Biografia

Il contesto familiare Nacque nel villaggio di Nižnjaja Teberda, nell'oblast' autonoma di Karačaj-Circassia, il 20 maggio 1959, figlio di Chusej Il'jasovič Botašev e Ljuaza Mussaïvna Botaševa. Aveva una sorella, Patia, due fratelli maggiori: Marat e Murat, e tre minori, Muradin, Ajtek e Chadžibij. Muradin, nato nel 1963, è un colonnello in pensione delle Forze armate russe ed ha ricoperto la carica di capo di stato maggiore e vice comandante della Flotta del Baltico dal 2007 al 2012.

Carriera militare Dopo aver terminato il liceo nel 1976, e aver tentato senza successo di iscriversi alla Scuola navale superiore del Mar Nero, Botašev si iscrisse invece alla Scuola marittima di Astrachan'. L'anno successivo decise di diventare un pilota militare e si fece quindi trasferire all'Istituto superiore di aviazione militare di Ejsk, dal quale si diplomò nel 1981 per iniziare il proprio servizio nel 168º Reggimento cacciabombardieri delle guardie. Dal 1983 al 1988 fu di stanza presso l'aeroporto di Kunmadaras, in Ungheria, inquadrato nel 1º Reggimento cacciabombardieri delle guardie del Gruppo di Forze del Sud. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica tornò in Russia, ricoprendo diversi incarichi nel 67º Reggimento bombardieri, fra cui comandante di squadriglia e vice comandante di squadrone. Successivamente si è specializzato presso l'Accademia aeronautica "Jurij Gagarin". Dopo la laurea è stato nominato comandante di squadrone, mentre nel novembre 1988 comandante del 722º Reggimento bombardieri della 6ª Armata aerea. Nel 2000 è stato promosso a vice comandante della 147ª Divisione aerea mista della stessa armata. Nel 2002 venne trasferito in Buriazia, dove comandò la 21ª Divisione aviazione mista fino al 2007. Nel 2010 si è laureato presso l'Accademia militare dello Stato maggiore delle Forze armate della Federazione Russa.

Incidente del Su-27UB Nel 2011 è stato temporaneamente sospeso dal volo per aver pilotato un Su-34 senza autorizzazione. Il 28 giugno 2012 nel distretto di Prionežskij in Carelia, il maggiore generale Botašev stava effettuando un volo di ricognizione meteorologica a bordo di un Su-27UB, insieme a un comandante di reggimento, colonnello Evgenij Olejnik. Durante l'esecuzione di una manovra acrobatica non programmata l'aereo entrò in una vite invertita, dalla quale l'equipaggio non fu in grado di riprendersi. L'equipaggio si eiettò a un'altitudine di circa 500 metri e sopravvisse, ma l'aereo si schiantò nei pressi dell'aeroporto di Petrozavodsk. Il 29 dicembre 2012 è stato quindi aperto un procedimento penale nei suoi confronti ai sensi dell'articolo 351 del codice penale (violazione delle regole di volo). Nell'aprile 2013 il tribunale militare di Petrozavodsk l'ha condannato a quattro anni di reclusione con sospensione condizionale e a una multa di 5 milioni di rubli, nonostante l'accusa insistette per il risarcimento integrale dei danni, che ammontavano a oltre 100 milioni di rubli. Dopo essere stato congedato dall'esercito, Botašev ha lavorato come vicepresidente per l'aviazione del DOSAAF a San Pietroburgo e nell'oblast' di Leningrado.

Invasione dell'Ucraina Nell'aprile 2022 Botašev ha preso parte all'invasione russa dell'Ucraina come pilota mercenario del Gruppo Wagner. Il 22 maggio il Su-25 sul quale volava è stato abbattuto con uno Stinger dalle forze ucraine sopra Popasna, cittadina dell'oblast' di Luhans'k in quel momento principale obiettivo dell'offensiva russa del Donbass. Nei giorni successivi anche i media russi ne hanno confermato la morte. Il 1º giugno il presidente russo Vladimir Putin gli ha conferito il titolo di Eroe della Federazione Russa alla memoria. Il giorno seguente il corpo del generale è stato trasportato in elicottero a Karačaevsk, dove è stato sepolto dopo il rito funebre.

Onorificenze

Note

Categoria:Cavalieri dell'Ordine al Merito militare (Federazione Russa) Categoria:Militari russi caduti durante l'invasione russa dell'Ucraina Categoria:Eroi della Federazione Russa