Biografia e formazione Gianni (Giovanni) Francioni nasce a Sassari nel 1950, da genitori entrambi insegnanti: docente di italiano e latino il padre, maestra elementare la madre come pure i nonni materni. Secondo di sei figli, cresce in un ambiente familiare dove coesistono valori libertari (il bisnonno, Felice Francioni, fu garibaldino e internazionalista) accanto ai principi cattolici provenienti dal ramo materno e dal padre, in gioventù attivo nella FUCI e nel dopoguerra consigliere al Comune di Sassari per la Democrazia Cristiana.
Compie gli studi classici al Liceo «Domenico Alberto Azuni», dove da subito si interessa ai problemi della riforma della scuola e partecipa alle prime istanze di contestazione studentesca, allargando in breve il suo orizzonte a tematiche politico-sociali più ampie. Punti di riferimento per la sua formazione ideale e culturale sono in questo periodo tre intellettuali progressisti: lo storico della Sardegna Manlio Brigaglia, suo professore di italiano, l’avvocato e studioso del banditismo sardo Giuseppe Melis Bassu e il filosofo e giurista Antonio Pigliaru, intorno ai quali si raccoglie un'intera generazione di giovani sassaresi di sinistra. A 16 anni fonda e dirige «Iniziativa», periodico studentesco “impegnato” che si occupa di tematiche giovanili; nello stesso periodo, fra il 1966 e il 1968, scrive nella rubrica I problemi dei giovani, spazio di discussione promosso dal quotidiano «La nuova Sardegna».
Conseguita la maturità classica, nel 1968 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia, come vincitore di una borsa di studio presso il Collegio Fratelli Cairoli: sono gli anni delle lotte operaie e studentesche, a cui partecipa militando per qualche tempo in gruppi della sinistra extra-parlamentare. Durante il percorso universitario, docenti e maestri che rivestono grande importanza nella sua formazione in campo storico, filosofico e della filologia dei testi sono Luigi Poma, Franz Brunetti, Dante Isella, Maria Corti, Cesare Segre.
Nel luglio del 1972 si laurea in filosofia discutendo una tesi dal titolo La formazione del giovane Gramsci: 1914-1919, preludio a quello che sarebbe divenuto uno dei due principali oggetti dei suoi studi successivi.
Intellettuale impegnato, figura autorevole dell’Ateneo pavese con la sua quasi cinquantennale attività di insegnamento, allo studio e alla ricerca ha sempre affiancato passione e impegno civile, promuovendo occasioni di confronto e discussione su temi culturali e politici. Fra le ultime iniziative da lui ideate, le lezioni di filosofia dal titolo “I filosofi raccontati”, tenute ai carcerati della Casa circondariale Torre del Gallo di Pavia e la manifestazione “Un cortile per l’Europa”, svoltasi nel Cortile delle statue dell’Ateneo pavese il 15 marzo 2025, in contemporanea con quella nazionale, “Una piazza per l’Europa”, promossa nella stessa giornata a Roma dai sindaci italiani.
È morto nel 2025, a 75 anni. Dopo il funerale laico tenutosi presso l’Aula magna dell’Ateneo pavese, è stato sepolto nel piccolo cimitero di Gropello Cairoli, in provincia di Pavia.
Attività accademica Inizia la carriera universitaria nel 1973 come titolare di una borsa di studio presso l’Istituto di Filosofia dell’Ateneo pavese, dove in seguito è assistente supplente, poi contrattista, quindi ricercatore a tempo indeterminato fino al 1987. Nello stesso anno vince il concorso per professore associato all’Università di Genova, dove insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea fino al 1991, quando è chiamato dalla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pavia per l’insegnamento di Storia della storiografia filosofica.
A eccezione del quadriennio presso l’Università di Genova, ha svolto tutta la sua attività scientifico-didattica nell’Ateneo pavese, dove ha tenuto nel corso degli anni diversi insegnamenti storico-filosofici, tra cui Storia della filosofia moderna e Storia della filosofia dell’Illuminismo. Nel 2000, ottenuta l’idoneità a professore di prima fascia in un concorso bandito dall’Università di Pisa, assume il ruolo di professore straordinario di Storia della filosofia nell’Università di Pavia e nel 2003 è confermato professore ordinario. Nell’Ateneo pavese ha ricoperto, negli anni, anche altri incarichi: vicedirettore del Dipartimento di Filosofia (1994-1997), presidente del Consiglio di Corso di laurea in Filosofia (1997-2001), preside della Facoltà di Lettere e Filosofia (2001-2007), membro della Giunta di Ateneo (2002-2007) e prorettore per la Didattica e l’offerta formativa (2005-2013). Nel 2013 è stato fra i candidati alla carica di Rettore dell’Università di Pavia. Nel 2014 è stato professeur invité presso l’École Normale Supérieure de Lyon, dove ha svolto lezioni nel “Séminaire d’études italiennes”, “Séminaire d’histoire des idées” e “Séminaire Pensée politique italienne: Gramsci”.
Dal 2017 al 2020 è stato distaccato presso il Centro interdisciplinare “Beniamino Segre” dell’Accademia nazionale dei Lincei, mantenendo tuttavia l’insegnamento universitario. Il 1° ottobre 2020 ha concluso la carriera accademica per raggiunti limiti di età e, per qualche tempo, ha svolto a titolo gratuito cicli di lezioni nel Laboratorio di storia della filosofia. Nel marzo 2021, con decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca, gli è stato conferito il titolo di Professore emerito.
