Il suo corpo venne ritrovato il 25 gennaio 2006, poco più di due anni dopo la sua morte.

Biografia Joyce Vincent nacque a Londra nel 1965, nel quartiere di Hammersmith. I suoi genitori erano immigrati da Grenada. Suo padre, Lawrence, era un carpentiere di origine africana; mentre sua madre, Lyris, era di origine indiana. Quando aveva 11 anni, sua madre morì e venne da lì in poi cresciuta dalle sue quattro sorelle maggiori. Aveva una relazione tesa con suo padre, tanto che diceva a tutti fosse morto nel 2001 (in realtà morì nel 2004, senza sapere che sua figlia lo avesse preceduto).

Lasciò la scuola a 16 anni, senza conseguire il diploma. Dal 1985 lavorò come segretaria per varie aziende, ma si dimise dall'ultimo lavoro nel 2001 senza spiegazioni apparenti.

Poco dopo fu accolta in un centro di accoglienza per donne vittime di violenza domestica a Haringey e lavorò come addetta alle pulizie in un hotel economico. Da questo momento in poi si distaccò sempre più dalla sua famiglia.

Nel febbraio 2003 venne spostata a Wood Green, in un monolocale usato per accogliere vittime di violenza e situato in un complesso di appartamenti popolari chiamato colloquialmente "Sky City" (in quanto collocato ai piani superiori di un centro commerciale), dove sarebbe poi morta.

Nel novembre 2003, dopo aver vomitato sangue, fu ricoverata in ospedale per due giorni a causa di un'ulcera peptica.

Morte Si ritiene che la sua morte sia avvenuta nel dicembre 2003, all'età di 38 anni.

L'affitto veniva regolarmente pagato per metà dagli enti benefici alla cooperativa edilizia che aveva fornito il monolocale a Vincent, il che lasciò presupporre che la donna fosse ancora in vita.

I vicini pensarono che l'appartamento fosse inabitato e che l'odore di marcio fosse dovuto a dei bidoni della spazzatura. Le finestre non permettevano di vedere all'interno dell'appartamento. Benché i vicini avessero notato la presenza insolita di mosche, chiusero semplicemente le finestre per non esserne infastiditi.

Nel corso dei due anni trascorsi dalla morte al ritrovamento, la corrente elettrica non era mai stata staccata, in quanto le bollette venivano costantemente pagate dall'addebito diretto. Il televisore e il riscaldamento rimasero accesi fino alla scoperta del corpo. Era un complesso di appartamenti chiassoso, spesso frequentato da tossicodipendenti, e questo spiegherebbe perché nessuno si infastidì o si fece domande circa i suoni provenienti dal televisore.

Dopo due anni di affitto non pagato completamente, con un debito di migliaia di sterline, i responsabili degli alloggi popolari decisero di riprendersi la proprietà. Il 25 gennaio 2006 gli ufficiali giudiziari sfondarono la porta del monolocale e trovarono il cadavere di Vincent. Il suo corpo fu trovato sul divano a fianco a una borsa da spesa e a vari regali di Natale impacchettati. Vennero ritrovati cibi e medicinali scaduti nel 2003, oltre che a una pila di posta non aperta dietro la porta.

I suoi resti furono trovati in posizione supina e descritti come "perlopiù scheletrici", come riferito dal patologo che analizzò il caso. Il cadevere era così decomposto che si riuscì a identificarlo solamente grazie alle impronte dentali; fu dunque impossibile determinare la causa del decesso. Dal momento che la polizia non trovò prove a suggerire l'intervento di cause esterne, e dato che la donna era affetta da asma e aveva sofferto a causa di un'ulcera peptica poco tempo prima di morire, si ritenne che il decesso avvenne forse a causa di un attacco d'asma particolarmente violento o a causa di una complicanza correlata all'ulcera peptica.

Negli anni precedenti al ritrovamento del corpo, la famiglia di Vincent cercò di rintracciarla, ingaggiando persino un investigatore privato che riuscì a trovare il suo ultimo indirizzo di casa. Quando le spedirono una lettera ma non ricevettero risposta, conclusero che avesse voluto interrompere ogni rapporto con loro.

Nella cultura di massa Il caso di Joyce Vincent ha ispirato: Il film documentario del 2011, Dreams of a Life, diretto e sceneggiato dalla regista britannica Carol Morley. Il nome del gruppo musicale britannico Miss Vincent e il loro primo singolo, No One Knew. L'album Hand. Cannot. Erase. del cantautore britannico Steven Wilson.

Note

Voci correlate Kodokushi Morte di Hedviga Golik