Sorella minore di Juan Pablo Duarte, contribuì alla causa dell'indipendenza dominicana, partecipando attivamente alle organizzazioni La Trinitaria e La Filantrópica.

Biografia Nata nella città di Santo Domingo, nel quartiere di Santa Bárbara, il 28 giugno 1820, figlia di Juan José Duarte Rodríguez e Manuela Díez Jiménez, sorella di Vicente Celestino Duarte e Juan Pablo Duarte, Padre della Patria della Repubblica Dominicana.

Fu dedita alla causa patriottica del fratello Juan Pablo, membro fondatore della società segreta politico-militare indipendentista denominata La Trinitaria. Il suo contributo alla nazione dominicana è considerato dallo storico Emilio Rodríguez Demorizi come il “Nuovo Testamento” della storia dominicana.

Insieme alle sue amiche, partecipò alle rappresentazioni teatrali che si tenevano nell'edificio della Cárcel Vieja, situato accanto al Palacio de Borgellá, di fronte al Parque Colón, con le quali sensibilizzava l'opinione pubblica sulla causa indipendentista. Con queste rappresentazioni teatrali si raccoglievano fondi per acquistare munizioni e coprire le spese della causa politica supportata dall'organizzazione.

Nel 1845 fu condannata all'esilio, deportata insieme alla madre e ai fratelli. Dovette abbandonare il suo fidanzato, Tomas de la Concha, che fu fucilato nel 1855 insieme ad Antonio Duvergé.

Il 26 ottobre 1888 morì di dissenteria a Caracas, in Venezuela, dodici anni dopo la morte di suo fratello, Juan Pablo Duarte.

Onorificenze Una delle strade principali di Santo Domingo porta il suo nome. La strada Rosa Duarte si estende dal viale Bolívar fino al viale 27 de Febrero. Anche una delle stazioni della linea 2 della metropolitana di Santo Domingo porta il nome di Rosa Duarte.

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