La Chiesa di Agia Paraskeví ( lett. "Santa Parasceva"; , dove Pikridion è la denominazione greca di Hasköy; ) è una chiesa greco-ortodossa situata nel quartiere di Hasköy del distretto di Beyoğlu della città di Istanbul, in Turchia.

Ubicazione La chiesa si trova su Bastar Sokak No. 2/1, nella mahalle di Keçeci Piri, ad Hasköy, quartiere del distretto di Beyoğlu della città di Istanbul.

Dedica La chiesa è dedicata a Santa Parasceva (138–160 d.C.), martire romana del secondo secolo. La santa fu sottoposta a torture dall'imperatore Antonino Pio (r. 138-161), ostile al Cristianesimo, venendo gettata in un calderone di olio bollente, dal quale si salvò miracolosamente. Secondo la leggenda l'imperatore, nel controllare se l'olio stesse effettivamente bollendo, rimase cieco. Sebbene la santa gli avesse restituito la vista con le sue preghiere, fu ugualmente decapitata. Il 26 luglio è riconosciuto come giorno della sua festa. Si crede che Santa Parasceva guarisca le malattie degli occhi..

Storia Dall'iscrizione situata nel nartece della chiesa si evince che le sue origini risalgono al periodo bizantino.. Questo è confermato dal fatto che - come riporta Pierre Gilles - nella prima metà del XVI secolo il quartiere circostante era intitolato già alla santa, segno inequivocabile che ci doveva essere una chiesa con la stessa dedica, e - dal momento che in quel periodo non era concesso ai cristiani di costruire nuovi templi - l'edificio doveva risalire per forza a prima della conquista della città nel 1453.. Dopo la Conquista della città, questa piccola cappella fu lasciata ai greci. Stephan Gerlach, che visitò la chiesa nel 1577 e partecipò alla liturgia il 26 luglio di quell'anno, fa menzione della chiesa e del cimitero nel suo cortile. La cappella fu trasformata in chiesa nel 1692. La parte più grande della chiesa attuale fu costruita nel luogo in cui si trovava la chiesa originaria del XV secolo. Nel 1724, grazie a una donazione concessa da Constantin Basarab Brâncoveanu quando era principe della Valacchia, e di altri Fanarioti, iniziò la costruzione della chiesa di Santa Paraskevi', che fu completata nel 1752. Nel 1833 la chiesa fu ristrutturata e assunse la forma attuale. Eremya Çelebi riferisce che i Greci possedevano unaghiasma dedicata ad Agia Paraskeví, le cui acque scorrevano sottoterra, che questa fonte distribuiva guarigioni a tutti, che l'acqua era dolcissima, e che persino i Turchi vi portavano offerte votive. Egli riporta anche che nel XVII secolo gli ebrei del quartiere, nell'ambito di rivalità intercomunali, cercavano di screditare e sminuire l'agiasmade di Santa Parasceva, che rappresentava un centro di affluenza sia per i Romei (greci ortodossi) sia per i Musulmani. È noto che in seguito al grande restauro effettuata nel 1833, al tempo del Patriarca Costanzio I, la chiesa subì notevoli trasformazioni. L'iscrizione relativa al restauro del 1833 si trova sul portale d'ingresso dal nartece alla navata centrale. Fu restaurata nuovamente nel 1958, durante il patriarcato di Atenagora. Essa viene al momento utilizzata dalla locale comunità ortodossa rumena.

Descrizione La chiesa si trova all'interno di un ampio cortile circondato da alte mura. A nord e a est dell'edificio è situato il locale cimitero, mentre a nord-ovest si trovano gli uffici amministrativi, la segreteria e l'alloggio del custode della chiesa, raggiungibili tramite un'alta scalinata. Il campanile, che si eleva su una base a sezione quadrata, si trova a sud della chiesa, ed è relativamente imponente. L'edificio è una basilica a tre navate con orientamento est-ovest, le cui facciate nord e sud sono costruite in mattoni regolari, mentre le altre sono in pietra grezza intonacata, e che sul lato orientale possiede un'abside semicircolare sporgente verso l'esterno. La chiesa ha un grande nartece, comunicante con il matroneo, che occupa l'intero spazio del nartece. La navata centrale a tre campate, alta il doppio delle navate laterali, le quali sono separate da essa da cinque colonne per lato, che poggiano su una base scanalata. Le colonne sono collegate tra loro da archi e da una colonna addossata, e sono sormontate da capitelli a sezione quadrata con abaco anch'esso quadrato e privi di decorazioni. Nella chiesa, costruita prima del XIX secolo e profondamente modificata dai restauri successivi, domina un'influenza eclettica, visibile in particolare negli elementi liturgici quali l'iconostasi, l'ambone e il trono del despota. L'edificio riveste particolare importanza per essere stato un tempo il luogo di sepoltura di figure eminenti della comunità greca, come patriarchi (non meno di sei), vescovi (una dozzina) e dignitari fanarioti. Sono sepolti qui anche esponenti di importanti famiglie valacche, come i Lahovari e i Radula. Notevoli sono anche l'iconostasi e le icone di epoca antica presenti all'interno. Nel settore sud-orientale della navata meridionale si trova il reliquiario di Agia Paraskeví. La chiesa subì gravi danni durante i pogrom del 6-7 settembre 1955 e fu restaurata nel 1958.

Alla chiesa appartengono tuttora due aghiasma (fonti sacre), dedicate ad Agia Paraskeví e a Agios Panteleimon. Lagiasma di San Panteleimon si trova ad Aynalı Kavak, mentre quella di Santa Parasceva si trova tra cimiteri ortodossi, musulmani ed ebraici, sulla collina di Çıksalın, in Kalaycı Bahçe Sokak. Questagiasma in pietra di epoca bizantina è un vestigio di un antico acquedotto.

Note

Bibliografia

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Parasceva, Pikridio Istanbul, Pikridio Parasceva