Vinse il Premio Nazionale di Letteratura Cilena nel 1944.

Biografia

Latorre era figlio del basco Mariano de la Torre Sandelis e di Fernandina Court Biezac, d'origine francese. Trascorse i suoi primi dieci anni nella città di Constitutión (citata nel suo libro Iliama Maule), poi si trasferì in varie città, come Valparaíso, Santiago del Cile, Parral e Talca. In quest'ultima località si diplomò nel 1905.

Durante gli studi a Talca esordì in campo letterario insieme al suo amico Fernando Santiván e collaborò con i giornali L'Actualidad, La Libertad e con la rivista Zig-Zag, dove pubblicò le sue prime storie e poesie.

Intraprese gli studi di diritto all'Università del Cile per volere della famiglia ma poi, dopo la morte del padre, virò per gli studi pedagogici. Dopo la laurea conseguita nel 1915 insegnò il castigliano al Liceo Valentín Letelier e all'Instituto Nacional General José Miguel Carrera, poi passò a insegnare letteratura cilena e americana. Nel periodo di maggiore crescita culturale viaggiò in Perù, Bolivia, Argentina e Colombia, dove tenne conferenze di letteratura.

Si sposò con la ispano-cilena Virginia Blanco Calzada, un'attrice che divenne celebre a partire dagli anni quaranta, con cui ebbe i figli Mariano e Mirella. Nel 1936 gli fu conferito il premio municipale di Santiago e nel 1944 il Premio Nazionale di Letteratura del Cile.

Tra il 1945 e il 1952 fu direttore dell'Istituto pedagogico dell'Università del Cile, mentre nel 1953 fu eletto membro accademico della Facoltà di Filosofia e Pedagogia della stessa università.

Morì nella capitale cilena, dove la comunità manifestò il suo cordoglio e il suo affetto. Durante i funerali, celebrati nella Casa Centrale dell'Università del Cile, undici oratori pronunciarono un elogio funebre in suo onore nel Cimitero generale, con Pablo Neruda che disse, tra le altre cose:

Padre del criollismo cileno e il suo retaggio culturale

A livello internazionale Latorre è considerato uno dei primi autori cileni a descrivere e classificare gli aspetti della realtà del suo paese, la lingua dei suoi abitanti, la sua cultura, la società rurale e altre caratteristiche uniche che all'epoca erano sconosciute al di fuori dei confini cileni. Era noto per le sue descrizioni dettagliate della geografia e della società in cui sono ambientate le sue storie, con le aree rurali e costiere della regione del Maule che sono le più importanti nelle sue narrazioni. Si distinse anche per il linguaggio colloquiale in cui si esprimevano i suoi personaggi, uno stile che Latorre impiegava per ritrarre il vocabolario informale e ignorante della popolazione cilena di quel periodo e le loro idiosincrasie nelle loro interazioni. Da queste caratteristiche emerse il criollismo, che Latorre definiva un modo di narrare il conflitto tra l'umanità e la natura circostante, mostrando sia il meglio che il peggio dell'umanità nell'affrontare questi conflitti. In genere, i suoi personaggi tendono ad essere il roto e il huaso cileno, poiché entrambi ritraggono comportamenti molto diversi e marcati: da un lato, il roto è solitamente un essere anarchico, ateo, irrispettoso e senza istruzione, mentre il huaso è solitamente un personaggio conservatore, religioso, colto e ostinato.

Il criollismo stesso si rivelò essenziale per lo sviluppo di una nuova prospettiva all'interno della letteratura cilena, poiché ritrasse pienamente tutte le caratteristiche geografiche, sociali e culturali del Cile, mostrando le sue diverse realtà basate su storie narrate sulla costa, in montagna, nella foresta o in campagna, inquadrando le realtà in cui la stragrande maggioranza della popolazione cilena viveva la propria vita quotidiana e tutte le condizioni di vita che ciò comportava (alloggio, cibo, relazioni familiari, abbigliamento, ecc.), motivo per cui questo movimento guadagnò notorietà sia a livello nazionale che internazionale.

Le critiche al criollismo

Se da un Latorre guadagnava sostenitori per il suo stile letterario innovativo, dall'altro dovette affrontare diversi detrattori. Hernán Díaz Arrieta (noto come Alone), il critico letterario più influente in Cile, fu uno dei principali rivali e oppositori delle sue opere. Attraverso diverse colonne di giornale criticò Latorre per il fatto che si concentrasse troppo nella descrizione dell'ambiente naturale in cui si svolgeva la storia, a scapito dei personaggi e della trama stessa, il ché rendeva difficile la comprensione della storia che lo scrittore stava raccontando. Arrieta seppe esercitare la sua influenza di Alone nel diffondere ai suoi lettori il concetto secondo cui le opere di Latorre fossero noiose e prive di sufficiente interesse drammatico per coinvolgere il lettore. Secondo lo scrittore Oreste Plath, fu a causa di queste critiche e dell'influenza diffamatoria di Alone che Latorre non fu mai in grado di diventare membro dell'Accademia cilena della lingua.

Opere parziali

Cuentos del Maule (1912) Cuna de cóndores (1918) La sombra del caserón (1919) Zurzulita (1920) Ully (1923) Hombres de la selva (1923) Chilenos del Mar (1929) La chilenidad de Daniel Riquelme (1931) On Panta (1935) Hombres y Zorros (1937) La Literatura de Chile (1941) Mapu (1942) Viento de Mallines (1944) Puerto Mayor (1945) El Choroy de Oro (1946) Chile, País de Rincones (1947) El Caracol (1952) La Paquera (1958) La Isla de los Pájaros (1959) Memorias y otras confidencias (pubblicato nel 1971)

Note

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