Commentatore biblico e critico dei documenti ecclesiastici e della storia dei dogmi, è talvolta conosciuto come “il padre del razionalismo tedesco”.

Biografia Figlio di un povero ecclesiastico crebbe in un ambiente pietistico, che influenzò profondamente la sua vita, anche se non divenne mai un pietista. All'età di diciassette anni entrò all'Università di Halle, dove divenne allievo, poi assistente e infine esecutore letterario del professore razionalista S. J. Baumgarten. Scrisse anche poesie in latino. Nel 1749 accettò la carica di redattore, con il titolo di professore, della Gazzetta ufficiale di Coburgo. Nel 1751 fu invitato all'Università di Altdorf come professore di filologia e storia, e nel 1752 divenne professore di teologia ad Halle. Dopo la morte di Baumgarten nel 1757, Semler divenne capo della Facoltà teologica, e la feroce opposizione provocata dai suoi scritti e dalle sue lezioni non fece altro che aumentare la sua fama di professore. La sua popolarità continuò immutata fino al 1779. In quell'anno, pubblicò una risposta (Beantwortung der Fragmente eines Ungenannten) ai Frammenti di Wolfenbüttel (vedi Reimarus) e alla Confessione di fede di K. F. Bahrdt, un passo che fu interpretato dai razionalisti più radicali come una rinuncia alla sua posizione razionalistica.

Persino il governo prussiano, che era favorevole a Bahrdt, manifestò il proprio disappunto per questo nuovo ma del tutto coerente aspetto del suo pensiero. Tuttavia, sebbene Semler non fosse incoerente con se stesso nell'attaccare le opinioni di Reimarus e Bahrdt, la sua popolarità iniziò a declinare e, verso la fine della sua vita, sentì il bisogno di sottolineare il valore apologetico e conservatore della vera ricerca storica. La sua difesa del famigerato Editto del 9 luglio 1788, emanato dal Ministro prussiano per gli affari ecclesiastici, Johann Christoph von Wöllner, il cui obiettivo era quello di imporre l'ortodossia luterana, potrebbe essere citata come segno del declino dei suoi poteri e di un'infedeltà ai suoi principi. Morì a Halle, nel Magdeburgo, esausto e deluso.

Importanza e eredità L'importanza di Semler, talvolta definito “il padre del razionalismo tedesco”, nella storia della teologia e del pensiero umano risiede nel suo ruolo di critico dei documenti biblici ed ecclesiastici e della storia dei dogmi religiosi. Non era un pensatore filosofico né un teologo, ma insisteva, con un'energia e una tenacia fino ad allora sconosciute, su alcune distinzioni di grande importanza se correttamente elaborate e applicate, ad esempio la distinzione tra religione e teologia o quella tra credenze personali private e credi storici pubblici. La sua grande opera fu quella di critico. Fu il primo a rifiutare il valore uguale dell'Antico e del Nuovo Testamento, l'autorità uniforme di tutte le parti della Bibbia, l'autorità divina del canone tradizionale delle Scritture, l'ispirazione e la correttezza dell'Antico e del Nuovo Testamento e, in generale, l'identificazione della Rivelazione con la Sacra Scrittura.

Sebbene in una certa misura anticipato dal deista britannico Thomas Morgan, Semler fu il primo a prendere debitamente nota e a utilizzare a fini critici l'opposizione tra i partiti giudaico e anti-giudaico della Chiesa primitiva. Fu lui a guidare il compito di scoprire l'origine dei Vangeli, delle Epistole, degli Atti degli Apostoli e dell'Apocalisse. Ravvivò i precedenti dubbi circa la redazione paolina della Lettera agli Ebrei, mise in discussione la paternità di Pietro della Prima lettera e riferì la Seconda lettera alla fine del II secolo. Desiderava rimuovere del tutto l'Apocalisse dal canone.

Nel campo della critica testuale, Semler perseguì ulteriormente il principio di classificare i manoscritti in famiglie, adottato da Richard Simon e Johann Albrecht Bengel. Nell'ambito della storia della Chiesa, Semler fu un pioniere in molti periodi e in diversi ambiti. Friedrich Tholuck lo definì «il padre della storia delle dottrine» e Ferdinand Christian Baur «il primo a trattare quella storia da un vero punto di vista critico». Allo stesso tempo, tutti ammettono che egli non fu altro che un pioniere.

La sua concezione della Chiesa è stata contrapposta a quella di Friedrich SchleiermacherRendtorff, Trutz. Church and Theology: The Systematic Function of the Church Concept in Modern Theology, Westminster Press, 1971, .

Opere Tholuck indica in 171 il numero delle opere di Semler, di cui solo due hanno raggiunto una seconda edizione. Tra le più importanti vi sono: Commentatio de demoniacis (Halle, 1760, 4th ed. 1779) Umständliche Untersuchung der damonischen Leute (1762) Versuch einer biblischen Damonologie (1776) Selecta capita historiae ecclesiasticae (3 vols., Halle, 1767–1769) Abhandlung von freier Untersuchung des Kanon (Halle, 1771–1775) Apparatus ad liberalem N. T. interpretationem (1767, ad V. T., 1773) Institutio ad doctrinam Christ. liberaliter discendam (Halle, 1774), Über historische, gesellschaftliche, und moralische Religion der Christen (1786) Semler's Lebensbeschreibung, von ihm selbst abgefasst (Halle, 1781–1782) (autobiografia) Si veano anche: Wilhelm Gass, Geschichte der protestantischen Dogmatik (Berlin, 1854–1867) Isaak Dorner, Geschichte der protestantischen Theologie (Munich, 1867) article in Herzog's Realencyklopädie Adolf Hilgenfeld, Historische-kritische Einleitung in das Neue Testament (Leipzig, 1875) F. C. Baur, Epochen der kirchlichen Geschichtsschreibung (1852) Albrecht Ritschl, Geschichte des Pietismus (Bonn. 1880-1888)

Note

Bibliografia La presente voce incorpora parti del testo di pubblico dominio della seguente pubblicazione: Chisholm, Hugh, ed. (1911). "Semler, Johann Salomo". Encyclopædia Britannica. Vol. 24 (11th ed.). Cambridge University Press. p. 630.

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