Nota come Elvira di Lecce o Maria Albina di Lecce, principessa di Taranto, era figlia di Tancredi di Lecce, conte di Lecce e poi re di Sicilia, e di Sibilla di Acerra. Sposò in prime nozze Gualtieri III di Brienne, affinché potesse riconquistare le terre che aveva ereditato dai suoi genitori.
Biografia Elvira era la figlia di Tancredi di Lecce,Foundation for Medieval Genealogy. conte di Lecce, un membro illegittimo della famiglia reale, che si impadronì della corona di Sicilia dopo la morte del cugino Guglielmo II nel 1189, spodestando così la zia Costanza, presunta erede in quanto parente legittima più prossima di Guglielmo II. Scoppiò quindi una guerra di successione tra Tancredi e il marito di Costanza, l'imperatore Enrico VI. Tancredi morì nel 1194 e gli successe il figlio Guglielmo III di Sicilia, fratello di Elvira, ma Guglielmo fu deposto da Enrico VI e poi torturato dagli agenti dell'imperatore prima di essere cavato entrambi gli occhi, essere castrato e morire poco dopo.Donald Matthew, The Norman Kingdom of Sicily, 1992.
Sibilla, vedova di Tancredi, e le sue figlie, alle quali Enrico VI aveva promesso di lasciare il principato di Taranto e la contea di Lecce come risarcimento, furono rapidamente arrestate per tradimento, quindi condotte in Germania e imprigionate nell'Abbazia di Hohenbourg. Riuscirono però a fuggire, a meno che non fossero liberate in seguito all'intervento papale.Sara McDougall, Royal Bastards: The Birth of Illegitimacy, 800-1230, 2016.
Poi, accompagnata dalla figlia Albiria, Sibilla si recò a Roma per perorare la sua causa davanti al papa, che le consigliò di chiedere aiuto al Re di Francia. Le due donne furono poi ricevute dal re Filippo Augusto, che convocò una grande assemblea a Melun. Durante questa assemblea, espresse il desiderio di offrire il suo sostegno a chiunque le aiutasse e scelse Gualtieri di Brienne per questa missione, poiché era un cavaliere valoroso e valoroso, di nobile cuore e ben collegato. Dopo molte esitazioni, in particolare a causa della sua promessa di andare in crociata, Gualtieri sposò finalmente Elvira prima del marzo 1200 a Melun, di fronte al re e alla sua corte.
Gualtieri ed Albiria si recarono quindi a Roma per incontrare papa Innocenzo III, che li investì della Contea di Lecce e del Principato di Taranto, precedentemente promessi da Enrico VI. Gualtieri radunò quindi un esercito per conquistare l'Italia meridionale dai signori della guerra tedeschi e ripristinare l'autorità papale sul Regno di Sicilia. Ma dopo numerosi successi, Gualtieri fu infine sconfitto da Diopoldo d'Acerra nel 1205.Fernand de Sassenay, Les Brienne de Lecce et d'Athènes, 1869.
Rimasta vedova, Albiria desiderò risposarsi in fretta con Giacomo di Sanseverino, conte di Tricarico, ma questi preferì aspettare che Albiria avesse dato alla luce il figlio di Gualtieri. Rimasta nuovamente vedova, sposò per la terza volta il conte Tegrimo Guidi. Tuttavia, nessuno di questi ultimi due mariti continuò la conquista del Regno di Sicilia. Rimasta vedova per la terza volta, tornò a vivere a Lecce e lì morì poco dopo il 1254.Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Guidi di Romagna, Tav. IX, Milano, 1865.
Discendenza Alla fine del 1199 o all'inizio del 1200, sposò Gualtieri III di Brienne, figlio di Erardo II, conte di Brienne, e di Agnese di Nevers, dal quale ebbe un unico figlio: Gualtieri IV di Brienne, nato postumo, che successe al padre.
Alcuni storici gli attribuiscono anche una figlia maggiore di nome Margherita di Brienne,Maison de Brienne. che avrebbe sposato Baliano I de Grenier, conte di Sidone, ma quest'ultimo avrebbe preferito sposare una figlia di Arnoul de Reynel, signore di Pierrefite, e di Ida di Brienne, sorella di Gualtieri III di Brienne.
Rimasta vedova nel 1205, si risposò subito con Giacomo di Sanseverino, conte di Tricarico, anche se questi preferì aspettare che Albiria avesse dato alla luce il figlio di Gualtieri, dal quale ebbe altri due figli: Simone di Sanseverino; Adalita di Sanseverino. Rimasta nuovamente vedova, sposò in terzo matrimonio nel 1220 il conte Tegrimo Guidi, dal quale ebbe un figlio Guido (dopo 1220-1293).
Rimasta vedova per la terza volta, tornò a vivere a Lecce e lì morì poco dopo il 1254.
Note
Bibliografia Fernand de Sassenay, Les Brienne de Lecce et d'Athènes, 1869. Donald Matthew, The Norman Kingdom of Sicily, 1992. Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Guidi di Romagna, Tav. IX, Milano, 1865.
Albiria