Altre attività in campo scientifico e editoriale Per quanto riguarda il versante degli studi gramsciani, ha fatto parte della Commissione scientifica per lEdizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, è stato vicepresidente e direttore scientifico della Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci Ghilarza, fondatore e presidente della “Ghilarza Summer School-Scuola internazionale di studi gramsciani”, membro del Comitato dei garanti della Fondazione Gramsci, membro del Consiglio di direzione di «Gramsciana: rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci» e del Comitato scientifico dell’«International Gramsci Journal».
Per quanto concerne gli studi sull’Illuminismo, è stato fondatore e direttore della rivista «Studi settecenteschi» (1984-2014), ha diretto con Luigi Firpo lEdizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria, è stato presidente del Comitato scientifico per lEdizione nazionale delle opere di Pietro Verri, direttore del portale online Illuminismo lombardo, membro del Comitato di redazione di «Beccaria: revue d’histoire du droit de punir» e socio onorario della Società italiana di studi sul secolo XVIII.
Inoltre, è stato socio corrispondente residente dell’Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere, membro del Comitato direttivo della Fondazione Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico, componente del Comitato scientifico dell’Istituto italiano per gli studi filosofici, membro dei comitati scientifici delle riviste «Archivio storico lombardo» e «I castelli di Yale» e della collana editoriale «Officina» (Ibis Edizioni).
Campi di ricerca Gli studi di Gianni Francioni hanno riguardato due ambiti d’interesse: la filosofia italiana del Settecento (con riferimento all’illuminismo lombardo) e la filosofia del Novecento, in particolare il pensiero di Antonio Gramsci.
In questi settori ha dato numerosi contributi interpretativi per lo studio e l’edizione critica degli scritti di Cesare Beccaria e di Pietro Verri, e avviato una nuova strada per l’edizione critica dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. In entrambi i campi di ricerca, ha applicato un metodo nel quale convergono tecniche filologico-critiche e interpretazione filosofica e storica. Per quanto riguarda Dei delitti e delle pene di Beccaria, partendo dalla ricognizione della prima redazione autografa dell’opera e attraverso i vari passaggi editoriali, ha ricostruito la genesi e l’evoluzione del testo con una comparazione tra le diverse fasi, non solo sul piano linguistico, ma anche su quello dei contenuti.
La stessa impostazione lo ha guidato negli studi su Antonio Gramsci. La prima pietra del suo percorso di ricerca relativo al pensatore sardo è una comunicazione che presenta al convegno Politica e storia in Gramsci tenutosi a Firenze nel 1977, nella quale avanza la proposta di un approfondimento dell’edizione critica dei Quaderni del carcere, messa a punto con criteri filologici dall’Istituto Gramsci e pubblicata per la cura di Valentino Gerratana, appena due anni prima. In essa sostiene la necessità di ripartire da un’analisi diretta dei manoscritti del carcere e, sempre utilizzando gli strumenti della filologia, rivedere alcune scelte (criterio cronologico, numerazione dei quaderni, ecc.), proposta che susciterà un vivace dibattito e numerosi dubbi fra gli studiosi gramscianiCfr. .
Nel 1984, il suo volume L’officina gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei «Quaderni del carcere» offre la prima configurazione di una “filologia gramsciana” e dà contemporaneamente avvio a quella che è stata definita una lettura diacronica dei Quaderni, oggi adottata da studiosi di Gramsci in tutto il mondo. Quel volume e altri contributi successivi, fino alla nuova edizione critica dei Quaderni del carcere da lui diretta (in corso di pubblicazione), hanno mostrato come si possa fare storia della filosofia utilizzando la “filologia d’autore” e la “critica delle varianti”, cioè un’analisi della genesi e della struttura “in movimento” dei testi filosofici. Nel caso in questione, Francioni ha potuto ricostruire come lavorava Gramsci in carcere e ha impostato e promosso una nuova e complessa lettura, che permette di datare le note carcerarie e di stabilire nessi con la biografia dell’autore e con le posizioni politiche che, pur da detenuto, Gramsci ha saputo mantenere.
La bibliografia di Gianni Francioni consta di circa 140 scritti fra monografie, edizioni critiche, saggi in volumi collettanei, curatele, articoli di riviste, presentazioni, note. Alcuni dei suoi scritti sono stati tradotti in francese e spagnolo.
Riconoscimenti Nel 2010, al compimento del suo 60° compleanno, colleghi e studiosi amici gli hanno dedicato la raccolta di saggi Gramsci tra filologia e storiografia. Scritti per Gianni Francioni, a cura di G. Cospito (Napoli, Bibliopolis, 2010) e nel 2020, per i suoi settant’anni, un altro volume collettaneo dal titolo Nell'officina dei Lumi. Studi in onore di Gianni Francioni, a cura di G. Cospito ed E. Mazza (Como-Pavia, Ibis, 2021).
Nel novembre 2025 si è tenuto a Sassari il convegno L’officina gramsciana e l’Officina dei Lumi: giornata in ricordo di Gianni Francioni, promosso da Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Fondazione Gramsci, Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia, Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci, Compagnia della Corte, con il patrocinio del Comune di Sassari. Un altro convegno, dal titolo Gianni Francioni, filologia e filosofia civile, si è tenuto nel gennaio 2026 a Roma presso l'Istituto della Enciclopedia italiana.
La sua città natale, Sassari, e la sua città d’adozione, Pavia, lo hanno ricordato come cittadino illustre con un riconoscimento alla memoria: il 12 agosto 2025 il Comune sardo gli ha dedicato una targa a ricordo dei suoi studi, in occasione della “Festa dei Candelieri”; il 9 dicembre 2025 il Comune lombardo lo ha premiato insieme ad altri undici cittadini con la tradizionale “Benemerenza di San Siro” in occasione della festa del Patrono della città, assegnandogli una medaglia d’oro. Onorificenze