Biografia Ben poche sono le notizie attorno a questo fotografo che, come molti altri, specie francesi ed inglesi, si riversarono in Italia, intorno alla metà dell'Ottocento con l'intento di fotografare l'archeologia delle antichità greche e romane, le bellezze e le vestigia medievali e rinascimentali.

Tra le non molte immagini pervenute sino a noi, conservate in collezioni private, è noto che era già attivo nel 1854 quando fotografò il Chiostro della Cattedrale di Le Puy a Le Puy-en-Velay, oltre ad altri monumenti e paesaggi della zona. Ebbe uno studio a Lione dove effettuava ritratti, carte de visite e dove dava lezioni di fotografia: tutto ciò si collocava negli anni Cinquanta e che la sua tecnica preferita fu quella della carta salata.

Laresche, accompagnato dal suo amico e collega Th. Monaton, fece un viaggio fotografico in Sicilia nel 1855 del quale si segnala l'immagine Ruines en Sicile temple de Junon (Rovine in Sicilia, Tempio di Giunone), probabilmente la prima fotografia del monumento, firmata "Auguste Laresche et Th. Monaton" con l'annotazione a tergo Voyage en Sicile n° 33, Temple de Junon Lucine à Girgenti. Girgenti, parola derivata dall'arabo "Kerkent", ha mantenuto questo nome fino al 1927, prima di diventare Agrigento.

Della permanenza in Sicilia vi è certezza anche per un'altra immagine, conservata presso gli Alinari, che mostra il pittoresco porticciolo di S. Erasmo, una piccola terra dove si era insediata una piccola comunità di pescatori e marinai all'estremità sud di Palermo, che ricorda un dipinto ad olio di un noto paesaggista cittadino Tommaso Riolo (1815-1886). Una seconda immagine identica si trova in una collezione privata. L'immagine del porticciolo è stata oggetto di varie mostre.

Probabilmente nello stesso periodo, tornato a Lione, eseguì con il socio alcuni nudi di cui rimangono pochissime copie presso collezionisti. Non è noto che cosa sia accaduto alla fine degli anni Cinquanta se Laresche abbia continuato l'attività o se abbia lasciato l'atelier al socio Monaton che, pur, cambiando sede nella stessa città di Lione, mantenne il nome della ditta. Non è dato sapere assolutamente nulla sulla sua morte, né dove.

Non si conoscevano fotografie che ritraevano Laresche fin quando un collezionista è entrato in possesso di una carte de visite nella quale, scritta a matita, sul bordo inferiore del cartoncino di supporto, compare la frase "Famille Auguste Laresche". La foto mostra una scena familiare di un uomo e una donna (probabilmente marito e moglie), un bambino, la domestica e un piccolo cagnolino. Se la dicitura è effettivamente riferita alla sua famiglia, si tratta dell'unica immagine dove compaia Auguste Laresche.

Note

Voci correlate carte de visite

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