Il sugo di strigoli (o stridoli; in dialetto stridul, strigul, strigle) è un sugo della tradizione culinaria romagnola, in particolare della provincia di Forlì-Cesena. Gli strigoli devono il loro nome al suono che producono le loro foglie quando vengono strofinate tra le dita; anche per questo motivo, una volta tra bambini si usava farle scoppiettare tra le mani o sulla fronte.
Storia Gli strigoli, crescendo spontaneamente in Romagna, in particolare nel territorio dell'Appennino, fanno parte da lungo tempo di alcune ricette della cucina locale. In passato erano usati dalle classi più umili che non potevano permettersi di acquistare la carne (tranne le frattaglie). I teneri gambi e le foglie si raccoglievano dalla fine dell'inverno fino alla primavera inoltrata (se possibile anche in estate); la raccolta avveniva in modo da non estirpare la pianta, che così sopravviveva e ricacciava. Venivano utilizzati per insaporire numerose ricette, tra cui il "brodo matto".
Preparazione
Gli strigoli sminuzzati o tritati vengono uniti a un battuto di aglio e scalogno (o cipolla) fatto precedentemente soffriggere, solitamente assieme a lardo o pancetta, aggiungendo poi la conserva di pomodoro..
Note
Voci correlate Strigoli
Categoria:Cucina romagnola Categoria:Salse