Biografia Figlia del pittore paesaggista Johann Adolf, fedele alla scuola di pittura di Düsseldorf e di Antoinette Margaretha T. Sauset. Il padre discendeva dal nobile polacco-tedesco Friedrich-Karl von Lasinsky (in polacco: Karol-Fryderyk Leszczyński) e dalla poetessa Anna Maria von Knapp (1782-1839). Anche il fratello del padre fu un noto pittore Augusto Gustavo Lasinsky (1811-1870).

La famiglia si trasferì da Colonia a Düsseldorf nel 1850. Laura ebbe due fratelli. Il maggiore Paul (1842-1865) divenne pittore mentre il minore Adolf (1849-1891) si dedicò come la sorella alla fotografia aprendo uno studio a Venlo in Olanda. Laura però fu anche una cantante e insegnante di musica, come risulta dal certificato di morte.

Nel 1870 rilevò lo studio di Adam Sturm a Düsseldorf, dove viveva con sua madre quando rimase vedova l'anno dopo. Il padre, dopo la morte del figlio maggiore Paul nel 1865, un talentuoso pittore, fu colto da una profonda ipocondria, che lo allontanò progressivamente dalla vita, offuscando i suoi ultimi anni di vita con sofferenze strazianti.

Sembra che l'atelier ebbe notevole successo, a giudicare dalle carte de visite circolanti in collezioni private e nei mercatini. Dieci anni dopo, nel 1880, sposò il fotografo Wilhelm Lüdcke, di cui si ignora la provenienza. Per diversi anni la denominazione dello studio rimase a suo nome: "Photographische Anstalt der Firma Laura Lasinsky". In seguito, cambiò in: "Photographische Anstalt Lüdcke-Lasinsky", ma aggiungendo sul retro delle foto l'annotazione che precedentemente il nome era "Laura Lasinsky".

Tra i loro clienti figuravano alcuni degli artisti della scuola di pittura di Düsseldorf, tra i quali Ferdinand Fagerlin e l'industriale Alfred Krupp, i cui ritratti risalgono al 1880. Lasinsky ebbe per molti anni, quale assistente, Peter Hubert Höltgen che nel 1884 aprì un proprio studio.

Partecipò all'"Esposizione Commerciale per la Renania, la Vestfalia e i distretti limitrofi" di Düsseldorf nel 1880, assieme alla fotografa Emma Planck, dove espose non solo fotografie ma anche disegni a inchiostro e acquerelli. Le fotografie in mostra coprivano una parete ed erano una serie di ritratti e scene di genere stampate in argento su carta all'albumina, alcune delle quali colorate. Alla mostra vinse una medaglia di bronzo.

Nel 1889 l'atelier cambiò indirizzo dove rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1919. Stranamente nessuno provvide alle necessarie modifiche nel volume degli indirizzi cittadini tanto che l'atelier risultava attivo nel 1920, mentre due anni dopo allo stesso indirizzo figurava solo come residenza della Lasinsky e vi rimase addirittura fino al 1939.

Note

Bibliografia Beate Knappe, Die Atelier-Fotografin. Ein Frauenberuf im 19. Jahrhundert zwischen Modeerscheinung und Profession in Fotogeschichte. Beiträge zur Geschichte und Ästhetik der Fotografie, Università di Essen (tesi di laurea), Jonas Verlag, 1996

Voci correlate Storia delle donne fotografe

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