Biografia Nicola D'Aloisio nasce a Vasto il 17 dicembre 1883 dall'ingegnere Luigi D'Aloisio (Palmoli, 1852 - Vasto 1941) e Lucia Jecco (Vasto, 1852 - Vasto, 1934).

La coppia ha quattro figli, di cui Nicola D'Aloisio è il primogenito. Gli altri tre sono Michele D'Aloisio (ingegnere), Roberto (sergente di fanteria durante la prima guerra mondiale) e l'artista Carlo D'Aloisio da Vasto.

Associazione "Stella Azzurra" Nel 1899 Nicola D'Aloisio, insieme ad un gruppo di giovani liberali, fonda l'Associazione culturale "Stella Azzurra", con sede sociale in via Vescovado.

Tra i soci fondatori, sono presenti anche Francescopaolo Giovine e Raffaele Scolavino. Tra gli altri personaggi che fanno parte del sodalizio vi sono Carlo Mariani, Francesco Pisarri, Ernesto e Vittorio Giovine, Michele Cavallone, Pasquale Calabrese, Giuseppe Perrozzi ed il poeta Giuseppe Marchesani.

Nel 1907, Nicola D'Aloisio ricopre la carica di presidente. Lo scopo dell'associazione è il miglioramento morale e spirituale della gioventù. Oltre a gite e momenti ricreativi, l'associazione organizza conferenze con la partecipazione di illustri ospiti.

Nel 1903, "Stella Azzurra" istituisce un corso gratuito di scuole elementari per tutti coloro che non possono permettersi di frequentare scuole private.

Attività Dopo il 1903, Nicola D'Aloisio si trasferisce a Roma, dove vive per oltre quarant'anni, facendosi conoscere e apprezzare negli ambienti artistico-letterari della capitale.

Frequenta teatri, tiene conferenze, si occupa di questioni sindacali nell'arte, ha anche un buon successo con le sue commedie, ma, nonostante ciò, si tiene sempre da parte dal grande pubblico e lontano dai sodalizi letterari. Scrive di tutto ciò che osserva e ne fa tesoro.

Commediografo Nel 1910 viene presentato presso il Teatro Rossetti il suo dramma in un atto "Per non morire", che rispecchia il dramma della disoccupazione di Vasto.

Nel 1919 vince il secondo premio al Concorso Drammatico del Dopolavoro Ferroviario di Roma, indetto dalla Società degli autori di Roma con il dramma in 3 atti "Quando il sogno è finito" (inizialmente pensato con il titolo di "Quando ci si desta").

Nello stesso anno viene annunciato, come lavoro già pronto, "Il problema di Amleto", scritto a quattro mani con Temistocle D'Ettore. Due anni dopo, nel 1921, viene pubblicata la commedia "Il desiderio e l'amore" sulla rivista "Commedia della Domenica".

L'intensa attività drammaturgica di Nicola D'Aloisio prosegue con l'atto unico "La cena di Pierrette", rappresentato il 13 febbraio 1924 a Roma, nell'Accademia di recitazione Cesare Dandini, e riproposto il 18 gennaio 1928 all'Arcimboldi di Milano dalla Compagnia Talli. Questo atto unico è formato da scene brevi ben costruite e ricche di dialogo, con i personaggi, in particolare i due principali, delineati con sicurezza e garbo, con vicende divise tra passione e dolore.

Nell'estate del 1924, nel Salotto di Palazzo Altieri di Roma, Ferdinando, Renata e Sandro Morandi mettono in scena il dramma "Colui che paga". È stato ripreso anche nel 1927 dalla Compagnia Veneziana di Cesco Baseggio, in occasione della serata d'onore per l'attore, e rappresentata al Teatro Odescalchi di Roma.

Il 4 febbraio 1929 all'Astra di Roma viene rappresentata, dalla Compagnia Graziosi, la commedia in tre atti "Tutti con gli occhiali, signori".

Il 1 febbraio 1931, presso il Teatro Apollo di Roma, la Compagnia del Teatro della Fiaba diretta da Gian Maria Cominetti e Giovanni Petti mette in scena "L'avventura di Jò-Jò", fiaba in tre atti di Nicola D'Aloisio musicata dal Maestro Dino Janita.

L'11 giugno 1932 è la volta di "Fanfan, viaggiatrice di commercio", atto unico tratto da una novella di Dina Galli, rappresentato a Roma, presso il Teatro Baracca e Burattini, dalla Compagnia dei cinque autori.

Tra le altre commedie e romanzi, pubblicate o rimaste inedite vi sono "L'amante" (commedia), "Quando il sogno è finito" (commedia), "Cuori nel mondo" (commedia) e "La madre" (dramma).

Autore Nicola D'Aloisio ha pubblicato diverse novelle in molte riviste. Tra le più importanti, "Più nulla" e "Una notte di Natale" su "Terra Vergine", "Sogno dell'ultima sera di Carnevale" su "Il Giornale d'Abruzzo e Molise" e "Scaricalasino", pubblicata da Carabba di Lanciano nel 1907.

