampie scalinate convergono verso il portone d'ingresso, dallo sguardo rivolto al giardino.

Il nucleo architettonico medievale originario è un recinto di difesa con torre inglobata (che corrisponde allo sperone più avanzato del perimetro), della tipologia del Castello-recinto utile al contenimento delle greggi o di difesa della popolazione in caso di attacco, munito di cortine ed almeno una torre, esterna o interna alla cortina di difesa, che fungeva da sede del comando ed abitazione del feudatario, saldandosi così le due funzioni residenziale e militare fin dalla fase medievale.

Storia Il castello più antico Castrum Pizzolum risalente all'invasione normanna, sorgeva probabilmente sulla cima del monte Marine a più di 1000 m d'altitudine. In un periodo successivo, ma sempre nel Medioevo, alle pendici del monte venne costruito un altro castello come riparo per la popolazione e le greggi in caso di necessità. Di questo rimangono poche tracce, inglobate nel Palazzo Dragonetti-de Torres. Questo fu uno dei castelli fondatori della città di L'Aquila e fu attaccato dal cavaliere Niccolò dall'Isola durante la distruzione delle rocche per favorire lo sviluppo della nascente città.

Sul retro del palazzo e in alcune stanze interne, si possono ammirare i resti delle strutture medievali come la torre di forma pentagonale con il puntone esterno che garantiva una buona resistenza in caso di attacco. Con il restauro all'interno del palazzo è stata riportata alla luce la muratura della torre e la porta di accesso in quota raggiungibile probabilmente con una scala in legno che veniva posizionata all'occorrenza.

Fu il cardinale Cosimo de Torres che, nel 1622, lo fece progettare dall'architetto e scultore Pietro Larbitro. Per costruirlo vennero demolite gran parte delle mura che circondavano la torre Medioevale usata all'epoca come rimessa per il bestiame. Caratteristiche sono le sue torrette di avvistamento, o casematte di tiro rifatte nell'Ottocento, che hanno conferito al manufatto una certa severità e la denominazione di castello. L'altro elemento architettonico notevole è la scala di entrata col portale principale legato con elementi decorativi alla finestra balconata del piano nobile, elementi tipici delle ville cinquecentesche romane.

La dominazione spagnola e il Palazzo Dragonetti - de Torres

Durante la dominazione spagnola che mise fine all'autonomia dell'Aquila e al rapporto città-territorio, Pizzoli venne assegnata in feudo al Capitan Francisco Aldonas. Il castello dopo una serie di passaggi di proprietà fu annesso ai domini feudali dei Marchesi de Torres e per volere del cardinale Cosimo nel 1622 venne ammodernato e trasformato, dall'architetto e scultore Pietro Larbitro, nel palazzo, oggi chiamato Dragonetti-de Torres in seguito all'unione delle due famiglie.

Il palazzo presenta un aspetto signorile con la facciata principale ornata da un'ampia scalinata a due rampe. Si riconoscono elementi decorativi tipici delle ville romane cinquecentesche. Oggi le caratteristiche torrette, chiamate anche casematte, danno all'edificio l'aspetto di un vero e proprio castello difatti esse servivano per difendere il palazzo e nelle pareti sono presenti delle forature dove venivano inseriti gli archibugi.

All'interno del palazzo si possono vedere ampi saloni, scalinate monumentali e una piccola cappella privata con il soffitto decorato con stucchi. Sui soffitti dei saloni principali si può vedere lo stemma della casata de Torres con l'aggiunta del tipico cappello rosso, simbolo della carica da cardinale, che Cosimo aveva ottenuto nel 1622. Che il proprietario fosse Cosimo è ribadito dalla scritta COS CARD DE TORRES su molti degli architravi del palazzo.

Epoca contemporanea

Gli interni, che un tempo accoglievano gli arredi tipici del tempo, furono spogliati durante la permanenza tedesca nella seconda guerra mondiale.

Nel 1950 la struttura venne trasformata in un sanatorio per i malati di tubercolosi.

Note

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