Ha pubblicato molti articoli riguardanti Vasto e l'Abruzzo su riviste nazionali o locali della propria terra d'origine, come l'"Istonio", diretto da Emilio Monacelli, e l"Histonium", diretto da Espedito Ferrara.

Durante la prima guerra mondiale pubblica una contemplazione di guerra dal titolo "Sulla soglia dell'ombra", con la copertina disegnata dal fratello Carlo D'Aloisio da Vasto, e cura la pubblicazione di "A beneficio delle famiglie dei richiamati", un numero ricco di pensieri, poesie, novelle e illustrazioni di Dino Vannucci, Carlo d'Aloisio da Vasto, Tito Grilli e Vincenzo Alicandri. Nel volume, Nicola D'Aloisio è presente con una poesia, "Ode all'alpino", dedicata al fratello Roberto e un "Pensiero" alle Madri d'Italia.

Nel 1919, per la Modernissima di Milano, pubblica il profilo di Fausto Maria Martini, figura di intellettuale e scrittore.

Critico teatrale Tra i principali artefici della rivista "Aprutium", a Nicola D'Aloisio viene affidata la redazione romana con sede in via Sicilia. Si occupa di inviare alla rivista diretta da Valentino Zopito le cronache di opere teatrali, alla cui prima egli assiste personalmente.

Collabora con numerosi periodici e giornali: "La Rivista d'Oggi", "Terra Vergine", "Istonio", "Il Vastese d'Oltre Oceano", "Il Risorgimento d'Abruzzo e Molise", "L'Idea Abruzzese", "L'Abruzzo", "Il Tevere", "Varietas", "Il Risveglio", "La Fiorita", "Il Pensiero", "Domani", "Teatro-Scenario", "L'Eloquenza" e "Meridiano di Roma".

Conferenziere Nicola D'Aloisio ha tenuto importanti relazioni, alcune delle quali sfociate poi in pubblicazioni, tenute all'Associazione della Stampa, alla Dante Alighieri, al Lyceum Romano, all'Accademia Forense di Cultura e alla Università Popolare su personaggi quali Gabriele D'Annunzio, Giovanni Cena, Fausto Maria Martini, Lucio D'Ambra, Alfredo Baccelli, Cesare Giulio Viola, Giacomo Di Giacomo, Luigi Chiarelli, Luigi Antonelli, Guido Gozzano, Diego Calcagno e Ugo Betti.

Nel 1923, invitato dall'Associazione Abruzzese-Molisana, tiene una conferenza nell'ambito delle conversazioni regionali, sul tema "Santa poesia d'Abruzzo!"

Il 22 gennaio 1956, invitato dalla Società Amici di Castel Sant'Angelo di Roma, in occasione del centenario della nascita di Giovanni Pascoli, tiene un'importante conferenza sul poeta romagnolo.

Poeta Intensa anche l'attività poetica di Nicola D'Aloisio. Nel 1905, mentre si trova a Firenze per il servizio di Leva, pubblica i versi "Echi de l'anima", per la tipografia E. Ducci. Molte altre sono le poesie inviate e pubblicate dal settimanale "Istonio", tra il 1905 e il 1911.

Nel 1934 partecipa al concorso "I poeti del tempo di Mussolini", con la poesia "A Tito Menichetti". La composizione non viene premiata, ma viene pubblicata insieme alle altre più meritevoli sulla rivista "Antieuropa", diretta da Asvero Gravelli. La stessa poesia viene ripresa e pubblicata insieme a "Ode all'alpino" e "Sul Gianicolo" nel volume "Poeti in camicia nera".

D'Aloisio è anche autore dell'inno "Il saluto alla bandiera", musicato dal maestro Alessandro Ravera, cantato negli anni Trenta nelle scuole italiane.

Premi e riconoscimenti Nel 1925, Nicola D'Aloisio vince il primo premio al concorso Lyceum Romano con il dramma "Una notte di maggio", rappresentato il 27 giugno al Teatro Argentina di Roma dalla compagnia Niccoli.

Su proposta del Capo del Governo e del Ministro dell'Agricoltura, e con sovrano motu proprio, nel 1930 Nicola D'Aloisio viene nominato Cavaliere dell'ordine della Corona D'Italia.

A Nicola D'Aloisio è stato dedicato il volume "Solitudine e Avventura di Romualdo Pàntini... e altri scritti", pubblicato nel 2020 da "Il Torcoliere Editore". Si tratta di una raccolta delle opere di D'Aloisio, curata da Pasquale Spadaccini.

Morte e vita privata Nicola D'Aloisio muore a Roma il 10 aprile 1960.

Della sua vita privata non si sa molto. La moglie, Livia Berti, gestisce il Milton, una pensione di prima categoria, nello stesso stabile dove abitano i D'Aloisio.

Il corpo di D'Aloisio viene tumulato nel cimitero di Vasto accanto alle tombe del padre e della madre.

Note